Roberto Canzio folgorato sulla via della Padania

Roberto Canzio folgorato sulla via della Padania

di Christian Francia

È davvero divertente vedere politicanti da strapazzo darsi da fare per gettare fango sugli avversari, adoperando le medesime argomentazioni che dovrebbero usare per se stessi, se solo riuscissero a guardarsi allo specchio.

In particolare ce n’è uno che deve trovarsi parecchio a disagio nei suoi panni, specie perché si è iscritto alla Lega Nord che per decenni ha propugnato la Padania libera e la secessione del Nord dai terroni del Sud, quel Sud del quale Teramo fa parte a pieno titolo essendo stata territorio del Regno delle Due Sicilie.

Si tratta del mitologico Roberto Canzio, neo coordinatore comunale di Teramo della Lega Nord, il quale l’altro giorno col petto in fuori ha esternato: “Fino ad oggi abbiamo assistito ad una serie di iniziative estemporanee di singoli soggetti che si proclamano candidati Sindaco e di altri gruppi di soggetti che, pur avendo per anni militato in vari partiti prevalentemente di sinistra, si autodefiniscono alleanze civiche e che non si caratterizzano per idee nuove di Città o per nuovi metodi nell’azione di governo cittadino, ma sono esclusivamente caratterizzati dalla banalità di proclamare la loro velleità di salvare la nostra città”.

Ohibò. Canzio pretende il potere di assegnare la patente del civismo a chi più gli aggrada, ma evidentemente noi che siamo parte dell’“Alleanza Civica per Teramo” non avremmo i requisiti giusti per poterci definire civici.

Sarebbe bello se Canzio ci spiegasse come faceva lui a definirsi civico fino all’altro ieri, visto che si è presentato ed è stato eletto consigliere comunale nel 2014 con la lista “Insieme per Te con Maurizio Brucchi sindaco”. Si dà il caso, per chi non lo sapesse, che Brucchi non era un candidato sindaco civico, bensì il vice coordinatore regionale di Forza Italia.

Logico che se si fa una lista per sostenere il candidato sindaco di Forza Italia è difficile proclamarsi civici, piuttosto occorre dichiararsi satelliti forzaitalioti facenti parte di una coalizione di centrodestra.

A differenza di coloro che, come noi, civici erano e civici sono, in quanto sostenitori di un progetto amministrativo che non vuole essere ancillare ai partiti e che rifugge la subalternità a logiche politico-spartitorie.

Quelle logiche politico-spartitorie nelle quali Canzio si è ritrovato negli ultimi quattro anni senza forse rendersene conto, affiancato da altre liste finto-civiche come quella di “Futuro In” che è niente di più e niente di meno che il comitato elettorale di Paolo Gatti, un altro politico che non è civico, bensì è il vice presidente del consiglio regionale di Forza Italia, essendo stato precedentemente assessore regionale di Forza Italia e persino assessore comunale di Forza Italia.

Canzio sostiene apoditticamente che la nostra Alleanza Civica “non si caratterizza per idee nuove di Città”. E mi scuso per l’uso del termine apodittico che potrebbe sembrare irrisorio del livello culturale di Canzio, ma non mi permetterei di fare dell’ironia sugli studi canziani, volendomi limitare ad una confutazione politica delle sue pseudo-argomentazioni.

Il neo nordista teramano farebbe bene ad avere più rispetto della credibilità, della coerenza, dell’autorevolezza di persone quali Valdo Di Bonaventura, Berardo Rabbuffo, Vincenzo Cipolletti, Giancarlo Puritani, Nino Pace, Demetrio Rasetti, Maria Cristina Marroni.

E farebbe bene pure ad avere più rispetto delle associazioni e delle liste che compongono la compagine dell’“Alleanza Civica per Teramo”, le quali tutte sono portatrici di numerose e qualificate idee nuove per Teramo, idee che abbiamo già discusso e condiviso da mesi, le quali ci apprestiamo a formalizzare alla città.

Canzio inoltre ci accusa di non caratterizzarci “per nuovi metodi nell’azione di governo cittadino”.

E questa è la falsità più macroscopica, proprio perché abbiamo appena introdotto una metodologia del tutto nuova nel panorama teramano: quella di partire dai valori comuni, dal programma che si costruisce assieme, dalla condivisione delle strategie, per poi arrivare alla scelta del candidato sindaco, visto quale garante dei valori e del programma di coalizione.

L’esatto contrario del metodo utilizzato fino ad oggi a Teramo, metodo che si può riassumere nella scelta verticistica dei candidati sindaci calati dall’alto per decisione insondabile dei capibastone, candidati attorno ai quali si è poi costruito un programma di facciata e una coalizione di liste finto-civiche che servivano a portare a Forza Italia i voti che a Forza Italia non sarebbero mai arrivati direttamente.

Dispiace che proprio Canzio abbia vissuto queste porcherie politiche fino a ieri e oggi si affretti a gettare fango su avversari ai quali lui non merita nemmeno di allacciare le scarpe. Per esempio Berardo Rabbuffo ha rinunciato al vitalizio al quale avrebbe avuto diritto da consigliere regionale, mentre Canzio non ha rinunciato nemmeno ad un euro dei suoi stipendi da assessore brucchiano.

Il neo leghista dei miei stivali, galvanizzato dai galloni di coordinatore comunale di un partito che non ha nemmeno uno straccio di sede (e quindi nemmeno uno straccio di sedia per il coordinatore medesimo), ammesso e non concesso che abbia uno straccio di iscritto, ha proseguito allegramente: “È nostra convinzione tuttavia che la nostra Teramo possa riprendere un percorso di fiducia, positività e crescita soltanto grazie al giusto mix di esperienze amministrative positive e a nuove figure che possano apportare nuovo slancio ed entusiasmo”.

Traspare la nostalgia per la caduta dell’amministrazione e per la perdita dell’amato stipendio da assessore, ed emerge l’anelito (chiedo scusa per le parole un po’ ostiche per il leghista medio) a riprendere il percorso di fiducia che i teramani avevano nei confronti della giunta Brucchi di cui Canzio era membro insigne.

Naturalmente si adombra il valore delle “esperienze amministrative positive” che Canzio ha saputo profondere a piene mani (chiedo scusa per la parola “profondere”) sia da consigliere della maggioranza Brucchi e sia da assessore comunale del medesimo inclito sindaco (chiedo scusa per la parola “inclito”).

Dispiace solo che i teramani non abbiano saputo apprezzare come Canzio sia riuscito a migliorare la nostra amata città, ma non disperiamo di vederlo nuovamente all’opera almeno da assessore, anche perché non sappiamo quale lavoro svolga o abbia mai svolto e non vorremmo che abbia difficoltà a mettere assieme il pranzo con la cena.

Ma è il caso di dire “in cauda venenum” (chiedo scusa per il latinorum), perché l’assatanato Canzio conclude la sua intemerata (chiedo scusa per intemerata), o meglio ancora la sua invettiva (chiedo ancora venia, e chiedo scusa anche per la parola venia) con questa caustica frase: “Nel mio ruolo di coordinatore comunale della Lega, e facendo seguito ai tanti colloqui che in queste settimane stiamo svolgendo con tutte le forze di centro destra e civiche, quelle autenticamente civiche, auspico che si possa rapidamente formalizzare un tavolo di lavoro per la costruzione condivisa di un serio programma per la nostra Città e per una discussione complessiva finalizzata ad offrire ai cittadini le proposte di rinnovamento competente che loro stessi auspicano. Noi della Lega riteniamo di avere idee e progetti innovativi da proporre agli alleati e alla cittadinanza al fine di coinvolgere le migliori energie e una squadra coesa per la loro realizzazione”.

Dal tenore letterale emerge bene l’origine del detto: “Ma che Canzio dici?”, soprattutto perché Canzio si autoproclama di nuovo quale unico depositario del civismo autentico. Direi meglio: un autenticatore.

Ci dispiace dover essere relegati al livello di apocrifi (chiedo scusa ai leghisti, ma è più forte di me parlare alla Luciano D’Alfonso quando vedo pseudo-padani del Sud, ma con la clava delle caverne mitteleuropee), però non posso sottacere che sarebbe lepido assistere ad un Roberto Canzio che si segga ad un “tavolo di lavoro”, vieppiù se da quel tavolo dovesse emergere “un serio programma per la nostra città”.

Non dovrei rammentare ai lettori che il neo capopartito di Canzio, ovvero Matteo Salvini, nonostante i suoi 45 anni all’anagrafe ha fatto per venti anni il consigliere comunale di Milano, è stato eletto due volte parlamentare italiano e tre volte parlamentare europeo, per un totale di 25 anni nei quali consecutivamente gli abbiamo pagato mostruosi stipendi per sparare cazzate a raffica (tipo che i napoletani puzzano ed altre oscenità del genere).

E mi taccio sull’appoggio incondizionato della Lega ai delinquenziali governi Berlusconi, durante i quali si è stuprata continuativamente la legge e si sono prodotte fetide leggi ad personam ancora tutte vigenti, senza che Salvini emettesse mai un fiato di dissenso.

Né dovrei rammentare che l’ex segretario della Lega Nord Umberto Bossi, il figlio Renzo e l’ex tesoriere Belsito sono stati condannati per truffa ai danni dello Stato, con il giudice che ha anche disposto la confisca di ben 48 milioni di euro al partito della Lega.

In questo scenario ignobile si è iscritto Roberto Canzio, colui che dopo aver sorretto il peggior sindaco della storia di Teramo per opinione unanime, viene oggi a pontificare su chi abbia o meno la patente di civico, su chi abbia idee nuove e su chi debba guidare il rinnovamento politico della città.

Come è noto io accetto lezioni da tutti e le accetto pure da Canzio, ma non credo che possa incarnare il prototipo del salvatore, né quello del competente, né quello del saggio.

Forse sarebbe meglio che si limitasse a portare voti ad una qualche coalizione di barbari che torni a candidarsi per finire di disintegrare le macerie di una città stremata e svuotata.

7 Responses to "Roberto Canzio folgorato sulla via della Padania"

  1. Salvo   26 febbraio 2018 at 10:33

    Ma che Canzio diceee!!!!!!

  2. anonimo   26 febbraio 2018 at 11:54

    Poveretto, ma o Francia vacci piano sull’autorevolezza e sulla coerenza di altri.

  3. Anonimo   26 febbraio 2018 at 12:59

    Che vergogna! E che squallore pensare che una sconosciuta Lucrezia Rasicci, all’ombra del Sole delle Alpi (chiedo scusa al Sole e soprattutto alle Alpi!) abbia la matematica certezza di avere uno scranno nel futuro Parlamento!

  4. Anonimo   26 febbraio 2018 at 14:35

    Caro Christian, quando parli con Canzio devi usare termini più comprensibili. Noto che ti sei scusato più volte per avere ecceduto ma non lo hai fatto, ad esempio quando hai usato “continuativamente”. Se tu avessi usato invece “continuamente” credo che Canzio non si sarebbe arrovellato a capire. Comunque chiudo con una battuta che uso frequentemente, rubata non mi ricordo a chi.
    “Se avesse un po’ più di cervello, capirebbe quanto gliene manca!”.

  5. L'Antitaliano   26 febbraio 2018 at 20:34

    Circa l’improvvida caduta di stile del Salvini sul conto dei napoletani ricordo che questi risposero ironicamente con un sonoro “Giulietta e’ ‘na zoccola…”
    A pensarci bene, in ambito politico, qui a Teramo quanto a “zoccole” siamo veramente messi beni.

  6. Mamma   27 febbraio 2018 at 8:53

    Sono cose che sapevamo già ma fai bene a ricordarlo per chi ha la memoria corta!!Francia sei il meglio!!

  7. Pasquino   27 febbraio 2018 at 10:53

    Francia no Sindaco.
    Meglio tua moglie che è bella e che ha te come consigliere.
    Tu continua a menare fendenti che da Sindaco avresti le mani un po’ più legate.
    Francia RE (sole).

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