Gene Gnocchi e i “nostalgici” per convenienza. Storia triste di una battuta comica.

Gene Gnocchi e i “nostalgici” per convenienza. Storia triste di una battuta comica.

di Walter Nanni

Le polemiche suscitate dalla battuta di Gene Gnocchi a La7 durante il programma di Giovanni Floris hanno il merito di aver fatto venire alla luce i tanti nostalgici di un periodo storico terribile per il nostro paese.

In questi giorni ho letto decine di articoli, editoriali, visto dibattiti. L’unica ad aver avuto un po’ di buon senso mi sembra sia stata Selvaggia Lucarelli.

La battuta di Gnocchi? Solo una scusa, un pretesto. Questa ondata di presunta indignazione da parte di giornalisti, opinionisti e politici, di attacchi (perfino al movimento femminista), qualcosa però c’insegna. 

Tra gli opinion leader i “nolstalgici” fanno più paura dei fascisti veri: anzi, personalmente rispetto di più chi ha il coraggio delle proprie idee (anche se assurde e violente), chi non si nasconde dietro una polemica inutile; quelli che stanno allo scoperto, ogni giorno: almeno sono onesti nella loro follia e possiamo riconoscerli.

I nostalgici invece sono i peggiori.

Fateci caso, anche in Tv: I nostalgici per convenineza si guardano bene dal difendere i neofascisti o neonazisti quando la cronaca ci parla delle azioni di questi gruppi, ma insorgono invece in massa quando si tratta di attaccare un comico o un satiro.

Troppo facile. Diciamocelo senza peli sulla lingua: questa si chiama vigliaccheria, opportunismo.

Tutte queste polemiche sembrano solo strumentali, roba da campagna elettorale insomma. Infatti, non è un caso che tanti giornalisti e commentatori, anche tra coloro che si professano di sinistra o indipendenti, non hanno mancato di dare addosso a Gene Gnocchi. I nolstalgici ad orologeria, da qualsiasi area culturale provengano, sono i peggiori di tutti perchè schiavi del passato e del loro passato, settari, illiberali, pronti a negare libertà agli altri senza poi essere capaci di rinunciare alle proprie. Si contraddicono da soli in continuazione, sono incapaci di guardare realmente al futuro. Sono gli opportunisti, quelli che ci fregano alle spalle, che ci tradiscono perchè pensano solo al loro tornaconto. Sono quelli che fanno finta di avere delle idee ma votano sempre per il loro datore di lavoro.  Sono quelli che fanno la voce grossa contro un comico ma stanno zitti quando non gli conviene difendere gli indifendibili. Vigliacchi e opportunisti. Il problema è che le loro azioni, le loro parole, condizionano tante persone. Mi è dispiaciuto molto vedere salire su questo carrozzone anti-Gnocchi praticamente quasi tutti gli addetti del mondo dell’informazione… Ma non si finisce mai d’imparare.

Una battuta fa ridere solo se la capisci, è una regola della comicità, della satira. Avete mai riso ad una barzelletta che non avete capito? Non bisogna essere dei geni per intuire che la battuta di Gnocchi era riferita alla Meloni, non a Claretta Petacci: basterebbe questo per chiudere ogni polemica (al di là del fatto che facesse ridere o meno). Ben vengano le battute anche sbagliate, le sintesi comiche su chiunque, i satiri veri, anche quelli di cattivo gusto che non risparmiano nessuno, a destra e sinistra.

Sui social Gene Gnocchi è stato massacrato, ingiustamente aggiungo: la facilità con cui noi tutti ci lasciamo condizionare da chi inventa queste polemiche mi lascia sempre un po’ perplesso. Alle prossime elezioni si presenterà anche la lista “Potere al Popolo”: il problema è che a leggere cosa scrive il popolo c’è da essere un po’ preoccupati (battuta!).

 

2 Responses to "Gene Gnocchi e i “nostalgici” per convenienza. Storia triste di una battuta comica."

  1. Amen   21 gennaio 2018 at 8:28

    Caro Walter
    Le parole magiche le ha dette proprio Lei, nella sua improbabile apologia: “cattivo gusto”, di fronte al quale c’è poco da difendere. Che ci si riferisca alla povera disgraziatissima Claretta o ad altri, non ha alcuna importanza. Un buon comico deve dipanare le sue satire cum grano salis. Signorilità innanzi tutto. Se invece si serve dei soliti giochetti sul sesso, magari portandoli all’estremo, io lo considero un poveraccio qualsiasi che si arrampica sugli specchi pur di ottenere squallide risate. Non che la mia opinione conti qualcosa…

  2. Amen   21 gennaio 2018 at 8:30

    P.S. … E non mi parli della differenza tra fascisti e nostalgici, che qui non c’entra affatto…

Leave a Reply

Il Fatto Teramano è l'unico sito che ti permette di commentare senza registrazione ed in forma totalmente anonima. Sta a te decidere se includere le tue generalità o meno. Nel momento in cui pubblichi il tuo commento dichiari di aver preso visione del nostro disclaimer e di accettarne le regole. Per inviare il tuo commento aiuta il sito a verificare la tua esistenza trascinando un'icona secondo le indicazioni e clicca su Commento all'articolo.

 

Your email address will not be published.