Antonio Razzi non sarà ricandidato. Giù il sipario sul politico più imbarazzante della storia d’Abruzzo

Antonio Razzi non sarà ricandidato. Giù il sipario sul politico più imbarazzante della storia d’Abruzzo

di Walter Nanni –

Antonio Razzi non sarà ricandidato e non farà parte del prossimo Parlamento Italiano.

Per ogni abruzzese che ha a cuore “la cosa pubblica” questa è una notizia favolosa. Ci sarebbe quasi da festeggiare.

Da parte mia niente di personale nei confronti di Razzi, anzi: persona simpatica, gentile, affabile, perfino carismatica e, a mio avviso, anche con qualche talento.

Altra cosa, ben altra cosa, è Antonio Razzi se si guarda al suo ruolo pubblico, a quello che ha fatto e (soprattutto) non ha fatto nell’interesse della collettività.

Nella politica italiana, per dieci anni, Razzi è stato una sorta di personaggio della commedia dell’arte pagato da tutti noi, ha fatto fare delle figure di merda inenarrabili agli abruzzesi e a tutti gli italiani, in patria come all’estero. È stato un personaggio imbarazzante per tutti, anche per i suoi stessi alleati politici.

Dopo una vita di sacrifici da emigrante in Svizzera questo signore non più giovanissimo ha avuto il suo (lungo) momento di gloria, anche ben pagato: adesso però, per favore, giù il sipario. Basta.

Il 28 di… di… di… di marzo, io per dieci giorni non pigliavo la pensione. Hai capito? Io se c’ho 63 anni, giustamente dove vado a lavorare io? In Italia non ho mai lavorato, che lavoro vado a fare? Mi spiego? Io penso anche per i cazzi miei, io ho pensato anche ai cazzi miei” (La compravendita dei parlamentari, 7 dicembre 2011, Gli intoccabili, La7)

Le sue parole ormai fanno parte della storia politica di questo maledetto paese: a futura memoria, come monito, come lezione.

Che ci piaccia o no, Antonio Razzi, anche da un punto di vista antropologico, rappresenta buona parte di noi italiani, di noi abruzzesi; la sua ascesa e il suo successo (o sulcesso) non sono stati casuali. In ognuno di noi alberga un po’ di quell’uomo e del suo modo di fare e di pensare: quando riusciremo a capirlo e a cambiare parte di questa nostra cultura sarà sempre troppo tardi.

Conosco e ho conosciuto tanti Antonio Razzi nella mia vita, anche nel mio settore e in quello della politica: gente che poi (per loro stessa ammissione) pensa solo ai propri interessi. Siamo fatti così.

Buona pascuetta e buon vitalizio senatore Razzi: la sua pensione adesso è cazzi nostri.

5 Responses to "Antonio Razzi non sarà ricandidato. Giù il sipario sul politico più imbarazzante della storia d’Abruzzo"

  1. anonimo   25 gennaio 2018 at 12:35

    Non è certo il più imbarazzante.
    Perchè non fai una carrellata su certi suoi colleghi, soprattutto locali? Che bella fauna!

  2. Luca Di Pietro   25 gennaio 2018 at 16:57

    Bravo Walter Nanni!

  3. anonimo   28 gennaio 2018 at 19:53

    Condivido: non e’ il piu’ imbarazzante!. Commenta anche perche’ non hanno cadidato Gatti e …
    meno male!

  4. Anonimo   28 gennaio 2018 at 20:19

    Antonio Razzi ha messo alla berlina, inconsapevolmente, il parlamentare medio italiano, che non è ispirato da alcuna volontà di rendersi interprete dei bisogni (ma anche dei sogni) dei cittadini al fine di facilitarne il superamento e la realizzazione. La sua lontananza siderale da quello che è (o dovrebbe essere) il senso di occupare un seggio in parlamento con dignità e senso delle istituzioni gli permette di non essere neppure sfiorato dalla sensibilità di farsi carico (anche emotivo) di quanto è accaduto in Abruzzo, delle 29 vittime di Rigopiano, delle 6 vittime dell’elisoccorso di Campo Felice, delle criticità del vivere in questa regione in cui chi deve recarsi in autostrada, si sobbarca un pedaggio stratosferico : a lui che glie frega? Tanto lui il pedaggio non lo paga e pensa ai cazzi suoi: Caro Walter, concordo con l’anonimo che sostiene che non è certo il più imbarazzante, ma sicuramente il più ingombrante e al riparo da richiami per un atteggiamento così poco rispettoso delle istituzioni. di Razzi non sentiremo la mancanza Ernesto Albanello

  5. Anonimo   30 gennaio 2018 at 20:05

    Per dirla tutta non dimentichiamo di dire che un figuro simile ovviamente non poteva non trovare accoglienza che in Forza Italia.

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