Omaggio a Marco Pannella nel secondo anniversario della morte

Omaggio a Marco Pannella nel secondo anniversario della morte

«Fattelo spiegare da qualche scienziato cosa succede “dopo”, ci sono miliardi di atomi che se ne vanno nell’aria, qualcosa deve pur succedere, la persona è energia, il pensiero di chi se n’è andato acquista una sua materialità»

 

di Massimo Ridolfi

“O Capitano! o mio Capitano! il nostro aspro viaggio è terminato”
WALT WHITMAN (1819 – 1892)

inesauribile esempio
quando ti incamminasti ricco
e povero hai terminato il tuo cammino
da uomo libero hai lottato
una intera e lunghissima vita
affinché tutti siano liberi nella non violenza
la morte può prendersi il tuo corpo
consumato per intero
le tue idee rimangono vive.

 

MANTRA
ho sempre ragione perché prima di dire
rifletto, medito, valuto le piccole cose e i grandi sistemi
ho sempre ragione anche quando ho torto
perché prima di dire rifletto, medito, valuto le minoranze e le maggioranze
ho sempre ragione anche quando sono sicuro di sbagliare
perché prima di dire rifletto, medito, valuto o decido di tacere
ho sempre ragione
perché poi mi correggo.

 

uno-scandalo-inintegrabile
http://www.tpi.it/mondo/italia/marco-pannella-uno-scandalo-inintegrabile-il-video-per-ricordarlo
Se non avete 1 ora e 15 minuti e 8 secondi da perdere, vi invito e consiglio di vedere e sentire questo piccolo documentario che cerca di raccontare in poco tempo, troppo poco, la vita
di UN INTELLETTUALE, di UNA ESPERIENZA POLITICA SENZA PRECEDENTI,
di UN PATRIOTA, di cui mi onoro di aver masticato la stessa terra e la stessa aria
ho respirato, mentre oggi sorrisi e insetti vari saltellano su quello che credono nuovo.
Che Dio abbia l’intelligenza di averlo accanto tra gli eterni, anche se non lo chiamerà mai Padre.

 

oggi lascerò ai piedi di un Re
questi poveri versi
regnava su terre dove passavano in pochi
e poche erano le sue cose
tutto è stato speso
nella costruzione di una idea.

 

più cristiano di ogni cristiano
a Marco (1930 – 2016)
grazie per tutte le volte
che mi hai portato al voto
mai inutile
grazie per tutte le volte
che mi hai portato ad ascoltare
il mutismo dei politici
grazie per tutte le volte
che mi hai portato a vedere
l’anima viva del tuo pensiero

 

se esistesse il paradiso
avresti diritto al posto dei privilegiati
dove ora abitano gli ultimi indifesi tra i terreni, ancora persi nel sangue, nella carne, nelle ossa di giuda
una landa dove è verde e sole tutto il giorno
dove l’acqua è scintillante
dove nessuno dice ho sete, ho fame
dove romperesti le scatole pure a gesù cristo
raccontandogli tutto quello che è successo
da quando se ne è andato
tu, il figlio del ricco mercante
che si è spogliato
gli mostreresti da lassù
indicando col dito adunco, il sorriso a denti stretti, gli occhi azzurri
come hai lasciato la tua chiesa
e come si possa con mani d’uomo costruire senza mura
ma con la portanza delle idee
gli mostreresti il tuo corpo interamente consumato
e la tua anima salvata
vivendo tra gli odori dell’umanità più dimenticata
e la tua speranza
distribuita con il sale delle parole
e poi lo lasceresti giocare in pace con le figurine dei suoi papi.

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