Giandonato Morra: una goccia di profumo sulla fognatura del centrodestra teramano

Giandonato Morra: una goccia di profumo sulla fognatura del centrodestra teramano

di Christian Francia  –

Paolo Gatti ha chiesto che a Teramo si svolga una campagna elettorale sobria, non urlata, pacata, tranquilla. E io ho tutta l’intenzione di accontentarlo.

Anche Prefettura, Questura e Istituzioni varie, nelle riunioni svoltesi in questi giorni, si sono raccomandate di tenere i toni bassi, le polemiche al minimo, la correttezza e l’educazione al primo posto. E ho tutta l’intenzione di accontentarli.

Il perché è semplice: dinanzi allo sfacelo della città di Teramo, riconosciuto unanimemente da tutte la fazioni in campo, non occorre invocare altro che un’alternativa radicale alla maggioranza che ha gestito pessimamente la città negli ultimi anni. Un’alternativa a Paolo Gatti e a Paolo Tancredi, i due capibastone che hanno fatto il bello e il cattivo tempo, utilizzando Maurizio Brucchi come semplice fantoccio da scaricare alla prima occasione.

Sebbene la situazione sia chiara, però, c’è ancora qualche sprovveduto che riciccia la vecchia storia di Giandonato che sarebbe una brava persona e via discorrendo.

È appena il caso di chiarire che ogni tornata elettorale è di fatto un referendum sull’amministrazione uscente, con i cittadini che sono chiamati a giudicare l’operato di chi abbia di volta in volta amministrato e, qualora il giudizio sia positivo, sono indotti a votare per la continuità politica, qualora invece il giudizio sia negativo sono indotti a votare per la discontinuità rispetto agli amministratori uscenti.

Questo è, in sintesi estrema, il quadro dinanzi al quale si trovano i teramani chiamati alle urne per le elezioni comunali del 10 giugno prossimo.

Affermare che il candidato sindaco del centrodestra, cioè Giandonato Morra, sia una brava persona è una verità inoppugnabile che, tuttavia, non basta a suffragare un giudizio politico che induca a poterlo votare.

Stessa cosa potrebbe dirsi per Gianguido D’Alberto, il candidato sindaco che sosteniamo noi della Lista Civica “Teramo 3.0”, il quale è parimenti una bravissima persona. La differenza fra i due candidati consiste nel fatto che Gianguido non si è mai trovato ad amministrare, per cui le sue doti di sindaco sono tutte da mettere alla prova.

Al contrario Giandonato ha amministrato tanto, persino troppo.

Ricordiamo che Morra è stato già Consigliere comunale a Teramo (nel 2002-2004), poi è entrato nel Consiglio di Amministrazione del Ruzzo (nel 2004-2005, dove la sua presenza è stata incolore), poi è stato uno dei liquidatori del Consorzio Agrario di Teramo (nel 2007, liquidazione completata successivamente con la svendita a Pescara del Consorzio teramano), dopo ancora è stato Commissario Straordinario del Parco del Gran Sasso-Laga (nel 2008-2009, dove non è rimasta alcuna traccia del suo passaggio), per poi giungere all’apice della carriera politica dal dicembre 2008 al giugno 2014 quando è stato Assessore regionale con delega ai Trasporti della Giunta Chiodi.

Ricordiamo che l’unico obiettivo del mandato assessorile di Morra fu quello di fondere le tre società pubbliche abruzzesi di trasporto, obiettivo miseramente fallito con la ulteriore beffa che è stata la successiva giunta D’Alfonso a realizzare l’obiettivo di creare la TUA S.p.A. dalla fusione delle precedenti ARPA, Sangritana e GTM.

Con un curriculum come questo, costellato di incarichi ma poverissimo di risultati per la collettività, il buon Giandonato – che a gennaio compirà 60 anni (a dispetto dei 41 anni di Gianguido D’Alberto che sarà il sindaco più giovane che Teramo abbia mai avuto dall’introduzione dell’elezione diretta del primo cittadino) – si avvia a raccogliere l’eredità di Brucchi visto che la maggioranza che dovrà sostenerlo è la stessa che ha dato pessima prova di sé negli ultimi anni, con quasi tutti gli assessori uscenti che si sono ricandidati nella medesima compagine di centrodestra (e in particolare sei ex assessori si ricandidano proprio con Morra: Caterina Provvisiero, Franco Fracassa, Eva Guardiani, Mirella Marchese, Roberto Canzio, e Mario Cozzi; mentre altri due ex assessori si ricandidano con l’altro candidato sindaco di centrodestra Di Dalmazio: Giorgio Di Giovangiacomo e Silvio Antonini).

Praticamente una dimostrazione di orgoglio che dichiara ai cittadini quanto siano stati bravi gli assessori uscenti nel dirigere il Comune.

Ma al netto di tali inoppugnabili circostanze, è importante sottolineare che il nodo politico delle elezioni comunali è il giudizio che si dà dell’amministrazione uscente.

Onestà intellettuale vuole che ciascuno si interroghi sullo stato della città e poi, giudicato positivamente tale stato, proceda a confermare nelle urne la fiducia al centrodestra uscente. Oppure, nel caso si giudichi l’operato del centrodestra teramano in maniera tombalmente negativa – come abbiamo fatto noi di Teramo 3.0 – si dovrà giocoforza puntare sull’alternanza, mandando all’opposizione il centrodestra che ha così mal governato.

Niente di più e niente di meno.

È questo il dualismo sul quale occorre focalizzarsi, al netto delle polemiche passeggere, dei giudizi personali, delle amicizie e della stima umana.

Anche perché Morra non può nascondere che il peso dell’area gattiana sulla sua ipotetica maggioranza non sarà di certo marginale, bensì enormemente maggioritario.

E non è un mistero che Giandonato abbia sempre osservato un comportamento mite e remissivo nei confronti di tutti i suoi danti causa politici, per cui appare quantomeno improbabile immaginare un Morra volitivo che imponga uno stile differente rispetto alla becera clientela che ha desertificato questa città.

Sarebbe bello se qualche giornalista chiedesse a Giandonato cosa ha realizzato il centrodestra teramano in questi ultimi anni, così da poter valutare il rinnovo della fiducia da parte della cittadinanza.

Dinanzi ad un disastro amministrativo così macroscopico da essere integralmente condiviso anche dallo stesso centrodestra, l’ipotesi di tornare a consegnare le chiavi della città alla stessa identica maggioranza che l’ha sgualcita per troppi anni sarebbe non un atto miope, bensì un evidente sintomo di masochismo.

8 Responses to "Giandonato Morra: una goccia di profumo sulla fognatura del centrodestra teramano"

  1. Gisella   17 maggio 2018 at 9:37

    Finalmente si iniziano a definire i contorni di una scelta politica

  2. osservatore   17 maggio 2018 at 11:23

    BEL CURRICULUM!
    a quanto pare l’unico suo merito sarebbe quello di aver rinunciato alla carta di credito della Regione mentre tutti gli altri, compresi gli illustri personaggi che lo appoggiano, spendevano e spandevano mah
    un pò poco comunque per farne un candidato serio

  3. remida   17 maggio 2018 at 16:36

    Chi erano i liquidatori del consorzio agrario?
    Forse sarebbe opportuno nominarli tutti…

  4. Santacruz   17 maggio 2018 at 21:48

    E’ permesso?

  5. Vincenzo Di Gialluca   18 maggio 2018 at 9:18

    Analisi assolutamente condivisibile e, forse, visto l’indecoroso degrado socio-economico della nostra Città, fin troppo pacato nei toni!!!
    Brucchi è stato ostaggio di Gatti e dei suoi miliziani ( anche di Tancredi ma in misura di gran lunga minore) e Giandonato Morra a causa della legge dei numeri subirà la medesima sorte.
    Morra che da tanti anni è presente sulla scena politica a mio avviso non poteva scegliere modo peggiore per uscirne definitivamente!!!
    Gatti lo ha circondato degli stessi miliziani a cominciare dalla Provvisiero e Fracassa che nella passata Consiliatura per ordine del loro padrone politico, hanno massacrato il malcapitato Brucchi e distrutto lo stesso centrodestra!
    Quale peggior viatico per Morra?
    Quello che veramente sconforta è ascoltare Gatti che con arroganza e senza pudore da un lato RICANDIDA il nocciolo duro del
    suo spietato esercito e dall’altro propina ai teramani enunciazioni fini a sè stesse come rinnovamento competente e autorigenerazione
    Del resto da cotanto personaggio attento solo a gestire il suo potere personale per il quale non ha esitato a sacrificare una città è una coalizione politica cosa ci si può attendere di meglio?
    La gravissima colpa di Morra è di avere accettato tutto ció rebus sic stantibus dopo averlo criticato aspramente con
    con parole e fatti
    nella passata consiliatura.
    Stento a credere che possa averlo fatto per la poltrona ma francamente non vedo motivazioni diverse!!!
    Da ultimo c’è anche Tancredi il quale dopo aver saltellato a destra e sinistra ha ritenuto bene mettere i piedi in entrambe le staffe ed ecco Federico Agostinelli in appoggio a Morra e il buon Giorgione D’Ignazio sull’altro fronte!!!
    Da ultimo il centrodestra sicuramente è diventato una fogna maleodorante ma dall’altra parte non dimentichiamoci del PD che per fortuna di D’Alberto è in via di estinzione ma che,comunque, non costituisce, anch’esso un buon viatico per la predicata resurrezione della Città!
    Vincenzo Di Gialluca ex Consigliere regionale del centro destra!!!

  6. Vincenzo Di Gialluca   18 maggio 2018 at 9:20

    Analisi assolutamente condivisibile e, forse, visto l’indecoroso degrado socio-economico della nostra Città, fin troppo pacato nei toni!!!
    Brucchi è stato ostaggio di Gatti e dei suoi miliziani ( anche di Tancredi ma in misura di gran lunga minore) e Giandonato Morra a causa della legge dei numeri subirà la medesima sorte.
    Morra che da tanti anni è presente sulla scena politica a mio avviso non poteva scegliere modo peggiore per uscirne definitivamente!!!
    Gatti lo ha circondato degli stessi miliziani a cominciare dalla Provvisiero e Fracassa che nella passata Consiliatura per ordine del loro padrone politico, hanno massacrato il malcapitato Brucchi e distrutto lo stesso centrodestra!
    Quale peggior viatico per Morra?
    Quello che veramente sconforta è ascoltare Gatti che con arroganza e senza pudore da un lato RICANDIDA il nocciolo duro del
    suo spietato esercito e dall’altro propina ai teramani enunciazioni fini a sè stesse come rinnovamento competente e autorigenerazione
    Del resto da cotanto personaggio attento solo a gestire il suo potere personale per il quale non ha esitato a sacrificare una città è una coalizione politica cosa ci si può attendere di meglio?
    La gravissima colpa di Morra è di avere accettato tutto ció rebus sic stantibus dopo averlo criticato aspramente con
    con parole e fatti
    nella passata consiliatura.
    Stento a credere che possa averlo fatto per la poltrona ma francamente non vedo motivazioni diverse!!!
    Da ultimo c’è anche Tancredi il quale dopo aver saltellato a destra e sinistra ha ritenuto bene mettere i piedi in entrambe le staffe ed ecco Federico Agostinelli in appoggio a Morra e il buon Giorgione D’Ignazio sull’altro fronte!!!
    Da ultimo il centrodestra sicuramente è diventato una fogna maleodorante ma dall’altra parte non dimentichiamoci del PD che per fortuna di D’Alberto è in via di estinzione ma che,comunque, non costituisce, anch’esso un buon viatico per la predicata resurrezione della Città!
    Vincenzo Di Gialluca ex Consigliere regionale del centro destra!!!

  7. Juan   18 maggio 2018 at 18:17

    Volevo far presente che nell’articolo ,mancano alcuni nomi del CDA del Consorzio Agrario, che hanno contribuito allo sfascio dello stesso. Come mai tale dimenticanza da una persona come te così preciso nell’esporre le cose?

  8. Non votante   19 maggio 2018 at 15:50

    Fotografia impeccabile,
    quando la politica si unisce così dietro ad una “brava persone” che tradotto in politichese vuol dire… “Gestitemi come vi pare tanto la mia reputazione nasconderà i soliti giochi di potere” orchestrati dalle lobby delle imprese collegate direttamente ai tanti politici di destra…. Teramo rimarrà una città perdente….. E poi, in ultimo, mi auguro che i teramani capissero che, in questo mare di candidati, non si può votare chi non ha la residenza a Teramo…. È politicamente scorretto

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