Se la legge non è un’opinione, le elezioni regionali in Abruzzo si svolgeranno domenica 4 novembre 2018

Se la legge non è un’opinione, le elezioni regionali in Abruzzo si svolgeranno domenica 4 novembre 2018

di Christian Francia  –

Ho letto tante e tali di quelle corbellerie, con riferimento alle imminenti elezioni regionali in Abruzzo, da far diventare indigesta persino un’anguria agostana.

La data delle elezioni non è stata ancora fissata però è già chiaro, per obbligo di legge, che non potrà superare domenica 4 novembre 2018.

La confusione alimentata dai politicanti è disdicevole nella misura in cui le disposizioni normative sono chiarissime e per nulla contraddittorie fra loro. Cerchiamo di spiegarle anche ai bambini che giocano alla politica.

1) Lo Statuto della Regione Abruzzo, all’art. 44 comma 5, dice che “Le dimissioni volontarie del Presidente comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio”.

Il Presidente della Regione Luciano D’Alfonso ha rassegnato le proprie dimissioni volontarie da governatore in data 10 agosto 2018.

2) L’art. 140 comma 2 del vigente Regolamento del Consiglio Regionale abruzzese, aggiunge che “Le dimissioni volontarie del Presidente della Giunta sono comunicate al Presidente del Consiglio il quale dichiara lo scioglimento del Consiglio con proprio decreto, notificato ai consiglieri e pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo”.

Giusto ieri, 16 agosto 2018, il Presidente del Consiglio Regionale Giuseppe Di Pangrazio ha firmato il decreto di scioglimento del Consiglio, decreto che fra pochi giorni verrà pure ritualmente pubblicato sul B.U.R.A.

3) L’art. 86 comma 4 dello Statuto regionale ci informa che “Nei casi di cui al comma 3”, cioè a dire “nei casi di scioglimento anticipato della Legislatura”, “le nuove elezioni sono indette entro tre mesi secondo le modalità definite dalla legge elettorale”.

È ben vero che il verbo indire non equivale al verbo svolgere, ed è proprio al verbo indire che si aggrappano quei poveracci della maggioranza uscente per prolungare di qualche settimana i loro grassi stipendi, ma è finanche oziosa la discussione sulle sentenze della Corte Costituzionale (in particolare la n. 196/2003) e del Consiglio di Stato che comunque confermerebbero l’ipotesi dello svolgimento entro i tre mesi. È oziosa perché a chiarire inequivocabilmente i termini temporali ci pensa proprio la legge elettorale regionale n. 9/2013 alla quale rimanda proprio lo Statuto.

La L.R. Abruzzo n. 9/2013 prevede infatti all’art. 6 comma 2 che “nel caso di scioglimento anticipato del Consiglio regionale le elezioni si svolgono entro tre mesi dallo scioglimento stesso”.

Non occorre precisare che il verbo indire non sia contraddittorio rispetto al verbo svolgere, perché definisce soltanto dei termini più laschi che però vengono ristretti dalla legge elettorale in modo netto e incontrovertibile.

Si noti che il modo indicativo “le elezioni si svolgono” equivale al modo imperativo “le elezioni debbono svolgersi”, perché la legge parla all’indicativo per dare ordini e quando viceversa intende dare discrezionalità usa il verbo potere.

4) Resta da capire la data esatta dello scioglimento del Consiglio, giorno dal quale decorrono i tre mesi per lo svolgimento delle elezioni.

In tal senso soccorre l’art. 140 comma 1 del Regolamento del Consiglio Regionale abruzzese, ai sensi del quale “le dimissioni volontarie del Presidente della Giunta comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio, con effetto dalla data del verificarsi dell’evento”.

Se ne deduce che normativamente lo scioglimento del Consiglio produce effetto dalla data delle dimissioni del Presidente, cioè a dire dal 10 agosto 2018.

5) Per effetto della enucleata normativa le elezioni regionali abruzzesi dovranno svolgersi entro tre mesi dal 10 agosto 2018, cioè entro il 10 novembre 2018.

Siccome l’ultima domenica prima del 10 novembre è il 4 novembre 2018, appare ovvio che quella è la data ultima entro la quale potranno svolgersi le elezioni regionali.

Va da sé che ogni diversa e fantasiosa interpretazione si rivelerebbe niente altro che uno stupro della legalità (perpetrato per biechi interessi personali e di bottega di qualche indegno politicante).

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