Calendario Morlacchi 2018 dell’artista Tanino Liberatore: Il profumo sensuale di una matita

Calendario Morlacchi 2018 dell’artista Tanino Liberatore: Il profumo sensuale di una matita

Presentazione calendario artistico 2018 Morlacchi.

Autore: Tanino Liberatore.

Direttore artistico: Bernardo Neri.

Venerdì 5 gennaio 2018 a Giulianova, presso la sala Buozzi, alle ore 17.00, presentazione del calendario 2018 di Tanino Liberatore e del centro stampa Morlacchi, a sostegno dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, sezione Teramo Onlus.

13 tavole di Tanino Liberatore per questa iniziativa benefica.

Un grande ringraziamento al centro stampa Morlacchi per aver curato e finanziato la stampa del calendario artistico che è in vendita unicamente presso:

la sede di Teramo dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, in Via Bafile n. 7, tel. e fax: 0861/250328

la sede del Centro Stampa Morlacchi, Via R. Felicioni n. 42, Roseto degli Abruzzi (Te), tel: 085/8991150

di Christian Francia

L’arte visiva non dovrebbe essere didascalizzata, specie quando è figurativa e parla da sola all’occhio di chi la guarda.

Se l’arte, però, si mette al servizio di un calendario per i ciechi, allora può essere utile tradurla in parole affinché parli alle orecchie.

Tanino Liberatore è un artista non nel senso etimologico del termine, cioè di colui che abbia un’abilità in grado di produrre qualcosa nel modo giusto e armonioso. È anche questo, ovviamente, ma non solo.

Tanino è un artista nel senso filosofico: perché il suo tratto, la sua tavolozza, i suoi colori, non sono un fatto materiale, non sono gesti utilitari che servono a produrre piacere o ad appagare bisogni, non sono atti morali, narrativi o concettuali. Sono qualche cosa di più. Sono un processo che nasce dalla necessità, attraversa l’ispirazione ed esplode nell’espressione e nella comunicazione.

Una questione estetica, certamente, nel senso più nobile. Ma nemmeno soltanto questo. Perché certi artisti come Liberatore non vivono solamente un’urgenza espressiva, un travaglio che accompagna le loro creazioni, ma hanno un alone, una specie di essenza olfattiva, che è prosaico voler definire e catalogare, ma che in ultima istanza si traduce nell’esigenza di una totale libertà.

La libertà è quel cielo sopra alle nuvole che non conosce la pioggia, la libertà è l’orizzonte che si inarca in lontananza fino a confluire nella pura immaginazione.

Lì dove tutto è possibile nasce il disegno indipendente, emancipato, autonomo, selvaggio, aperto, illimitato, ammiccante, sincero, amorale, indecente, affrancato da qualsiasi forza di gravità, disinibito, libertario, slegato, spontaneo, ardito, sfrenato, impudente, sfacciato, licenzioso, audace, sboccato, sovrano, puro e generoso.

Tanino è aperto a tutte le possibilità, tutte le scruta, le vaglia, le assapora e le realizza a piacimento. Non ci sono timori, vincoli, limiti o censure nella sua mano. È questa la cifra umana che lo alleggerisce e lo innalza.

Esiste poi la cifra stilistica. La sua maniera di porsi dinanzi alla materia trattata. Le sue scelte di metodo. L’articolazione del suo pensiero.

Sotto tale aspetto in Liberatore si leggono due direttrici principali: una è l’ascendenza della Pop Art nelle distinte declinazioni italiana e internazionale. L’altra è la sensualità.

L’arte Pop ha inondato l’orizzonte visivo mondiale nella seconda metà del XX secolo, quando Tanino è nato e ha ricevuto l’imprinting che ne ha plasmato l’evoluzione culturale.

La prima evidenza di questo debito la si riconosce nella tavolozza, composta di colori squillanti, primari, brillanti, netti e decisi, tipici soprattutto della Pop Art americana.

La seconda evidenza è nel richiamo ai simboli, alle icone della nostra cultura. Un richiamo che Warhol ha interpretato ad esempio con le zuppe Campbell’s e con i detersivi Brillo, mentre Tanino ha innalzato al suo altare la Nutella.

Vi è poi una strada della Pop italiana che è stata percorsa da artisti del calibro di Tano Festa, i quali hanno inteso richiamarsi ai simboli della nostra storia artistica, quali Michelangelo, Raffaello e i grandi maestri dell’arte moderna italiana.

Su questa strada Tanino ci racconta del suo amore per lo schiavo ribelle di Michelangelo, ritratto assieme ad una delle sue donne. Ma immortala anche il David di Donatello oppure Guernica di Picasso, icone imprescindibili della civiltà occidentale che si stagliano alle spalle delle sue fanciulle a segnarne l’inconfondibile DNA.

Lo schiavo michelangiolesco sublima in sé sia l’inarrivabile bellezza del corpo umano, sia la tensione e l’irrequietezza del volto e dei muscoli di chi anela alla libertà. Una scultura che è silloge e manifesto di un modo di intendere ciò che si è e come si vede il mondo.

La seconda direttrice stilistica è quella della sensualità. L’immaginario di Liberatore è popolato da ragazze, giovani donne, soprattutto femmine nel senso più carnale.

La matita di Tanino si sofferma sui contorni, sulle curve, sulla rifrazione della luce che offre l’anatomia femminile e sulle sollecitazioni dei sensi che ne derivano.

La femmina è un capolavoro estetico ineguagliabile, è fonte inesauribile di piacere innanzitutto per gli occhi, ma non meno che per gli occhi lo è per il tatto e per l’olfatto.

La femmina è il fattore erotico per eccellenza, ma è più ancora l’espressione del gusto e della sensibilità estetica che attraversa la storia umana.

Oggetto mai abbastanza esplorato, la donna di Tanino è prima di tutto il suo seno, i suoi fianchi, il suo ventre, poi un ventaglio di espressioni del volto, dall’ammiccante all’acerbo, dal conturbante all’erotico, dall’enigmatico al sofisticato.

In ogni caso una donna sicura di sé, della sua fisicità, dei suoi mezzi, del suo fascino. Una galleria del femminino che ha il comun denominatore nella personalità forte e marcata, espressa con i contrasti cromatici e con l’inconfondibile bordo nero sinopiale.

Non c’è nessun eccesso nelle opere di Liberatore, se non la sottolineatura forte di una libertà che rifugge perbenismi e moralismi per alzarsi in volo dove la fantasia entra nel mondo sensibile, con l’anelito palpitante della carne viva, intrisa dei desideri e delle brame di cui è tessuta.

Profuma la matita di Tanino, profuma come un pugnale che ha assaggiato il sangue, come uno stiletto conservato in un velluto carminio la cui fragranza inebria e seduce.

Una matita stregata.

Il presidente dell’Unione Italiana Chiechi di Teramo VITO CARDELLI abbracciato a TANINO LIBERATORE

3 Responses to "Calendario Morlacchi 2018 dell’artista Tanino Liberatore: Il profumo sensuale di una matita"

  1. Amen   6 gennaio 2018 at 8:03

    L’articolo andava pubblicato qualche giorno prima, per dare ai lettori il tempo di organizzarsi e partecipare…

  2. Gisella   6 gennaio 2018 at 11:58

    Immenso Tanino!! Complimenti a voi per questa fantastica iniziativa.

  3. Anonimo   8 gennaio 2018 at 15:24

    Quanto costa?

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