Notizia e post-verità

Notizia e post-verità

di Enrico Romagnoli  –

“A volte l’uomo inciampa nella verità,

ma nella maggior parte dei casi si rialza

e continua per la sua strada”

(Winston Churchill)

Sono quasi alla fine del mio percorso di laurea e in questo semestre sto seguendo un corso di giornalismo e mass media davvero molto interessante, il giornalismo presentato in maniera storica e tecnica.

Per chi studia comunicazione un connubio tra le due cose credo sia necessario e fondamentale. Mi piacerebbe approfondire il concetto di notizia, perché troppe volte non si capisce con cosa ci si relazioni.

Che cosa è una notizia? Sicuramente è un elemento che ci ritroviamo davanti più volte al giorno, anche senza volerlo. Siamo inondati di notizie, ma la notizia non esiste.

Ecco, con questa affermazione immagino di aver destabilizzato qualcuno, ma è così, la notizia in natura non esiste, è un artificio che viene creato.

Ovviamente la notizia viene costruita, laddove costruire prende un’accezione positiva rispetto all’immaginario collettivo, sulla base di informazioni che scaturiscono da un evento.

Quindi, per semplificare, un evento genera informazioni che vengono raccolte e ordinate, dopodiché prende forma la notizia.

Questo è un modo molto semplice di spiegare il processo che c’è dietro le news, ma in questo processo basilare ci sono altre variabili di cui tener conto, ovvero l’attualità, il ritmo, e la soggettività che ha una notizia.

Uno stesso evento, con le stesse informazioni, visto da dieci persone diverse, sarà raccontato in dieci modi diversi, così da generare dieci notizie differenti.

Per cui, rispondendo alla domanda iniziale, una notizia è il riportare di un fatto, avvenimento o evento in maniera soggettiva.

Al centro di questo ragionamento gravita la verità, parola molto pronunciata, poco rispettata e troppo voluta. Proprio la verità assume un ruolo fondamentale quando si riporta una notizia, perché questa dovrebbe avvicinarsi il più possibile alla veridicità.

Può però la verità passare in secondo piano? Verrebbe da pensare ovviamente di no, ma purtroppo non è così. C’è un ambito in cui la verità perde consistenza, questo ambito è la post-verità, termine che tra l’altro fu usato per la prima volta dopo lo scandalo Watergate.

Nella post-verità la notizia viene percepita e accettata come vera dal pubblico sulla base di emozioni e sensazioni, senza alcuna analisi effettiva sulla veridicità o meno dei fatti reali.

In una discussione caratterizzata da post-verità, i fatti oggettivi, chiaramente accertati, sono meno influenti nel formare l’opinione pubblica rispetto ad appelli, a emozioni e a convinzioni personali.

La comunicazione politica è piena di post-verità, perché i dibattiti sono strutturati con continui appelli alle emozioni che non sono collegati alle politiche in discussione.

In questo modo l’attenzione viene distolta dalla verità, mentre le emozioni e le credenze personali si fanno più presenti ed importanti.

La post-verità quindi è falsificazione della verità? No! Questa considerazione potrebbe essere un errore, nella post-verità non viene cambiata la verità, viene messa sullo sfondo, lasciando spazio ad altri elementi.

Qualora foste interessati, su internet si possono trovare molti riferimenti alla post-verità, termine davvero di grande attualità, tanto che nel 2016 ha vinto il premio come parola dell’anno dall’Oxford English Dictionary.

One Response to "Notizia e post-verità"

  1. Anonimo   23 novembre 2017 at 13:19

    Arrosto di maiale con castagne
    L’arrosto di maiale con le castagne è un piatto che parla d’autunno, di caldo, di tempore in casa quando fuori è brutto tempo. È un piatto che sa di famiglia ed è perfetto infatti da servire la domenica quando a tavola si riuniscono amici e parenti. La carne tenera e cotta al punto giusto, si sposa perfettamente al sapore e alla consistenza farinosa delle castegne.
    Quando volete realizzare la ricetta dell’arrosto di maiale con castagne per prima cosa prendete la lonza; avvolgetela con fettine sottili di lardo e legatela con spago da cucina.
    Mettetelo in casseruola di terracotta con il finocchio selvatico, l’aglio, l’alloro, il latte, il pepe nero ed il brandy.
    Lasciate marinare bene per qualche ora; mettete in una teglia da forno insieme alle castagne secche (messe in acqua tiepida e fatte rinvenire per una notte) e cuocete a 180°C per 90 minuti aggiungendo lentamente e regolarmente il liquido della marinatura.
    Se l’arrosto tendesse a seccarsi occorre coprirlo preventivamente con stagnola (al limite aggiungete un poco di acqua e latte, in rapporto 2:1).

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