Pescara cerca di spodestare L’Aquila e Teramo sta a guardare

Pescara cerca di spodestare L’Aquila e Teramo sta a guardare

di Ernesto Albanello

L’Abruzzo non finisce mai di stupire per la sua insipienza: davvero una regione ferma ai moti del ’71 che all’epoca erano comici se non fossero stati drammatici. Oggi, purtroppo, sono una farsa!

Dunque: una regione che è fanalino di coda in quanto a copertura per la banda ultra larga, che arranca al 16% con un territorio interno che se una giovane coppia dovesse andare a stabilircisi, dovremmo pagarla profumatamente perché si troverebbe in crisi per assenza di servizi (scuole, ospedali), non trova di meglio che allargare il solco che divide la costa dall’area montana per chi deve “fregiarsi” del ruolo di capoluogo!

Assurdo se non ci fosse da pensar male e scoprire che si tratta sempre delle solite maledette poltrone: Pescara, Spoltore e Montesilvano si fondono nella Grande Pescara, qualcosa come 200mila abitanti che, sommati agli altri centri dell’area costiera, equivale ad una concentrazione di oltre metà degli abruzzesi lungo una striscia di terra che contrasta con un’area interna pressoché desertificata.

Comunque in un referendum i cittadini si sono espressi in tal senso e poi ci sono gli incentivi governativi: ok, ma qui sta il bello! Saltano parecchi scranni di rappresentanza che, se lo inquadri nel sistema bancario, viene visto come un risparmio, mentre se lo trasferisci in politica, questo equivale ad un dimagrimento di assessori e consiglieri.

Allora cosa si sono inventati i pescaresi e company? Noi adesso ci prendiamo il capoluogo di regione e le poltrone che saltano vengono riposizionate con il governo di tutto l’Abruzzo.

Chiaro no?

Il particolare è che non hanno fatto i conti con L’Aquila che tiene al capoluogo come non mai al punto da raggiungere l’unanimità del consiglio comunale in termini di respingimento di tale minaccia.

Non che a L’Aquila le fosse venuta in mente di perdere parte della sua leadership casomai fondendosi con territori e città viciniori (ad esempio Teramo) per esempio trasformandosi in “Città del Gran Sasso” così questa autostrada sottoutilizzata pure verrebbe usata come bretella tra due grandi aree urbane!

In tutta questa querelle Teramo sta a inseguire i narcisismi del primo cittadino senza avere una spina dorsale, né tenendo conto che lo spettacolo che si presenta al cospetto della cittadinanza è a dir poco desolante.

Poi è inutile che Teramo strepiti solo quando gli scippano la Camera di Commercio o quando vede ridotta al lumicino la sua identità di capoluogo.

Forse è giunto il momento che i cittadini si riapproprino della loro città e facciano sentire alta e decisa la propria voce facendole recuperare un ruolo dialogante con le altre componenti dell’Abruzzo che sembra aver smarrito.

Il Dottor Ernesto Albanello – psicologo

4 Responses to "Pescara cerca di spodestare L’Aquila e Teramo sta a guardare"

  1. Teramano   21 novembre 2017 at 12:02

    certo che a paragonare un’eventuale fusione tra l’Aquila e Teramo ( che distano qualche km ed un traforo) come quella tra Pescara, Montesilvano e Città Sant’Angelo, che oltre che vicinissime per non dire attaccate, si distinguono solo per le macchine diverse della Polizia Municipale, ci vuole una balla fantasia!
    Pensiamo alle cose serie, pensiamo a quanto fa schifo la nostra Teramo, zozza, senza controllo, con un corso tra i più brutti d’italia e con un’Amministrazione ridicola!
    Cosa ci cambia a noi se il capoluogo si spostasse a Pescara??
    Forse sarebbe tutto più comodo perchè per una volta avremmo tutti gli uffici vicini e non dislocati tra L’Aquila e Pescara???

    Facciamo ridere

  2. Anonimo   22 novembre 2017 at 21:52

    Ottima analisi!

  3. Anonimo   23 novembre 2017 at 10:44

    Caro “teramano”, nella tua risposta hai, non so se voluto o in modo inconsapevole, dimenticato un particolare: tra Teramo e L’Aquila c’è il Gran Sasso, che tutti conoscono e che adesso, se lasciamo tutto com’è, è più fonte di inquietudine che di vanto (esperimenti radioattivi, aquifero contaminabile, terremoti) : se al contrario, lo valorizzi e lo proponi nella sua imponenza come un massiccio che unisce (c’è una autostrada che collega due capoluoghi che distano fra loro 40 minuti d’auto), allora vai della direzione di di una aggregazione urbana ampia, che gli Stati Uniti,,l’Asia, ma la stessa Europa conosce benissimo: sarà quella la prospettiva del futuro, vorrei che tu lo percepisca! Altrimenti resteremo sempre piccoli, poco significativi, in balia dello sporco e del degrado! Ok?

  4. Anonimo   24 novembre 2017 at 18:33

    che teramo stia a guardare non è una novità. Addirittura, siccome negli ultimi tempi non vedeva pià bene, si è comprato glli occhiali da vista.

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