ISTANZA per contestare l’incompatibilità di Luciano D’Alfonso e far dichiarare la decadenza dalla carica di Presidente della Regione Abruzzo

ISTANZA per contestare l’incompatibilità di Luciano D’Alfonso e far dichiarare la decadenza dalla carica di Presidente della Regione Abruzzo

Trascriviamo l’istanza inoltrata formalmente oggi, 28 marzo 2018, da Christian Francia al Consiglio Regionale dell’Abruzzo, al Presidente del Consiglio Regionale, al Presidente della Repubblica, al Senato della Repubblica, alla Procura della Repubblica de L’Aquila e alla Corte dei Conti de L’Aquila. 

Nella speranza che la legalità torni ad essere il pilastro della democrazia, senza il quale c’è solo l’arbitrio e la barbarie.

Oggetto: Istanza ex. art. 4, comma 5 della Legge Regionale Abruzzo n. 51/2004. Dichiarazione di incompatibilità del Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, ai sensi dell’art. 3, comma 3, lettera a) della Legge Regionale Abruzzo n. 51/2004.

Il sottoscritto Christian Francia, in proprio e nella qualità di presidente nonché legale rappresentante dell’Associazione di promozione sociale, culturale e politica denominata “Abruzzo 3.0”, essendo cittadino abruzzese residente a Teramo in Via Ignazio Rozzi n. 16, con la presente insta quanto appresso.

In data 4 marzo 2018 si sono svolte le elezioni politiche per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica a seguito delle quali sono stati eletti, in Regione Abruzzo, 14 deputati e 7 senatori.. La proclamazione ufficiale dei sette senatori abruzzesi è stata effettuata alle 15,30 di venerdì 16 marzo u.s. dalla Corte d’Appello dell’Aquila, come previsto dalla legge. Sul punto il Ministero dell’Interno, il 22 marzo c.m., ha ribadito nuovamente che la proclamazione degli eletti alle elezioni politiche dello scorso 4 marzo è esclusiva prerogativa degli uffici elettorali circoscrizionali e degli uffici elettorali regionali presso le Corti di Appello così come previsto dagli artt. 77 e 84 del T.U. 361 del 1957 modificato dalla L. 165 del 2017. Il provvedimento di proclamazione è stato sottoscritto dal giudice Giuseppe Iannaccone, Presidente dell’Ufficio elettorale regionale dell’Abruzzo che, ultimato il riconteggio a livello regionale, ha comunicato i risultati alla Giunta per le immunità del Senato.

Ne consegue che, in base alle norme vigenti, il Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, è divenuto incompatibile nel doppio ruolo di senatore e Presidente della Regione a far data da sabato 17 marzo 2018 in base a quanto previsto dall’art. 122 comma 2 della Costituzione: Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo”.

Le incompatibilità dei Consiglieri regionali abruzzesi sono, nello specifico, disciplinate dalla Legge Regionale n. 51/2004, la quale all’art. 3, comma 3, lettera a) ribadisce quanto già prescritto dall’art. 122 della Costituzione, e cioè che “La carica di Presidente e di componente della Giunta regionale, nonché la carica di consigliere regionale sono incompatibili con quella di membro di una delle Camere”.  Il successivo art. 4, rubricato “Cause di decadenza”, al comma 3 prevede che “Le cause di incompatibilità previste dall’art. 3, sia che esistano al momento della elezione sia che sopravvengano ad essa, comportano decadenza dalle cariche di Presidente e di componente della Giunta, nonché di Consigliere regionale, se l’interessato non esercita l’opzione prevista dal comma 4”. A tale riguardo il comma 4 elenca le fasi del procedimento di decadenza: “Quando per un Consigliere regionale sussista o si verifichi qualcuna delle incompatibilità stabilite dalla presente legge, il Consiglio, nei modi previsti dal regolamento interno, provvede alla contestazione; il Consigliere ha dieci giorni di tempo per rispondere; nei dieci giorni successivi il Consiglio regionale delibera definitivamente e, ove ritenga sussistente la causa di incompatibilità, chiede al Consigliere di optare entro cinque giorni tra il mandato consiliare e la carica ricoperta. Qualora il Consigliere non vi provveda, il Consiglio lo dichiara decaduto con deliberazione notificata all’interessato entro cinque giorni”.

Sul punto il Regolamento interno del Consiglio regionale dell’Abruzzo, all’art. 20 – concernente le incompatibilità – dettaglia ulteriormente tempistiche e modalità della procedura stabilendo che: “I consiglieri che nel corso del mandato vengono a trovarsi in una delle cause di incompatibilità previste dalla legge devono comunicare l’esistenza delle stesse alla Giunta per le elezioni entro trenta giorni dal verificarsi della causa” (comma 2). Se la Giunta per le elezioni viene a conoscenza della sussistenza di condizioni di incompatibilità per un consigliere, ne delibera la contestazione all’interessato” (comma 3). La deliberazione di contestazione è notificata al consigliere entro cinque giorni a cura della Segreteria della Presidenza” (comma 5). Nel termine di dieci giorni dal ricevimento della contestazione, il consigliere interessato può presentare per iscritto alla Giunta per le elezioni le sue controdeduzioni” (comma 6). Entro i dieci giorni successivi, il Consiglio delibera su relazione della Giunta per le elezioni” (comma 7). Se il Consiglio ritiene che sussista la causa di incompatibilità, il Presidente del Consiglio invita immediatamente il consigliere ad optare, nel termine massimo di cinque giorni dalla comunicazione del Presidente, tra il mandato consiliare e l‘incarico che ricopre” (comma 8). Se il consigliere non provvede ad optare nel termine di cui al comma 8, il Consiglio regionale lo dichiara decaduto nella prima seduta successiva alla scadenza del suddetto termine” (comma 10)”.

Tali tempistiche sono attuative a livello regionale del termine complessivo di trenta giorni previsto dalla legge nazionale per esercitare l’opzione fra le due cariche incompatibili (L. n. 165/2004).

Inoltre, l’art. 4 comma 5 della Legge Regionale n. 51/2004 aggiunge anche che le deliberazioni concernenti l’accertamento di una condizione di incompatibilità di  un Consigliere regionale sono adottate d’ufficio o su istanza di qualsiasi cittadino elettore della Regione.

Pertanto, alla luce di quanto fino ad ora illustrato e sulla base delle motivazioni di cui in premessa,

SI FORMULA FORMALE ISTANZA

al Consiglio regionale dell’Abruzzo, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente, al fine dell’avvio del procedimento di contestazione della incompatibilità del Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, secondo quanto previsto dall’art. 3, comma 4 della Legge Regionale Abruzzo n. 51/2004.

VOGLIA, altresì,  l’Ecc.mo Consiglio Regionale dell’Abruzzo considerare la presente quale formale comunicazione della sussistenza della condizione di incompatibilità del Presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, ricordando che il termine entro il quale deve essere esercitata l’opzione o deve cessare la causa che determina l’incompatibilità di un membro del Consiglio è di TRENTA GIORNI dall’accertamento della causa di incompatibilità, come previsto dall’art. 3, comma 1, lett. g) della L. 165/2004.

Teramo, lì 27.03.2018

Christian Francia

Alleghiamo il Fac Simile dell’istanza in formato pdf che potete scaricare, compilare con i vostri dati personali e inviare via email o via PEC ai medesimi Enti ed Autorità affinché la voce del popolo imbarazzi e sia da sprone per il ripristino della legalità: FAC SIMILE di istanza al Consiglio Regione Abruzzo per incompatibilità Luciano D’Alfonso

 

6 Responses to "ISTANZA per contestare l’incompatibilità di Luciano D’Alfonso e far dichiarare la decadenza dalla carica di Presidente della Regione Abruzzo"

  1. R-Inco   28 marzo 2018 at 16:44

    Vergognaaa !!!!!!!!!!!!

  2. Pasquino   29 marzo 2018 at 0:31

    Christian,
    ribadisco il concetto:
    grazie di esistere!

  3. Anonimo   29 marzo 2018 at 7:36

    Buongiorno dott. Francia
    Le chiedo da cittadino abruzzese di far recapitare la sua lettera anche alla signora Nadia Toffa delle Iene affinché D’Alfonso possa contribuire ancor più di quanto ha già fatto alla disintegrazione del PD. Come? La Toffa deve far conoscere a tutta l’Italia chi trovarsi nelle file di questo misero partito.

  4. Massimo Ridolfi   29 marzo 2018 at 17:00

    Sottoscrivo eticamente e moralmente la richiesta di Legalità trasmessa agli enti preposti, che significa fare politica, cioè avere una idea di società e praticarla. Concetto che è invece assolutamente sconosciuto al politico medio italiano, soprattutto a chi, come il D’Alfonso, si sforza di studiare per riuscire a parlare come un libro scritto davvero male.

  5. anonimo informato   31 marzo 2018 at 8:53

    Ma come mai questo doggetto ancora non si esprime sulle elezioni Teramane?
    Non sarà mica che sta tramando qualche cosa, sotto sotto. Ma questa volta il boccone avvelenato sarà rispedito al mittente. Preparati Francia!

  6. MASSIMO RIDOLFI   31 marzo 2018 at 10:54

    Comunicazione di servizio:
    l’istanza, correttamente compilata e spedita unitamente ad un documento di riconoscimento valido datato e firmato, il tutto trasformato in un unico file pdf, per chi non avesse la pec, può sempre inviarla via mail semplice ai seguenti indirizzi: Responsabile Protocollo Regione Abruzzo: angela.sette@crabruzzo.it; Responsabile Anticorruzione regione Abruzzo: silvana.depaolis@crabruzzo.it.
    Nell’oggetto scrivete semplicemente “ISTANZA”
    Saluti

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