Elezioni comunali a Teramo: il rebus del centrodestra

Elezioni comunali a Teramo: il rebus del centrodestra

di Christian Francia  –

Anche perdere è un’arte e bisogna saperlo fare con stile. Ed è questo l’assillo del centrodestra teramano, impegnato a perdere con onore le prossime elezioni comunali del 10 giugno, all’unico fine di presentarsi vincente alle immediatamente successive elezioni regionali.

Il padre di Paolo Gatti, l’ex sindaco di Teramo Antonio, già è in giro a fare campagna elettorale dicendo che suo figlio sarà candidato governatore di tutti gli Abruzzi, al fine di radunare tutto il gregge delle clientele intento ad annusare l’aria nella speranza di capire quale potrebbe essere il carro del vincitore sul quale salire.

Del resto, negli ultimi 20 anni, è bastato sapere cosa faceva la famiglia Gatti per comprendere quali fossero le dinamiche politiche locali e gli spostamenti degli assetti di potere e sottopotere. È Paoletto il sole attorno al quale si radunano tutte le ombre per scaldarsi un po’.

Il dato politico acclarato è il seguente: dopo la lunga notte del centrodestra Teramo è pronta a voltare pagina, chi vincerà è ancora incerto, ma chi perderà è sicuramente la coalizione che ha sorretto Maurizio Brucchi fino al dicembre 2017.

Stesso discorso per le elezioni regionali che si terranno in autunno: dopo la notte del centrosinistra dalfonsiano l’Abruzzo è pronto a voltare pagina, chi vincerà fra centrodestra e M5S è ancora incerto, ma chi perderà è sicuramente la coalizione che ha sorretto l’attuale tragico governo regionale di centrosinistra, guidato da Luciano D’Alfonso che è clamorosamente incompatibile da un mese senza che si riesca a farlo dichiarare decaduto da presidente di Regione, come pretenderebbero le leggi in vigore.

In tale scenario il centrodestra teramano è scisso su quale cavallo mandare al macello delle elezioni comunali.

Paolo Gatti dice: mandiamoci Giandonato Morra, ci dà una ripulita (grazie ad una spruzzatina di onestà e di moralità) e perdiamo con onore.

La Lega aveva proposto: mandiamoci Gatti così finisce la sua carriera politica. Ma il micetto si è accorto della trappola e gli ha fatto marameo.

Allora la Lega ha rilanciato: mandiamoci l’avvocato Lucio Del Paggio, un bel civico da spremere e gettare nell’immondizia, ma con lo charme di chi sappia almeno raccontare qualche prelibatezza gastronomica, così, giusto per darci un tono e far vedere che il cdx non è così becero come è stato dipinto fino ad oggi.

I cosiddetti civici (Di Dalmazio, Abruzzo Civico, Rudy Di Stefano) dicono: decidano i partiti a Roma, così potremo ribadire che siamo civici per modo di dire, ma in realtà siamo la lavatrice dove emendare l’odio verso i partiti, però in ogni caso una lavatrice utilissima a raccogliere il consenso popolare ormai sfuggito.

Tutti però dalle parti della destra sono d’accordo sull’esito: con chiunque vada al ballottaggio, il centrodestra perderà le elezioni comunali del 10 giugno per raggiunti limiti di sopportazione da parte di una cittadinanza stremata.

L’importante è collocarsi bene ai blocchi di partenza perché la partita che conta è quella regionale, dove il centrodestra ha buone chance di vittoria.

Quanto a Teramo, che vadano altri ad ammucchiare le macerie amministrative prodotte dalla premiata coppia Gatti-Tancredi in questi splendidi anni di buon governo cittadino.

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