Ballottaggio al Comune di Teramo. La strategia delle tre “R” di Gianguido D’Alberto: rinnovare, ringiovanire e soprattutto ripulire

Ballottaggio al Comune di Teramo. La strategia delle tre “R” di Gianguido D’Alberto: rinnovare, ringiovanire e soprattutto ripulire

di Christian Francia  –

Come tutti sanno, la strategia delle tre “R” è stata inventata per limitare la produzione dei rifiuti, danno inevitabile del ciclo di produzione e di consumo.

Le soluzioni sono state efficacemente sintetizzate nelle tre “R”: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare.

1) Ridurre i consumi si può consumando di meno e riducendo gli imballaggi (carte, scatole, confezioni) che hanno spesso lo scopo di attirare l’attenzione del consumatore.

2) Riutilizzare le merci si può utilizzando al meglio e più a lungo gli alimenti e gli oggetti che non hanno ancora concluso il loro ciclo di utilità, anche riparando i prodotti che vengono spesso buttati anche se sono ancora utilizzabili o recuperabili.

3) Riciclare i rifiuti è possibile attraverso la raccolta differenziata che seleziona le componenti recuperabili: umido, carta, vetro, plastica e alluminio.

Riducendo la quantità di rifiuti da smaltire, riducendo il prelievo di materie prime dall’ambiente, riducendo il consumo energetico derivante dalla trasformazione delle materie prime e guadagnando denaro con la vendita del materiale riciclato alle industrie che lo rielaborano si ottiene un’azione efficace e intelligente per migliorare la vita e salvaguardare l’ambiente.

Allo stesso modo, per il ballottaggio del 24 giugno prossimo che servirà ad eleggere il nuovo sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto punta a mutuare tale strategia delle tre “R”:

1) Rinnovare gli attori politici in campo, con facce nuove in Giunta e in Consiglio che rappresentino un’opportunità mai sperimentata prima, a differenza dell’avversario Giandonato Morra del quale già si sa che gli assessori saranno gli stessi identici della precedente fallimentare Giunta Brucchi.

2) Ringiovanire i protagonisti dell’Amministrazione comunale, in primis con lo stesso sindaco Gianguido D’Alberto che con i suoi 41 anni sarà il primo cittadino più giovane della storia di Teramo dall’introduzione dell’elezione diretta del sindaco (mentre Morra diverrebbe il sindaco più vecchio degli ultimi 30 anni, oltre che quello che ha collezionato più poltrone pubbliche), passando per gli assessori che saranno sensibilmente più giovani rispetto al vecchiume che ripresenta ancora una volta il solito centrodestra, concludendo con i consiglieri comunali che a loro volta saranno nuovi e favoriti da un’anagrafe e da una freschezza imparagonabili a quelle degli avversari usciti dalle urne del 10 giugno scorso.

3) Ripulire totalmente un sistema di potere ingessato dalle clientele e dai meccanismi veterodemocristiani, dai tentacoli dei capibastone, dai favori, dagli appalti bloccati, dalle promesse di posti di lavoro, di piaceri e piacerucci che hanno rinchiuso Teramo su se stassa e l’hanno asfissiata con una miopia politica i cui risultati sono talmente orripilanti da essere stati riconosciuti dallo stesso centrodestra che ne è autore.

L’occasione per il capoluogo è epocale: eleggere un sindaco giovane e preparato, onesto e competente, umile e apprezzato da tutti per le sue doti personali e professionali.

Il prossimo 24 giugno 47.000 teramani potranno cambiare in meglio il corso della storia di questa città soltanto con una croce sul nome di D’Alberto. Non è una questione di schieramenti, di appartenenze, di cultura personale, di orientamenti ideologici o politici. È una scelta sull’uomo, sulle sue capacità e sulla sua credibilità.

Possiamo farcela. Ce la faremo.

Ricordate che al ballottaggio basta una croce su D’Alberto o su Morra, non ci sono più preferenze e partiti, per cui il voto non è più controllabile, nessuno può verificare chi avete votato. Sentitevi liberi di giudicare secondo coscienza.

One Response to "Ballottaggio al Comune di Teramo. La strategia delle tre “R” di Gianguido D’Alberto: rinnovare, ringiovanire e soprattutto ripulire"

  1. Mimmo Attanasii   16 giugno 2018 at 16:17

    “Ricordate che al ballottaggio basta una croce su D’Alberto o su Morra, non ci sono più preferenze e partiti, per cui il voto non è più controllabile, nessuno può verificare chi avete votato. Sentitevi liberi di giudicare secondo coscienza.”

    Che tristezza!
    Per votare, nel 2018, in democrazia, in Italia, in libertà, c’è bisogno di tutele psicologiche: “nessuno può verificare chi avete votato”.

    Ergo, 15 giorni fa sarebbe stato possibile controllare le preferenze?

    Se sì, i magistrati (verso i quali non ripongo alcuna fiducia) dovrebbero tentare di indagare.

    Vale per tutti il pensiero di: Jonathan Swift

    Le leggi sono ragnatele che catturano piccole mosche e lasciano passare vespe e calabroni

    Laws are like cobwebs, which may catch small flies, but let wasps and hornets break through.

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