Elezioni comunali a Teramo: l’unico voto utile per invertire la rotta si chiama Gianguido D’Alberto

Elezioni comunali a Teramo: l’unico voto utile per invertire la rotta si chiama Gianguido D’Alberto

di Christian Francia

Ad un certo punto delle campagne elettorali, dopo che i cittadini hanno iniziato a farsi un’idea abbastanza precisa sulle forze in campo e su coloro che potrebbero realmente vincere, spunta al centro delle argomentazioni il cosiddetto “voto utile”, cioè la motivazione forte a non sprecare il proprio voto favorendo soggetti che non hanno nessuna possibilità di fare il sindaco.

Non ho mai avuto il piacere, fino ad oggi, di formalizzare un appello a convogliare i consensi sui candidati sindaci più forti, e oggi sono lieto di poterlo fare, ben sapendo che volenti o nolenti questo meccanismo psicologico collettivo si innesca e di conseguenza le formazioni minori subiranno un sistematico drenaggio di consensi in favore dei candidati più accreditati.

Il candidato sindaco Gianguido D’Alberto parla quotidianamente da anni dei temi scottanti lasciati insoluti dalle pessime ultime gestioni comunali, ma il suo maggior pregio è aver saputo raccogliere attorno a sé una vasta ed eterogenea schiera di forze che hanno trovato in lui una figura di garanzia per l’impegno, la qualità e le capacità che ha saputo profondere nonostante la giovane età (41 anni).

Quando ci si appella al voto utile, esortando i teramani a non buttare via il loro voto dirottandolo verso liste e candidati che non hanno chance di vittoria, occorre sottolineare due profili sostanziali:

1) Il candidato sindaco che vincerà l’inevitabile turno di ballottaggio di domenica 24 giugno 2018 otterrà il cosiddetto premio di maggioranza che è pari al 60% dei seggi, con il risultato inevitabile che una fetta enorme di voti dispersi verranno inesorabilmente cancellati e non serviranno ad eleggere nessuno, mentre la coalizione che sostiene il candidato sindaco vincente otterrà un aumento dei seggi nel nuovo Consiglio Comunale fino a 20 (sui 33 seggi totali, ivi compreso il primo cittadino);

2) Chiunque ritenga prioritario mandare definitivamente a casa il sistema di potere gestito fino ad oggi da Paolo Gatti e Paolo Tancredi non può pensare di votare qualsiasi altro candidato sindaco per il solo fatto che costoro vadano sbandierando la propria lontananza dai predetti capibastone, al contrario occorrerà dare maggior forza al candidato che concretamente potrà andare al ballottaggio e sfidare il decrepito centrodestra nella battaglia finale per la liberazione di Teramo dalla cattività Gatto-Tancrediana.

È corretto definire il libero voto dei cittadini come “sprecato”? Sì lo è, nella misura in cui la forza elettiva dei voti cosiddetti sprecati si riveli sterile e non elegga tutti quei consiglieri comunali che il dato numerico suggerirebbe, dato numerico che verrà inesorabilmente frustrato per ampliare i seggi da assegnare al sindaco vincente con il premio di maggioranza legislativamente previsto per favorire la governabilità, cioè una maggioranza forte che sostenga l’azione politica del primo cittadino.

È corretto definire il libero voto dei cittadini come “inutile”? Sì lo è, nella misura in cui le speranze degli elettori muoiano fra le mani di chi perde, invece che rafforzare chi ha più probabilità di vincere. Il voto ha senso solo se fa vincere.

Chiarito questo, non vorrei finire per relegare l’esercizio del voto a un mero calcolo utilitaristico-probabilistico, perché in tal modo inviterei l’elettore a non ragionare nel merito delle proposte programmatiche, le quali sono numerose e articolate per ciascun candidato sindaco.

La differenza la fa la credibilità di coloro che le declinano quelle proposte, perché lasciarsi ingannare da indecenti promesse proferite da coloro che hanno governato da tiranni negli ultimi anni, senza che prima facciano l’elenco delle cose che hanno realizzato per Teramo e dei problemi che hanno risolto ai cittadini, questa sì che sarebbe l’ennesima beffa dopo il danno della cattiva amministrazione.

L’esortazione al voto utile è intelligente (e non squallidamente utilitaristica) se si traduce in una dimensione della collettività: uniamoci, stiamo vicini, non dividiamoci, non disperdiamoci e concentriamo gli sforzi per qualcuno che possa risollevare la nostra amata città.

Se è vero che l’unione fa la forza, bisogna valorizzare il “noi”, l’interesse pubblico e non i penosi interessi particolari di cui è costellata la storia recente di Teramo.

Votate per chi volete e per chi ritenete giusto. Ma almeno riflettete bene su coloro nelle mani dei quali state mettendo il capoluogo di provincia per i prossimi cinque anni.

Gianguido D’Alberto: Il candidato sindaco della Lista Civica “Teramo 3.0” e dell’Alleanza Civica per Teramo

4 Responses to "Elezioni comunali a Teramo: l’unico voto utile per invertire la rotta si chiama Gianguido D’Alberto"

  1. Incredulo   25 maggio 2018 at 11:39

    Le liste civiche “pure” che appoggiano D’alberto sapevano di essere associate al PD? Come mai nei manifesti di D’Alberto compare il simbolo PD che nulla ha a che fare con le liste civiche? Sono curioso della risposta se vorrai chiarire.
    https://www.facebook.com/dalbertoperteramo/photos/a.382478372231244.1073741829.378477895964625/386403511838730/?type=3

  2. Mamma   25 maggio 2018 at 17:12

    Ben detto!!

  3. Anonimo   26 maggio 2018 at 17:28

    Allo stato delle cose il miglior partito è quello del “NON VOTO”

  4. Anonimo   30 maggio 2018 at 6:17

    e si

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