Toto-sindaco di Teramo: facile prevedere i vincitori

Toto-sindaco di Teramo: facile prevedere i vincitori

di Christian Francia  –

Fra massimo cinque mesi la città di Teramo conoscerà il suo nuovo sindaco. Nuovo si fa per dire, perché molto probabilmente sarà una vecchia conoscenza della politica cittadina. Ma andiamo per ordine.

Il ragionamento che sto per svolgere è già abbastanza chiaro per tutti coloro che masticano la politica locale, per cui il margine di approssimazione è molto ridotto (cioè a dire che è difficile che le cose vadano in maniera differente).

Innanzitutto gli attori in campo sono sempre gli stessi da anni e in particolare non si segnala alcun nuovo ingresso sulla scena politica dal 2014 ad oggi, circostanza che lascia presagire come le carte potrebbero rimescolarsi, ma senza nuovi spunti, senza forze fresche, senza guizzi d’ingegno.

A) CENTRODESTRA

Il centrodestra cittadino appare oggi spaccato in tre tronconi:

1) Il primo troncone è composto dall’ex sindaco Maurizio Brucchi assieme all’ex vice sindaco Dodo Di Sabatino e ai rimasugli del partito di Paolo Tancredi (prima NCD, poi AP).

Costoro formeranno una coalizione finto-civica, ma in realtà di centrodestra, che potrebbe candidare a sindaco lo stesso Dodo Di Sabatino (qualora non riuscisse a farsi garantire una candidatura alle elezioni regionali nella Lista dell’attuale assessore regionale Gerosolimo) oppure in subordine l’ex consigliere Alberto Covelli.

2) Il secondo troncone è composto dalla Lista finto-civica del consigliere regionale Mauro Di Dalmazio (Al Centro per Teramo), dai fedelissimi del consigliere regionale Gianni Chiodi (entrambi affiliati al movimento Idea di Gaetano Quagliariello), dal partito Fratelli d’Italia guidato da Giandonato Morra (di cui è esponente l’ex consigliere comunale Raimondo Micheli), dall’ex assessore comunale Rudy Di Stefano (coordinatore locale del movimento Direzione Italia che fa capo a Raffaele Fitto) e buon ultimo dal movimento civico capitanato dal disonorevole Giulio Cesare Sottanelli che viene da sinistra ma si è accasato sul carro dei vincitori di centrodestra (vincitori perché il centrodestra vincerà a mani basse sia le elezioni politiche nazionali, sia quelle comunali teramane e sia quelle regionali abruzzesi).

Costoro formeranno una coalizione di centrodestra che potrebbe candidare a sindaco proprio Mauro Di Dalmazio, in quanto Gianni Chiodi e Giandonato Morra si candideranno al Parlamento, mentre Rudy Di Stefano aspira ad un seggio regionale.

3) Il terzo troncone è composto da Paolo Gatti e dalle sue liste: la lista forzaitaliota di “Futuro In”, la lista forzaitaliota denominata “Verso” e la lista forzaitaliota denominata “Forza Italia” che prima faceva capo a Brucchi ma che diventerà di area gattiana subito dopo che lo stesso Gatti otterrà la candidatura al parlamento come capolista proprio del partito di Berlusconi.

Gatti candiderà a sindaco una persona nuova, presumibilmente Antonella Ballone, ma in subordine Dorotea Mazzetta o qualche altro soggetto che possa lavare la faccia alla sua decrepita fazione (si parla pure di un giovane avvocato teramano senza precedenti politici).

A questo punto basta mescolare gli ingredienti per ottenere il risultato: il primo troncone sarà la cosiddetta “bad company” sulla quale verranno scaricate tutte le colpe delle passate amministrazioni e sarà destinata a perdere.

Il secondo e il terzo troncone si troveranno giocoforza a riunirsi al primo o al secondo turno, laddove Gatti ritirerà il suo candidato di bandiera in nome dell’unità del centrodestra, un’unità che verrà imposta direttamente da Roma perché la coalizione dovrà comunque comprendere Forza Italia che ne è il fulcro e di cui Paolo Gatti sarà il parlamentare più rappresentativo (assieme a Gianni Chiodi che però è privo del consenso di cui è largamente provvisto Gatti).

Infatti, è noto che a Roma stia per decollare il nuovo partito destinato a fare la quarta gamba del centrodestra, il quale è un coacervo composto da fuoriusciti da Alleanza Popolare (con a capo l’ex ministro Enrico Costa), dal movimento Idea di Quagliariello, dal movimento Direzione Italia di Raffaele Fitto e da Scelta Civica di Enrico Zanetti (quest’ultimo porta in dote il diritto di non dover raccogliere le firme per presentare le liste).

E siccome il grosso della coalizione centrodestroide teramana è composto da membri locali di questa quarta gamba nazionale, cioè appunto Di Dalmazio e Chiodi di area Quagliariello, Rudy Di Stefano di area Fitto, e Sottanelli di area Zanetti, va da sé che sarebbe impossibile che la quarta gamba corresse a Teramo disgiunta dalla prima gamba che resta sempre Forza Italia (a meno che Forza Italia non cacciasse Paolo Gatti, scelta coerente visto che ha mandato a casa il sindaco di Forza Italia Brucchi, ma scelta suicida sotto l’aspetto dell’emorragia di voti, per cui questa ipotesi non potrà realizzarsi).

Ne consegue che sin da subito (oppure al ballottaggio) il secondo e il terzo troncone del centrodestra si riuniranno andando a rivincere il Comune di Teramo con un’armata di almeno sette liste: le tre di Paolo Gatti, quella di Di Dalmazio-Chiodi, quella di Fratelli d’Italia, quella di Rudy Di Stefano e quella di Sottanelli (capitanata da Siriano Cordoni che è il coordinatore del sottanelliano Abruzzo Civico a Teramo). E non si escludono ulteriori liste pseudo-civiche di appoggio al carro dei vincitori.

Con il risultato che il prossimo sindaco potrebbe essere Mauro Di Dalmazio (o suo similare), mentre Chiodi e Gatti sarebbero i due parlamentari teramani di Forza Italia e tutti gli altri saranno papabili di diventare i nuovi consiglieri regionali nel 2019 (cioè Morra, Sottanelli e Rudy Di Stefano).

B) CENTROSINISTRA

Quanto al centrosinistra teramano, sempre più piccolo al punto che necessita il microscopio elettronico per poterlo vedere bene, con ogni probabilità candiderà a sindaco Renzo Di Sabatino o in alternativa Giovanni Cavallari (in subordine si immagina pure Gianguido D’Alberto quale figliol prodigo che potrebbe tornare dopo essersene andato e aver fatto cilecca con la sua ipotetica aggregazione civica).

C’è addirittura chi ventila come carta residuale un certo avvocato Massimo Speca, personaggio ignoto alle cronache che avrebbe non poca difficoltà a costruirsi un’immagine da candidato sindaco con le poche settimane che restano da qui alle elezioni.

In ogni caso, chiunque dovesse essere il candidato, il PD non è credibile come forza di governo né a livello nazionale dove verrà giustamente bastonato, né a livello regionale dove D’Alfonso lascerà solo macerie e stenderà il tappeto rosso per l’arrivo del centrodestra, né tantomeno a livello comunale dove è rimasto con tre pellegrini ex consiglieri comunali che non rappresentano nemmeno se stessi.

Né il centrosinistra troverà alleati, a meno che per ripicca i seguaci di Paolo Tancredi non decidessero di formare una lista di appoggio al PD solo perché sono arrabbiati con i traditori gattiani e dalmati che hanno condannato Brucchi al disonorevole addio da sindaco.

Ma quest’ultima è un’ipotesi improbabile in quanto – se pure Tancredi ottenesse il lucroso incarico alla CONSOB o ad altra Autorità indipendente per merito del PD – sarebbe difficile chiedere ai suoi di transitare nel centrosinistra dopo aver rappresentato per decenni il centrodestra cittadino.

Del resto, il PD teramano è totalmente in mano al disonorevole Tommaso Ginoble di Roseto, personaggio che ha sempre perseguito la debolezza dei democratici del capoluogo al fine di poter egli stesso primeggiare nelle candidature nazionali (cosa che mai gli sarebbe potuta riuscire se i piddini teramani fossero stati forti e compatti).

Pertanto Ginoble è ben lieto di apparecchiare l’ennesima figuraccia del PD comunale teramano, al solo fine di restare lui l’uomo forte del PD in provincia e continuare indisturbato a fare il parlamentare.

Ne consegue che è matematicamente certa la sconfitta del PD anche alle prossime elezioni comunali.

C) MOVIMENTO 5 STELLE

Quanto al Movimento 5 Stelle non risulta pervenuto in città, per cui potrà continuare a fare testimonianza eleggendo il suo solito paio di consiglieri comunali.

Anche i grillini della costa teramana, infatti, hanno seguito lo “schema Ginoble” facendo in modo che il M5S del capoluogo fosse debole e litigioso al suo interno, così da avere buon gioco nelle candidature che contano, cioè quelle al parlamento nazionale, in Regione e al parlamento europeo.

CONCLUSIONI

Qual è la stranezza delle elezioni comunali della prossima primavera? Che sebbene siano tutti concordi nel ritenere che il centrodestra abbia distrutto la città di Teramo, sarà lo stesso centrodestra a succedere a se stesso per mancanza di avversari credibili, per mancanza di un centrosinistra autorevole, per mancanza di un M5S forte e radicato, per mancanza di un’alternativa di governo che non si è riusciti a costruire in questi anni di cattività forzaitaliota.

Per cui cari concittadini, se volete sapere quale sia il voto utile, se volete sapere quale carro sia vincente, se volete sapere a chi potete rivolgervi per i vostri piacerucci e per le solite raccomandazioni, sappiate che l’indirizzo giusto per i prossimi cinque anni è ancora il centrodestra.

E se vi sembra strano che nella democrazia dell’alternanza Teramo scelga ancora una volta la continuità, non domandatevi perché Gatti e compagni siano ancora vincenti, ma chiedetevi come mai piddini e grillini siano così deliberatamente e pervicacemente perdenti, fino al masochismo di non riuscire a vincere nemmeno dinanzi alle macerie di un centrodestra al quale non sembra vero di poter gestire il potere all’infinito per assenza di rivali.

11 Responses to "Toto-sindaco di Teramo: facile prevedere i vincitori"

  1. Anonimo   11 dicembre 2017 at 6:38

    Analisi triste, ma rigorosa. Ci saranno, quindi, altri anni di assoluta ingovernabilità, considerando che mettere insieme tutte le anime del Centrodestra, in concordia, sarà impresa titanica.

  2. Anonimo   11 dicembre 2017 at 10:34

    Porco Giuda, mi hai rovinato la giornata!

  3. Anonimo   11 dicembre 2017 at 10:35

    E mi hai rovinato pure il prossimo quinquennio! Seppellitore di speranze!

  4. Leda   11 dicembre 2017 at 14:27

    no dai….
    manca l’opzione veramente civica.
    E sa D’Alberto non rientrasse nel pd e raccogliesse intorno a se un po’ di persone per bene?

    sarebbe votabile…

  5. Anonimo   11 dicembre 2017 at 15:12

    D’Alberto è anemico e non può farcela. Si è ricordato troppo tardi di lasciare la nave…e se invece uscisse fuori un personaggio non politico ma di spessore in grado di riunire quel che resta del Pd, le civiche a sinistra e i M5S in qualche modo?

  6. Ern   11 dicembre 2017 at 18:27

    Anonimo delle 15.12, sei un inguaribile romantico….
    Leda, e se D’Alberto …. se raccogliesse …. se… se… se… troppi se
    Vorrei lanciare una domanda a voi lettori ma anche al Presidente:
    ma di chi è davvero la responsabilità di non aver costruito “un’alternativa di governo in questi anni di cattività forzaitaliota”?

  7. pasquale   14 dicembre 2017 at 12:53

    Come si fa a rientrare nel PD se si è stati cacciati a calci in culo? E poi da chi…….

  8. Piripicchio   16 dicembre 2017 at 16:58

    Con tutto il rispetto umano per le candidate di Gatti (Antonella Ballone e Dorotea Mazzetta) entrambe mi sembrano incredibilmente inadatte come sindache di questa città. Vengo ad argomentare. Antonella Ballone e’ senza dubbio incompatibile con il ruolo di sindaco essendo la vice presidente dell’azienda che assicura al Comune di Teramo il trasporto pubblico per un importo che sfiora i 2 milioni l’anno. Dorotea Mazzetta non ha oggettivamente conoscenze ne’ in campo legale, economico o amministrativo essendosi fermata con gli studi alle scuole superiori. Teramo ha invece bisogno di un primo cittadino di grande cultura, preparazione ed esperienza gestionale, autorevole e rappresentativo. I partiti vengono dopo.

  9. Vincenzo   17 dicembre 2017 at 20:15

    Quel che resta degli altri partiti o movimenti sono avanzi dove molti possono andare direttamente nella pattumiera perchè interessati solo ai loro interessi .
    Una lista di vergini non esiste se non nelle fantasie di chi ancora cerca mogli illibate,
    una lista di persone che sappia
    e
    che sopratutto abbia una moralità potrebbe essere la piu’ indicata.

  10. Anonimo   19 dicembre 2017 at 11:40

    Per Enr,
    e lei a quali riflessioni ha dato sostanza? Quali proposte da cittadino ha avanzato? Quali alternative ha meditato? Non accusi gli altri, quando la colpa è anche sua…

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