Il video della presentazione del romanzo di Mario Pomilio “La compromissione” (1965), ambientato a Teramo e riedito nel 2018

Il 6 Luglio 2018 la Libreria “Tempo Libero” di Christian Simonella e l’associazione culturale “Polygonon” di Riccardo Nori e Denise Ciapica hanno presentato la riedizione del libro di Mario Pomilio “La compromissione” presso Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio in Corso de Michetti n. 1 a Teramo.

Sono intervenuti il curatore Carlo De Matteis, Simone Gambacorta e Luigi Ponziani.

Il video integrale della presentazione è stato realizzato dal Regista Editore Carmine Donato Pelusi.

“La compromissione” di Mario Pomilio costituisce il secondo volume (dopo Vietato ai minori di Laudomia Bonanni) della collana “La provincia letteraria” sostenuta dalla Fondazione Carispaq.

Lo scrittore abruzzese Mario Pomilio, nativo di Orsogna, visse per circa un ventennio ad Avezzano, dove scrisse proprio “La Compromissione” che costituisce il suo quarto romanzo. Il libro ottenne subito l’attenzione della più qualificata critica militante attraverso una ampia serie di interventi sulle maggiori testate nazionali.

Il tema affrontato nel libro, la crisi e la delusione dell’intellettuale di sinistra negli anni del dopoguerra, era – quando uscì il romanzo nel 1965 – di bruciante attualità e vi si erano misurati scrittori come Vittorini, Calvino, Fenoglio.

Pomilio lo affronta narrando le vicende di un giovane professore di fede marxista che opera a Teramo, dove si svolge il romanzo. Un luogo periferico rispetto ai grandi flussi della Storia, scelto dallo scrittore  perché  fu la prima città italiana che visitò dopo un soggiorno all’estero e perché vi colse la sintomatologia della crisi di ideali che in quegli anni caratterizzava la vita pubblica italiana.

Il romanzo, che rappresenta una impietosa fotografia della generazione uscita giovane dalla seconda guerra mondiale, vinse il prestigioso premio “Campiello” proprio nel 1965.

Nella prefazione Giuseppe Lupo scrive: “Pomilio è uno scrittore dalla forte tempra morale che interpreta la letteratura come interrogazione etica, non teme di indagare la natura dei personaggi nel desiderio di stanarli nel loro sottosuolo e nelle loro cadute, fa dell’inquietudine il vessillo del confronto tra gli uomini e Dio, tra gli uomini e la Storia”. 

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