Ruzzo: Illegittimo il collegio sindacale. Sandro Mariani dovrebbe spiegare il perché

Ruzzo: Illegittimo il collegio sindacale. Sandro Mariani dovrebbe spiegare il perché

di Christian Francia  –

“Guardiamoci ancora negli occhi”. È questo lo slogan elettorale di Sandro Mariani, candidato del PD alle elezioni politiche del 4 marzo per il collegio maggioritario di Teramo per la Camera dei Deputati.

Ebbene io voglio ardentemente guardarlo negli occhi e dirgli: Sandruccio bello, mi spieghi come mai voi del Partito Demcratico non perdete occasione per stuprare le leggi della Repubblica italiana?

Perché la legalità vi fa così schifo? Come pensate che le istituzioni repubblicane conservino uno straccio di autorevolezza se voi le usate come scendiletto per i vostri porci comodi?

Non rispondere a me, cerca – se puoi – di rispondere ai cittadini della provincia di Teramo ai quali stai chiedendo il voto. Evita di cercare il corpo a corpo con i tuoi competitors i quali, sebbene politicamente inconsistenti, almeno non hanno niente da farsi perdonare.

Tu invece che ti candidi dal tuo comodo scranno di consigliere regionale, nonché di capogruppo del PD, facci sapere cosa hai fatto in questi quattro anni di legislatura regionale al servizio del governatore D’Alfonso, colui che si è distinto in tutta Italia per essere il primo fra gli impresentabili e soprattutto colui che è PRESCRITTO PER CORRUZIONE E PER FINANZIAMENTO ILLECITO (senza mai aver rinunciato alle prescrizioni per far accertare la sua ipotetica innocenza).

Spiegalo ai tuoi elettori di quale pasta siete fatti voi del Partito Democratico.

E spiegaci come mai avete nominato un collegio dei revisiori del Ruzzo ampiamente illegittimo.

Il Collegio sindacale della società Ruzzo S.p.A., l’azienda acquedottistica pubblica della provincia di Teramo, è stato nominato nel luglio 2017 su indicazione di Sandro Mariani per la quota PD e di Paolo Gatti per la quota di centrodestra.

Il presidente del Collegio sindacale è stato nominato nella persona di Giuseppe Corradetti, mentre gli altri due componenti sono stati individuati nelle persone di Paolo Lattanzi e Massimo Felicioni.

PRIMA ILLEGITTIMITÀ: VIOLATA LA QUOTA ROSA

Come è noto il cosiddetto “Decreto Madia”, cioè il D.Lgs. n. 175/2016 denominato “Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica”, prevede all’art. 11 comma 4 che “Nella scelta degli amministratori delle società a controllo pubblico, le amministrazioni assicurano il rispetto del principio di equilibrio di genere, almeno nella misura di un terzo, da computare sul numero complessivo delle designazioni o nomine effettuate in corso d’anno”.

Innanzitutto il Ruzzo è società interamente partecipata dai Comuni, quindi interamente pubblica e di conseguenza sottoposta alle previsioni di legge concernenti le società a partecipazione pubblica.

In secondo luogo il predetto testo unico disciplina la scelta degli amministratori ma non degli organi di controllo, per cui in materia di nomine dei collegi sindacali – che sono ovviamente organi di controllo – trovano applicazione le disposizioni generali contenute nel D.P.R. n. 251/2012 denominato “Regolamento concernente la parità di accesso agli organi di amministrazione e di controllo nelle società, costituite in Italia, controllate da pubbliche amministrazioni”.

Tale Decreto del Presidente della Repubblica, all’art. 2 (rubricato “Composizione degli organi sociali”) comma 1 prescrive che “Le società di cui all’articolo 1 prevedono nei propri statuti che la nomina degli organi di amministrazione e di controllo, ove a composizione collegiale, sia effettuata secondo modalità tali da garantire che il genere meno rappresentato ottenga almeno un terzo dei componenti di ciascun organo.

Orbene, appare chiaro che nel collegio sindacale del Ruzzo debba esserci obbligatoriamente per legge almeno una donna su tre membri complessivi dell’organo di controllo. Ne discende una palese violazione degli obblighi normativi.

Faccio notare che nello stesso mese di luglio 2017 veniva nominata la nuova presidente della Commissione Provinciale Pari Opportunità di Teramo nella persona della giornalista Tania Bonnici Castelli, la quale si è subito distinta nel successivo mese di agosto per la giusta polemica contro l’Ente Porto di Giulianova, reo di non aver inserito una donna nel proprio C.d.A.

In tale occasione Tania sottolineò condivisibilmente che “È opportuno ricordare che esiste una legge, la numero 120 del 12 luglio 2011, nota come legge Golfo-Mosca, che regola la parità di accesso agli organi di amministrazione e di controllo delle società quotate e pubbliche, volta a determinare un riequilibrio di genere in ordine alla presenza nei consigli di amministrazione (CdA) e negli altri organi di gestione, nonché nel collegio dei sindaci delle società. La legge ha introdotto nel sistema societario quote di genere, rimettendo poi la relativa disciplina agli statuti da adottare obbligatoriamente da parte dei singoli enti. È risibile dunque la giustificazione prodotta dall’Ente Porto di Giulianova, che sostiene di non avere proceduto alla nomina di una donna perché non prevista dallo statuto. Statuto che gli stessi amministratori dell’Ente avrebbero dovuto modificare per obbligo di legge anni fa. Auspichiamo che la legalità venga dunque ripristinata al più presto in seno all’Ente Porto di Giulianova. In caso contrario, non ci resterà altra strada che quella di impugnare gli atti. Inoltre, sarà rafforzato il nostro impegno nello svolgere un attento monitoraggio su eventuali situazione analoghe”.

Richiamandomi pedissequamente alle sante parole della presidente Bonnici Castelli, immagino che non si sia resa conto dell’analoga violazione commessa dal Ruzzo, una illegittimità che segnalo pubblicamente con il presente articolo e che sono certo verrà immediatamente stigmatizzata dalla Commissione Pari Opportunità.

SECONDA ILLEGITTIMITÀ: DIVIETO PER FELICIONI DI AVERE INCARICHI AL RUZZO

Massimo Felicioni, come sopra evidenziato, è membro del Collegio sindacale del Ruzzo dal luglio 2017, ma risulta parimenti eletto nel 2016 a consigliere comunale di Roseto degli Abruzzi nelle file del PD, carica che ad oggi ancora ricopre.

A tale riguardo l’art. 78 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL) prevede il divieto contenuto al comma 5, ai sensi del quale: “ai consiglieri comunali è vietato ricoprire incarichi e assumere consulenze presso enti ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo ed alla vigilanza dei relativi comuni e province”.

La giurisprudenza di Cassazione ha più volte chiarito che la ratio della norma in esame sia quella di incidere “negativamente sull’incarico o sulla consulenza”, cioè a dire che “il divieto di ricoprire incarichi concerne incarichi di prestazione professionale o di servizio. In sostanza, la legge vieta all’amministratore di trarre profitto dalla sua carica amministrativa, per ottenere da un ente partecipato commissioni di incarichi professionali o d’opera allo scopo di evitare che il controllo dell’ente locale sull’operato dell’ente controllato sia svolto dai medesimi destinatari delle commesse dell’ente controllato.

Se ne deduce che l’incarico professionale di membro del Collegio sindacale del Ruzzo sia vietato ai consiglieri in carica dei Comuni che sono soci del Ruzzo medesimo, fra i quali rientra a pieno titolo anche il Comune di Roseto di cui è consigliere proprio Massimo Felicioni.

LA COMPATIBILITÀ DI CORRADETTI

Giuseppe Corradetti, come sopra evidenziato, è il presidente del Collegio sindacale del Ruzzo, ed è un membro della scuderia di Paolo Gatti, come risulta dal suo sito personale: http://www.paologatti.com/futuro/21-futuro-people/524-giuseppe-corradetti.

Corradetti si è candidato al Comune di Notaresco nella lista di centrodestra del sindaco Diego Di Bonaventura ed è stato eletto nel 2013 consigliere comunale, carica che ha rivestito fino al febbraio 2017 quando ha rassegnato le proprie dimissioni, evidentemente in vista della nomina al Ruzzo che gli sarebbe arrivata di lì a qualche mese, nel luglio 2017.

Nel suo caso, avendo egli dismesso la veste di consigliere comunale, l’ordinamento giuridico gli consente di poter ricoprire la carica sindacale di che trattasi.

Quindi la nomina del “gattiano” Corradetti è rimasta nell’alveo della legalità, al contrario della nomina del piddino Felicioni che è illegittima, ma che sono certo verrà spiegata con dovizia di dettagli giuridici da Sandro Mariani a tutti gli elettori che si accingono a decidere se votarlo o meno sulla scorta dell’operato del Partito Democratico nel territorio teramano, laddove le nomine illegittime sono numerose come le stelle del cielo.

Parimenti Mariani avrà buon gioco a rendere noto come mai non sia stata nominata nemmeno una donna nel Collegio sindacale della Ruzzo S.p.A., nonostante la legge sia perentoria in tal senso.

E se possibile sarà bene che Sandro chiarisca tutto entro i prossimi 24 giorni che mancano alle elezioni politiche, onde evitare di mettere il tarlo nella mente dei pochi elettori che credono ingenuamente alla buona fede e alla legittimità delle nomine effettuate dal PD, elettori che altrettanto ingenuamente potrebbero indursi proprio a votare il Partito Democratico nella erronea convinzione che sia un partito meno disonesto di Forza Italia.

6 Responses to "Ruzzo: Illegittimo il collegio sindacale. Sandro Mariani dovrebbe spiegare il perché"

  1. Alduzzi   7 febbraio 2018 at 21:42

    Evidentemente non avete letto i fantomatici sondaggi sulla repentina ascesa di Mariani in provincia di Teramo.

  2. Tania Bonnici Castelli   7 febbraio 2018 at 22:33

    Ti ringrazio Christian della tua sensibilità in materia di parità di genere. Proprio nell’ultima seduta della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Teramo abbiamo deliberato di scrivere ufficialmente a tutte le società pubbliche del nostro territorio per chiedere di darci conferma sull’applicazione della Legge Golfo del 2012 nei loro organi di gestione. Sarà una ricognizione accurata e senza sconti per nessuno.
    Tania Bonnici Castelli

  3. picchio rosso   8 febbraio 2018 at 8:42

    A chisse da na racchie ie andre e dall’addre ie esce.
    Non esiste legalità in Italia e lo sappiamo tutti.

  4. Politico navigato   8 febbraio 2018 at 17:39

    Gentile Alduzzi, chiuque si intenda di sondaggi sa bene che recuperare 15 punti percentuali di scarto in meno di un mese è impresa impossibile, per cui Mariani è già spacciato visto che può vantare circa il 20% dei voti, a fronte di circa il 35% del centrodestra e circa il 35% del m5s.
    Ogni argomentazione in senso contrario è semplicemente destituita di fondamento.
    Come del resto sono spacciati quasi tutti i candidati del centrosinistra nei collegi uninominali di tutta Italia, fatte salve la Toscana, l’Emilia e l’Umbria.

  5. Anonimo   9 febbraio 2018 at 19:19

    A raccogliere tartufi!

  6. Anonimo   19 febbraio 2018 at 14:58

    La zappa o meglio ancora il badile sarebbe utile per tutti i criticono giornalisti trombati o invidiosi di um ragazzo serio bravo e sempre disponibile ad ascoltare tutti gli elettori suoi e non..
    Ma fatemi il favore …
    Voi sicuramente appartenete. A 5 STALLE pardon 5stelle
    O al partito di Salvini il peggior personaggip politico del dopoguerra
    Mi fate solo pena
    Io non avevo votato pd la bolta scorsa ma questa volta solo per merito vostro voto SANDRO MARIANI
    ed il 5 marzo conteremo le pecore
    Zappa badile ma niente forconi
    Un elettore neutrale

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