Lettera aperta a Maurizio Sciamanna del PD

Lettera aperta a Maurizio Sciamanna del PD

di Christian Francia  –

Ho letto con sgomento, sul quotidiano Il Centro di ieri, le dichiarazioni del piddino Maurizio Sciamanna concernenti il suo appoggio alla candidatura a sindaco di Giovanni Cavallari, a suo dire la proposta politica “più libera e più aperta al dialogo”.

E siccome è venerdì e domani i 700 iscritti al Partito Democratico dovranno pronunciarsi su quale candidato sindaco appoggiare fra Gianguido D’Alberto e Giovanni Cavallari, provo a fargli cambiare idea.

Sciamanna sostiene che Cavallari abbia “una maggiore libertà rispetto a D’Alberto e una spinta al civismo più netta”.

Sarebbe interessante sapere quali vincoli e catene imbriglino Gianguido, perché è noto che Cavallari sia legato a doppio filo a Tommaso Ginoble e Paolo Tancredi, mentre non mi risulta che D’Alberto abbia né padri né padrini (sia in un campo che nell’altro dello schieramento politico).

La realtà oggettiva che ci si para davanti agli occhi ci offre un Cavallari oggetto di appetiti da parte dei grandi capibastone i quali, come è noto, non giocano per divertirsi, bensì per ottenere specifici tornaconti che chiederanno puntualmente nel momento in cui dovessero passare all’incasso delle cambiali elettorali, nell’ipotesi in cui Cavallari dovesse diventare sindaco. Negare questa verità significa voler camminare con gli occhi chiusi.

Quanto alla “più netta spinta al civismo” che avrebbe Giovanni, anche in questo caso mi sembra quantomeno bislacco voler definire la Lista “Cavallari sindaco” come una espressione di civismo puro, anche perché è di pubblico dominio che dovrebbero farvi parte candidati di stretta fede tancrediana (che civico non lo è mai stato) e candidati di stretta fede ginobliana (che civico non lo è mai stato).

Al contrario le varie liste che appoggiano Gianguido D’Alberto sono realmente civiche e trasversali, piene di energia, composte di uomini e donne che hanno deciso di impegnarsi per aiutare la loro città a risollevarsi, non certo per aiutare i partiti a galleggiare o per affrontare questioni di politica generale.

E vengo al puctum dolens, il passaggio dove Sciamanna si riferisce direttamente all’associazione da me presieduta: a suo dire parrebbe che a sostegno di D’Alberto ci siano “più conflittualità su nostre posizioni, come quelle espresse da Teramo 3.0”.

Inoltre l’appoggio a D’Alberto e alla sua alleanza civica – sempre secondo Sciamanna – si tradurrebbe in una sostanziale conseguenza negativa, quella di doversi confrontare con componenti della coalizione da sempre molto critiche con il PD: “Sarebbe difficile gestire la collaborazione con chi non ha mai molto dimostrato entusiasmo nei nostri confronti”.

Ringrazio di cuore per avere enucleato questa posizione, perché mi offre l’occasione per chiarire una questione dirimente: quella dei rapporti fra il Partito Democratico e i suoi “disistimatori”, primo fra i quali lo scrivente.

Dopo aver scritto migliaia di articoli di argomento politico, credo di poter vantare quantomeno un’onestà intellettuale che intendo ribadire anche e soprattutto per quanto riguarda le mie posizioni concernenti azioni e omissioni del PD.

Chiedo quindi a Sciamanna: è colpa di “Teramo 3.0” e del Fatto Teramano se il PD è inviso alla popolazione teramana e abruzzese? È colpa mia se il PD alle elezioni regionali del Molise di domenica scorsa ha toccato il record negativo dell’8%? È colpa mia se alle elezioni politiche del 4 marzo scorso il candidato deputato Sandro Mariani e il candidato senatore Luciano D’Alfonso hanno regalato al partito 4 o 5 punti percentuali in meno rispetto al già scarso 18% raccolto dal PD nella media italiana?

È possibile uscire dalle manie di persecuzione e dalla sindrome di accerchiamento? Non esistono menti maligne che ce l’hanno con il povero PD, è il PD che ce l’ha con se stesso e con le comunità che ha amministrato.

Se non si inizia un serio percorso di autocritica che porti all’elaborazione dei fallimenti, alla presa di coscienza degli errori commessi, al riconoscimento delle illegalità perseguite nel tempo, la mia impressione è che il Partito Democratico si estinguerà.

Sciamanna dimostra di essere accoccolato dentro ad una posizione poco politica: quella riassunta nella frase “chi non mi vuole non mi merita”, una posizione che induce istintivamente ad allontanarsi il più possibile da coloro che manifestano disprezzo per il PD.

Stessa posizione che in questi giorni leggiamo nello stallo politico nazionale, laddove Di Maio corteggia il Partito Democratico per ottenere un accordo di governo, mentre il PD rifiuta sdegnosamente di accordarsi con coloro che li hanno ingiuriati in tutte le lingue fino a due mesi fa.

Il nocciolo politico della questione è il seguente: gli avversari del PD hanno ragione nel criticare ferocemente i Dem, oppure hanno torto? Il PD ha sbagliato a governare oppure ha governato bene? Il Presidente democratico della Regione Abruzzo è uno stupratore seriale della legalità oppure Christian Francia è un pazzo manigoldo che da anni sputa indecorosamente su coloro che incarnano le istituzioni repubblicane?

Vorrei per una volta che si accantonasse la trita polemica sui toni e sui metodi, per concentrarsi sul merito delle questioni: ha fatto bene il PD teramano a scegliere di regalare la Camera di Commercio a L’Aquila?

Ha fatto bene il PD abruzzese ad imporre nomine illegittime in tutti gli enti pubblici?

Ha fatto bene il PD a mettere dei politicanti di infimo livello a governare enti cruciali come il Ruzzo, l’ATER, il BIM?

Ha fatto bene il PD regionale, giusto ieri, con il concorso del capogruppo Sandro Mariani (che è pure commissario del partito a Teramo) a sancire – contro ogni norma di legge – che la doppia poltrona occupata illegittimamente da D’Alfonso sia compatibile con la legalità?

È consentito tenere in ostaggio la Presidenza della Regione per paura che in Parlamento non si riesca a comporre un nuovo Governo e quindi si torni alle elezioni, decretando lo scioglimento delle Camere e la perdita del seggio senatoriale di Luciano?

Risponda a queste domande Sciamanna, non difenda aprioristicamente la sua parrocchia accusando ingenerosamente coloro – e sono la stragrande maggioranza dei cittadini – che provano una inevitabile repulsione nei confronti del suo partito.

Rispondano serenamente a queste domande gli iscritti democratici e si diano onestamente delle risposte valide. Se si rifiutano di farlo non potrà esserci né l’auspicato dialogo, né un accordo politico.

Sciamanna sottolinea una questione condivisibile: “per vincere c’è bisogno di accordarsi, esasperare il conflitto non aiuta, puntiamo a governare non solo a prevalere nella competizione interna”.

Sono d’accordo: puntiamo a governare Teramo, che è stata a lungo “sgovernata”, e quindi c’è bisogno di accordarsi e di non esasperare il conflitto. Noi di Teramo 3.0 ci stiamo provando a non esasperarlo, ma guardare lo spettacolo indecoroso che sta dando all’Italia intera Luciano D’Alfonso (attaccato illegalmente come una cozza a due poltrone) ci costringe a passare le giornate attaccati alla tazza del bagno.

Sciamanna ha concluso: “comunque non mi fido delle persone che stanno con D’Alberto”. Esattamente la medesima cosa che pensano i teramani dei padrini di Cavallari, cioè Ginoble e Tancredi. Pensano che non si fidano più di entrambi (e di chi oggi li rappresenta).

Se Sciamanna e gli iscritti del Partito Democratico di Teramo hanno a cuore le sorti di questo Comune, diano un segnale di discontinuità dai loro errori e dalle loro responsabilità.

Perché non può bastare essere stati all’opposizione del sistema di potere creato da Paolo Gatti e da Paolo Tancredi per garantire la governabilità in Municipio. Occorre dissociarsi anche dal malgoverno regionale piddino e dal tunnel dell’illegalità nel quale si è infilato da troppo tempo.

Altrimenti non si può essere credibili per l’elettorato e una possibile vittoria si tradurrebbe nella più cocente delle sconfitte.

8 Responses to "Lettera aperta a Maurizio Sciamanna del PD"

  1. Anonimo   27 aprile 2018 at 7:49

    Dott. Francia rispondo io che sono nato a sinistra e che ho votato sempre a sinistra. Come rispondo?
    Come ho fatto, per la prima volta in vita mia, alle politiche: movimento 5 stelle tutt’a la vita (sempre che anche loro …… Dopodiché il nulla)

  2. Di Giuseppe   27 aprile 2018 at 11:14

    mi domando le stesse cose

  3. Ascaro per gli amici Acaro   27 aprile 2018 at 13:04

    Il movimento cinque stelle ha perso le elezioni politiche a causa della schifosa legge elettorale voluta dal PD. Io ho votato i 5 stelle e continuerò a farlo ma a livello territoriale, aTeramo, non mi sento rappresentato. La politica delle amministrative lo si sa è altra cosa, basandosi su dinamiche che tutti conosciamo.
    Per Teramo auspico di cambiare rotta dando fiducia alla lista civica composta da persone competenti e slegate dai partiti. C I V I C A appunto!!!!!! Solo la competenza nei posti di comando può cambiare il degrado finora raggiunto.

  4. Maurizio Sciamanna   27 aprile 2018 at 20:41

    caro Christian, per ovvie ragioni, da microblogger (io) a blogger, la mia risposta la trovi qui: https://cerebrolesto.wordpress.com/2018/04/27/dalla-risposta-di-maurizio-alla-prima-lettera-di-christian-francia/

  5. Anonimo   28 aprile 2018 at 8:50

    Un uno-due fa KO

  6. Anonimo   28 aprile 2018 at 13:04

    Comunque nessuno dei due andrà al ballottaggio, credo …

  7. goduria   29 aprile 2018 at 9:13

    Il pd non poteva darmi momenti di goduria come quello di ieri sera alle 21,30.
    Ed il godimento non finità…

  8. Arianna   30 aprile 2018 at 12:55

    Mi perdoni, ma quindi voi di Teramo 3.0 vi chiamate fuori dall’appoggio a D’Alberto?

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