MONTORIO: Svelati i trucchi di Gianni “il mago”

MONTORIO: Svelati i trucchi di Gianni “il mago”

di “Il Pungiglione”  –

“Abbiamo vinto senza tessere e partiti”. Comincia con questa affermazione la consigliatura dell’ex sindaco di Montorio al Vomano Giovanni, detto Gianni, Di Centa detronizzato dallo scioglimento del consiglio dopo le dimissioni singole ed autonome di sette consiglieri (Cinque di maggioranza e due di opposizione) e senza possibilità di surroga per un regolamento del consiglio non aggiornato dopo il passaggio da 16 a 12 componenti.

Quella dell’ex sindaco è una vita passata a galoppare tra PCI, PDS e PD, svolgendo più volte il ruolo di segretario locale e con una piccola apparizione da assessore al sociale, curriculum tutt’altro che eccelso e tanta voglia di emergere.

Nell’autunno 2013 arriva la prima magia del buon Gianni. Fuori dalle dinamiche del partito si dimette da segretario del circolo PD di Montorio, nessuno lo scoraggia dal forte gesto, e lui sbatte la porta. Bisogna sapere che durante la lunga militanza nel partito nessuno aveva mai consentito ad una sua candidatura a sindaco. Forse per il partito non era un profilo candidabile.

È così che si imbarca nel progetto civico “Si Può Fare Montorio e Frazioni”, nato nell’agosto del 2013, che il 24 maggio 2014 si aggiudica la vittoria delle elezioni in maniera inaspettata.

È proprio Di Centa il candidato sindaco fortemente voluto dal gruppo. Chiudere con il partito era stato il miglior biglietto da visita per chi vuol andare nella direzione del cambiamento. Ricordiamo che il civismo è l’espressione di una cittadinanza attiva e partecipata, che nulla ha a che fare con le dinamiche politiche classiche.

Durante i festeggiamenti Gianni pubblicamente riporta la frase “Abbiamo vinto senza tessere e partiti”. Sembrerebbe uno sfogo, in realtà è un messaggio forte e chiaro.

Nella prima operazione politica il Mago Gianni tira fuori una magia con i fiocchi dando proprio l’idea di un sindaco pronto al cambiamento e lontano dalle dinamiche di partito: richiesta di azzeramento delle indennità a Franco Iachetti presidente del BIM e delegato di Montorio. “Non è stata una sfida alla persona” – dichiara ai giornali Giovanni – “per questo continueremo ad essere intransigenti nel chiedere al prossimo Presidente e alla Giunta indennità zero e rivisitazione dell’Ente”.

Per due anni tutto fila liscio, poi all’improvviso, proprio allo scoccare dei due anni, cambia qualcosa. Infatti due anni sono il tempo utile per lui e altri due ex PD (Andrea Guizzetti e Anna Foglia) tirati dentro a “Si Può Fare” dal mago Gianni, per poter rientrare nel partito.

Sì perché tecnicamente chi rinuncia alla tessera e si candida contro il partito, dopo due anni di esilio può farne nuovamente richiesta (Art.11 del Regolamento di Garanzia del Partito Democratico).

Parte così la presa della Bastiglia nell’ottica di tagliare fuori i guerrieri Macedoni e prendere il comando del PD locale.

La Lista “Si Può Fare” diventa di fatto il cavallo di troia che il buon vecchio ex sindaco ha utilizzato, alla faccia dell’indirizzo civico e ai voti freschi degli anti-PD, per rientrare dalla finestra nel Partito Democratico.

La lista civica “Si Può Fare” utilizzata dall’ex sindaco Di Centa come un cavallo di Troia per rientrare nel PD

Alla faccia del “abbiamo vinto senza tessere e partiti”. La rivalsa dell’epurato sta per concretizzarsi. Altra magia del nuovo Achille è non fare la tessera, ma di fatto è lui che caldeggia il braccio destro Guizzetti nel tesseramento.

Prima avvisaglia che si è tornati all’ovile si manifesta al cambio della presidenza del BIM. Nei confronti del neo presidente piddino Moreno Fieni, a differenza di Iachetti, non viene fatta nessuna battaglia: la magia è completa e il cavallo “Si Può Fare” è entrato tra le mura PD (Articolo 22 Statuto del Partito Democratico – Diritti degli eletti).

Lapidaria una dichiarazione di Minosse sul quotidiano “Il Centro” dove dichiara che il partito aveva interesse a accogliere Di Centa e i suoi dopo due anni di esilio, senza fare nessun tipo di distinzioni, e senza che l’allora primo cittadino rettificasse.

Ora è tutto chiarissimo. Purtroppo al mago Gianni l’ultima magia non è riuscita: l’anima civica del gruppo “Si Può Fare” non si è fatta abbindolare dall’ennesimo trucco del presunto garante, si è dimessa e le dinamiche successive hanno portato allo scioglimento del consiglio comunale di Montorio.

Deleteria una registrazione dell’ex sindaco in una riunione di maggioranza, all’insaputa dei non tesserati.

Ed ora il mago deve trovare una nuova magia per convincere il partito a candidarlo o ad appoggiarlo, in quanto la gestione degli eventi non è piaciuta ai big piddini.

In subordine Di Centa riproporrà a giugno, di nuovo, la lista “Si Può Fare”, o meglio, la brutta copia. Purtroppo in un modo o nell’altro, nonostante questa serie di trucchi e false verità, con una squadra sbagliata Gianni il mago si presenterà di nuovo qua… forse.

5 Responses to "MONTORIO: Svelati i trucchi di Gianni “il mago”"

  1. Gianni Di Centa   13 febbraio 2018 at 11:49

    Caro Cristian, a chi ti fornisce informazioni dovresti fartele dare più puntuali. Probabilmente è lo stesso che in una riunione di maggioranza, unico, ha detto che non avrebbe continuato con Si Può Fare. Sul fare, ti invito a valutare, visto che il tuo amico non è stato presente neanche alla metà delle giunte. Del resto vi sono una serie di imprecisioni riguardo a me e a quello che ho fatto. Rispetto al BIM è stata una volontà di tutto il gruppo, a partire dall’allora capogruppo ( le due bistecche: indennità e programmazione). A questa richiesta l’allora presidente rispose con arrogante chiusura. Non ho votato Moreno, anche se gli riconosco un ottimo lavoro e non si trova nella condizione giuridica del precedente . Riguardo al merito dell’azione amministrativa e della trasparenza e del nuovo rapporto coi cittadini, ti invito a verificare. In riferimento al breve incarico da assessore alle politiche sociali, faccio notare che in quel periodo, secondo uno studio della Cgil Montorio era ai vertici per qualità e quantità di servizi. Non ho mai nascosto le mie idee di sinistra, ma per governare un paese come Montorio non basta l’appartenenza. I problemi sono tanti e serve il contributo di tutti. La mia visione è questa e lo era quando iniziammo il percorso di Si Può Fare, di cui sono tra i fondatori. Non è assolutamente vero che non mi è stato mai chiesto di candidarmi a sindaco. Fin dal 2009 ho avuto proposte in tal senso. Sul futuro non so cosa deciderò di fare, sentirò i cittadini e valuterò. Lo stesso farò, se mi verrà chiesto, con i partiti che valuteranno positivamente i tre anni e mezzo di amministrazione. Ti ringrazio delle foto e dell’appellativo MAGO. Certo con tutto quello che ho ed abbiamo affrontato ci sono volute le magie per rimettere in carreggiata le attivita ottenendo risultati, a mio avviso, eccezionali e soprattutto di prospettiva. Un abbraccio

  2. La falange   13 febbraio 2018 at 13:19

    Tutto corretto e puntuale, una sola precisazione: chi si candida in liste avverse al PD e NON VIENE ELETTO, può essere ritesserato dopo due anni di purgatorio. Chi invece VIENE ELETTO ed è presente in assemblee elettive in gruppi consiliari avversi al PD, NON PUÒ ESSERE TESSERATO FINO A CHE FA PARTE DI QUEI GRUPPI (art. 15). Come nel caso di Montorio…quindi le tessere furono fatte nel TOTALE DISPREZZO DELLE REGOLE.

  3. Mago Zurlì   13 febbraio 2018 at 19:33

    Articolo semplicemente geniale!
    Rappresentazione della realtà ma-gis-tra-le.
    Non si prendono in giro i cittadini che hanno creduto al progetto. Non Si Può (e non si deve) Fare.

  4. Mago Zurlì   16 febbraio 2018 at 7:03

    Articolo semplicemente geniale!
    Rappresentazione della realtà ma-gis-tra-le.
    Non si prendono in giro i cittadini che hanno creduto al progetto. Non Si Può (e non si deve) Fare.

  5. Angelo   17 febbraio 2018 at 12:55

    Giudicare, commentare, criticare senza conoscere é la cosa più semplice, ma ciò che é difficile é fare informazione su fatti concreti e non basati su un errato “sentito dire” . Consiglio? Informarsi, ma nel giusto modo.

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