A Teramo “Il bello” è sparito, rimasto solo nella nostra lingua.

A Teramo “Il bello” è sparito, rimasto solo nella nostra lingua.

di Enrico Melozzi –

Il bello a Teramo è rimasto solo nella lingua di uso comune. Tutto è distrutto, ma il bello resiste nelle nostre frasi ricorrenti. Il teramano è infatti l’unico linguaggio che fa un uso spasmodico della parola “bello”.

Spesso, nel linguaggio di uso comune di Interamnia, viene inserita la parola “bello” prima del verbo infinito, quando si va a compiere un’azione piacevole o dopo la parola “” che rappresenta l’adesso, e quindi l’urgenza di compiere tale gesto:

bello me ne vado a dormire – Mò me ne vado bello a dormire

Mò me ne vado bello a mangiare

bello mi faccio una calata per il corso

In italiano si dice “una bella mangiata“, “un bel sonnellino“, noi invece coniughiamo il bello alla prima persona singolare, all’io. Alla divinità del bello.

Peccato che i politici “bello ce l’hanno messa in quel posto e hanno abbattuto teatri, costruito palazzi mostruosi, rotonde con astronavi, (mò bello facciamo un ipogeo!; mò bello abbattiamo il comunale; mò bello facciamo un parcheggio a piazza dante…mò bello facciamo il corso nuovo con la pensilina a specchio) ed ecco che il bello è svanito, rimasto intrappolato solo e soltanto nelle nostre parole di inconscio uso comune.

Interno del Teatro di Teramo demolito nel 1959

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