Lucrezia Rasicci: La deputata figlia di papà che rappresenterà Teramo in Parlamento

Lucrezia Rasicci: La deputata figlia di papà che rappresenterà Teramo in Parlamento

di Christian Francia  –

Le candidature per le elezioni politiche del prossimo 4 marzo 2018 sono oramai ufficializzate e sono sorprendenti sotto tutti i punti di vista.

Iniziamo dalla più clamorosa: con ogni probabilità la nuova deputata della provincia di Teramo sarà Lucrezia Rasicci, la figlia di papà Renato che è riuscito a strappare per lei addirittura il seggio più ambito, quello della coalizione di centrodestra al maggioritario per la Camera. Ed è chiaro che quel seggio è prenotatissimo dal centrodestra.

Spieghiamo il perché.

In base agli ultimi sondaggi disponibili su base nazionale (quello dell’istituto Ixè di due giorni fa pubblicato dall’Huffington Post), la coalizione di centrodestra è accreditata del 35,4%, il Movimento 5 Stelle è accreditato del 29,2% e il centrosinistra è accreditato del 25,4%.

Sondaggio del 27 gennaio 2018 realizzato da Ixè
Sondaggio del 27 gennaio 2018 realizzato da Ixè
Sondaggio del 27 gennaio 2018 realizzato da Ixè

In Abruzzo e in particolare nel teramano questa tendenza è ancor più accentuata dal fatto che il PD ha governato malissimo la Regione e, sebbene il centrodestra abbia combinato un disastro nel Comune di Teramo, nel resto della provincia viaggia invece a gonfie vele. D’altro canto il M5S risulta completamente assente sul territorio provinciale, per cui nel teramano sarà difficilissimo che ottenga una performance superiore alla media nazionale.

Ne deriva che il centrodestra sulla carta ha un vantaggio di oltre il 6% sul M5S e di oltre il 10% sul centrosinistra. Fatta questa premessa, per guadagnare consensi i candidati teramani nel collegio maggioritario dovranno spendere e spandere nello svolgimento della campagna elettorale.

I concorrenti che si contendono l’unico seggio maggioritario della Camera sono tre: Lucrezia Rasicci per il centrodestra, Antonio Zennaro per il Movimento 5 Stelle e Sandro Mariani per il centrosinistra.

A) Lucrezia corre in quota Lega, il partito di Matteo Salvini, ha 26 anni, si è appena laureata in odontoiatria e lavora già nello studio dentistico del paparino Renato ad Alba Adriatica.

La sua prima dichiarazione non è molto incoraggiante: “condivido pienamente il programma elettorale della Lega, nella assoluta certezza che il mio “Capitano” sia l’unico in grado di poter davvero cambiare il nostro Bel Paese”. Considerato che il Capitano a cui si riferisce è Matteo Salvini, uno che in 25 anni consecutivi di poltrone (fra le quali tre legislature consecutive da europarlamentare) non è mai riuscito a combinare niente di buono se non intascarsi i lauti stipendi pubblici, non c’è da stare molto allegri.

Urgono subito tre consigli non richiesti:

1) Lucrezia cerca di parlare poco della Lega, dici piuttosto che il centrosinistra è un disastro e i 5 Stelle sono evanescenti, così avrai molti più estimatori, anche perché siamo una provincia democristiana da sempre e nemmeno le pietre voterebbero per la Lega (che difatti nel teramano non esiste e il tuo stesso padre ci si è affiliato due giorni fa per pura convenienza personale e familiare, non certo perché ci crede).

2) Ricorda pure che siamo una regione del sud che era parte del Regno delle Due Sicilie, quindi la Lega Nord da noi risulta simpatica come un calcio sugli stinchi, ragion per cui sarebbe meglio evitare completamente di mettere l’accento sul partito che rappresenti, anche perché di fatto sei la candidata unica di tutto il centrodestra che è quasi tutto di matrice democristiana.

3) Infine sappi che più che convincere devi soprattutto evitare di commettere scivoloni, dato che parti da una situazione di grande vantaggio, perciò lascia agli altri il compito di strepitare e di agitarsi nel tentativo di recuperare, anche perché mentre taci Berlusconi e i suoi schiavi stanno invadendo le televisioni per imbonire quei coglioni degli italiani (fra i quali anche i teramani). Ci penseranno i partiti del centrodestra su tutti i media a convincere le persone a votarti, anche perché nessuno dovrà scrivere il tuo nome in quanto è già scritto sulla scheda e se incontri schiere di berlusconiani accaniti va benissimo che mettano la croce sul simbolo di Forza Italia e per te il gioco sarà fatto!

B) Antonio Zennaro è il candidato del M5S nel collegio maggioritario di Teramo per la Camera dei deputati. Risulta fra i 19 della provincia teramana che si sono autocandidati alle Parlamentarie grilline per accedere al collegio del proporzionale, ma non deve aver riscosso grandi consensi se non è rientrato fra i primi.

Dice di sé di avere 34 anni, di essere nato in Veneto ma di vivere da qualche anno a Tortoreto assieme alla moglie e al figlio. Circa il curriculum autodichiara: “Mi sono laureato in Marketing e gestione delle imprese all’Università Ca’ Foscari di Venezia e, successivamente, ho conseguito la laurea magistrale alla Luiss Guido Carli di Roma, con una tesi sui derivati finanziari degli enti locali, il cui estratto è stato pubblicato in una rivista scientifica. Ho frequentato vari corsi di specializzazione alla Luiss Business School in materie economico-finanziarie. Da quasi dieci anni lavoro nel settore finanziario. Ho dapprima maturato esperienze presso primari istituti bancari ed attualmente ricopro il ruolo di manager nell’area rischi finanziari presso uno dei più importanti investitori istituzionali del Paese. Dal 2013 sono anche Presidente del Comitato di Controllo di un fondo di Private Equity. Appassionato di economia e finanza scrivo regolarmente su alcuni media finanziari”.

Pur con le riserve che occorre avere dinanzi ad un candidato pressoché sconosciuto sia nel panorama politico teramano e sia su internet, non mi sembra che Zennaro possa contare su grandi potenzialità finanziarie da mettere in campo per recuperare il gap che il M5S sconta rispetto alla coalizione di centrodestra, anche perché il suo Comune è limitrofo ad Alba Adriatica dove imperversa il cognome di Rasicci, dotato di ben altre disponibilità per riempire di manifesti le città, per fare campagne sui social, per organizzare cene a ripetizione.

C) L’ultimo concorrente del collegio maggioritario di Teramo è Sandro Mariani, consigliere regionale in carica e capogruppo in Regione del Partito Democratico.

Originario e residente del Comune di Campli, Sandro porta enormi fardelli sulle sue spalle. Il primo è la sua incapacità politica: incapacità di tenere insieme il gruppo democratico, incapacità legislativa di porre in essere provvedimenti utili ai cittadini, incapacità comunicativa, incapacità carismatica.

Il secondo è il fatto di essere stato espressione dell’ala ginobliana del partito (da oggi definitivamente morta), dalla quale si è staccato per passare agli ordini del governatore Luciano D’Alfonso, notoriamente prescritto per reati di corruzione e quindi persona per nulla raccomandabile.

Il terzo è rappresentato dal disastro amministrativo che la Regione Abruzzo guidata dal centrosinistra ha compiuto dal 2014 ad oggi, disastro di cui lui è l’esponente più colpevole dell’intera provincia di Teramo.

Il quarto è il fardello più ostico: gli oltre 10 punti percentuali di differenza fra la coalizione di centrosinistra, come sopra accreditata di un 25,4% dei voti, e quella di centrodestra che è in vantaggio con il 35,4% dei voti.

Ora, si può anche pensare che Mariani riesca a mettere in campo forze umane ed economiche per condurre una decente campagna elettorale, ma va da sé che mentre lui paga cene in ogni angolo della provincia, la maggior parte della popolazione starà davanti al televisore a sganasciarsi dinanzi agli sputazzi che da ogni parte giungeranno sul cadavere del PD.

Come convincere i berluschini e i grillini a mettere la croce sul simbolo del PD? Mission Impossible perché trattasi di voto d’opinione, non già di elezioni amministrative laddove la gente è già orientata a fidarsi delle persone e a scrivere il loro nome sulla scheda elettorale.

Per cui sono persuaso che sarà difficilissimo per Mariani realizzare la remuntada, anche perché l’unica a spendersi anima e cuore per la causa sarà solo Manola Di Pasquale, la quale notoriamente fa scappare gli elettori a frotte ad ogni esternazione.

Posso anche sbagliarmi, ma a 33 giorni dalle elezioni i giochi sono fatti, a meno di clamorose sorprese che dovessero riguardare i partiti a livello nazionale, non già a livello provinciale dove i candidati riusciranno a spostare con le loro capacità e i loro soldi pochissimi voti (e semmai li spostassero ci riuscirebbero spendendo molti danari, dei quali guarda caso è ricco Renato Rasicci, ma non altrettanto Mariani e meno che mai Zennaro).

Buon voto a tutti e sempre Forza Italia!

8 Responses to "Lucrezia Rasicci: La deputata figlia di papà che rappresenterà Teramo in Parlamento"

  1. L   29 gennaio 2018 at 18:40

    La lega aveva la possibilità di ottenere un ottimo risultato grazie al incontrovertibile qualità di buon amministratore provata da Quaresimale ma evidentemente la cosa avrebbe dato fastidio a delle nullità che ora sperano di relaccogliere i frutti del lavoro del miglior sindaco della provincia

  2. Teramano   29 gennaio 2018 at 20:17

    Iduepunti.it filtra i post a suo piacimento!.
    Avevo commentato l’articolo del 26 gennaio con titolo “Il centro destra romano cancella Teramo. Fatti fuori Chiodi e Gatti …….”
    Meno male! Cosa hanno fatto per Teramo finora. A rappresentare Teramo ci sono candidati in gamba ….. Ricordiamo che il sig. Gatti ha tradito la Meloni e fatto fuori Brucchi , esponente della lista di Forza Italia. Cosa si aspettava, gli errori si pagano? Grazie a lui è arrivato a Teramo il commissario.
    Cosa c’e di anormale per non essere pubblicato!

  3. Pasquale   30 gennaio 2018 at 11:35

    Purtropppo ci sono i figli della glaba e i figli di papà.

  4. osservatorr   31 gennaio 2018 at 12:02

    “qualità di buon amministratore provata” ma che è la più grossa battuta sarcastica del dopoguerra??
    Mi fate sapere quanta gente ha portato a Campli la presenza all’Expo spendendo tanti soldini pubblici?
    Mi fate sapere che bella figura ci ha fatto fare il buon Pietro andando con la fascia tricolore a Pontida?
    mi fate sapere che figura ci ha fatto fare i Santo bevitore di cui sopra polemizzando gratuitamente con la provincia per una strada che l’ente stava ricostruendo alacremente?
    Ma per favore!! guardate che la banda larga sta arrivando ovunque non solo a camplidge

  5. Sandra   1 febbraio 2018 at 14:10

    Tanto di cappello a lei signor Francia. La stimo e la ammiro. Scrive così bene e dici le cose così squisitamente vere che non mi sembra un teramano. Grazie per i suoi articoli.

  6. Anonimo   2 febbraio 2018 at 2:16

    Vai Lucrezia Vinceremoooo

  7. Anonimo   5 febbraio 2018 at 12:57

    Oh comunque quest’articolo proprio super partes, complimenti.

  8. Anonimus   17 febbraio 2018 at 10:15

    Per quanto riguarda il candidato grillino Zennaro,forse lui non ha molto denaro da spendere ma mi sembra di capire che gente intorno a lui ne ha tanto,e comunque mi sembra che questo candidato sia stato messo li per perdere,visto che ha preso solo 2 voti alla parlamentarie,se poi si aggiunge che al miglior candidato del teramano (per me sicuramente vincente “Paolo Angelini oltre 30000 voti alle ultime europee “) sia stato impedito persino di candidarsi,il quadro mi sembra chiaro.

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