In Friuli il governatore Serracchiani si dimette dopo essere stata eletta in Parlamento. In Abruzzo il governatore D’Alfonso mostra il suo indecoroso attaccamento alle due poltrone e ai due superstipendi. Perché le elezioni regionali non si tengono unitamente a quelle amministrative il 3 giugno 2018?

In Friuli il governatore Serracchiani si dimette dopo essere stata eletta in Parlamento. In Abruzzo il governatore D’Alfonso mostra il suo indecoroso attaccamento alle due poltrone e ai due superstipendi. Perché le elezioni regionali non si tengono unitamente a quelle amministrative il 3 giugno 2018?

di Christian Francia  –

Il neo senatore abruzzese Luciano D’Alfonso è stato ufficialmente proclamato eletto fra i nuovi parlamentari italiani in data venerdì 16 marzo 2018 alle ore 15,30.

La proclamazione ufficiale dei sette senatori abruzzesi è stata effettuata dalla Corte d’Appello dell’Aquila, come previsto dalla legge, e a conferma di ciò il Ministero dell’Interno proprio questa mattina “ribadisce nuovamente che la proclamazione degli eletti alle elezioni politiche dello scorso 4 marzo è esclusiva prerogativa degli uffici elettorali circoscrizionali e degli uffici elettorali regionali presso le Corti di Appello così come previsto dagli artt. 77 e 84 del T.U. 361 del 1957 modificato dalla L. 165 del 2017” (http://www.interno.gov.it/it/notizie/elezioni-politiche-precisazioni-sulla-proclamazione-eletti).

Il provvedimento di proclamazione porta la firma di Giuseppe Iannaccone, presidente dell’Ufficio elettorale regionale dell’Abruzzo: ultimato il riconteggio a livello regionale il giudice ha comunicato i risultati alla Giunta per le immunità del Senato.

Ne consegue che il Presidente della Regione Abruzzo sia divenuto incompatibile nel doppio ruolo di senatore e governatore a far data da sabato 17 marzo 2018, per cui sono trascorsi già sei giorni dal momento in cui l’incompatibilità prevista dalla legge si è compiutamente realizzata, sei giorni nei quali D’Alfonso ha percepito il doppio stipendio per la doppia carica incompatibile.

Occorre ribadire formalmente e con forza che è indecente ed irrispettoso delle istituzioni il fatto che D’Alfonso perseveri nello stupro continuato ed aggravato delle leggi della Repubblica e delle leggi regionali abruzzesi.

A questo deve aggiungersi un ulteriore accadimento che rende oltremodo ignobile e deprecabile il contegno del governatore in carica: questo accadimento consiste nelle dimissioni rassegnate ieri sera da Debora Serracchiani dalla carica di presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e, contestualmente, anche dalla carica di consigliere regionale friulano.

In Friuli la data per le elezioni regionali è stata già fissata per il 29 aprile 2018, cioè fra 39 giorni. Non si capisce come mai, ventilandosi l’ipotesi che la data delle elezioni amministrative in tutti i Comuni d’Italia che sono in scadenza di mandato verrà fissata per il 3 giugno 2018, non si possa accorpare le elezioni regionali con le amministrative, in tal modo risparmiando milioni di euro rispetto all’ipotesi di due distinte date elettorali nel medesimo anno.

Né si comprende come mai lo stesso Partito Democratico, di cui è membro anche la dimissionaria Debora Serracchiani, non suggerisca anche a D’Alfonso un minimo di decoro istituzionale che eviti ai piddini l’ennesima figuraccia del procedimento di decadenza per incompatibilità fra le due cariche illegittimamente ricoperte da Luciano.

Ricordo a tutti, infatti, che le incompatibilità dei consiglieri regionali abruzzesi sono sancite nella Legge Regionale n. 51/2004, la quale all’art. 3 comma 3 lettera a) ribadisce quanto già prescritto dall’art. 122 della Costituzione, e cioè che “La carica di Presidente e di componente della Giunta regionale, nonché la carica di consigliere regionale sono incompatibili con quella di membro di una delle Camere”.

Il successivo art. 4, rubricato “Cause di decadenza”, al comma 3 prevede che “Le cause di incompatibilità previste dall’art. 3, sia che esistano al momento della elezione sia che sopravvengano ad essa, comportano decadenza dalle cariche di Presidente e di componente della Giunta, nonché di Consigliere regionale, se l’interessato non esercita l’opzione prevista dal comma 4”.

A tale riguardo il comma 4 elenca le tappe del procedimento di decadenza: “Quando per un Consigliere regionale sussista o si verifichi qualcuna delle incompatibilità stabilite dalla presente legge, il Consiglio, nei modi previsti dal regolamento interno, provvede alla contestazione; il Consigliere ha dieci giorni di tempo per rispondere; nei dieci giorni successivi il Consiglio regionale delibera definitivamente e, ove ritenga sussistente la causa di incompatibilità, chiede al Consigliere di optare entro cinque giorni tra il mandato consiliare e la carica ricoperta. Qualora il Consigliere non vi provveda, il Consiglio lo dichiara decaduto con deliberazione notificata all’interessato entro cinque giorni”.

Tali tempistiche sono attuative a livello regionale del termine complessivo di trenta giorni previsto dalla legge nazionale per esercitare l’opzione fra le due cariche incompatibili (L. n. 165/2004).

Inoltre, l’art. 4 comma 5 della Legge Regionale n. 51/2004 aggiunge anche che “Le deliberazioni di cui al presente articolo sono adottate d’ufficio o su istanza di qualsiasi cittadino elettore della Regione, con ciò fornendo un’arma ai cittadini abruzzesi che volessero accelerare lo scollamento delle chiappe di D’Alfonso dalla poltrona di governatore.

Va da sé che procederemo, uti singuli et uti cives, ad inoltrare al Consiglio Regionale dell’Abruzzo formale istanza affinché venga immediatamente contestata a Luciano D’Alfonso la sua incompatibilità, informando di ciò la Presidenza della Repubblica, il Senato della Repubblica, la Procura della Repubblica di L’Aquila, la Procura della Corte dei Conti dell’Abruzzo e l’intera cittadinanza abruzzese.

6 Responses to "In Friuli il governatore Serracchiani si dimette dopo essere stata eletta in Parlamento. In Abruzzo il governatore D’Alfonso mostra il suo indecoroso attaccamento alle due poltrone e ai due superstipendi. Perché le elezioni regionali non si tengono unitamente a quelle amministrative il 3 giugno 2018?"

  1. Anonimo   22 marzo 2018 at 16:47

    indole mafiosa da sempre

  2. cittadino   22 marzo 2018 at 17:11

    il PD continua in una serie di autogol clamorosi!

  3. cittadino   22 marzo 2018 at 17:12

    comunque la maleducazione e presunzione di questo uomo non ha pari!

  4. SIGH!   23 marzo 2018 at 5:38

    Nessuna sorpresa: comportamento semplicemente riprovevole ma coerente con l’indole e i trascorsi del soggetto in questione.

  5. Anonimo   25 marzo 2018 at 21:12

    non e’ una novita……vergogna abruzzesi ……

  6. Anonimo   26 marzo 2018 at 19:56

    La magistratura dov’è?

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