Flop della manifestazione sull’acqua: esperimenti radioattivi e inquinamento delle falde del Gran Sasso possono tranquillamente continuare

Flop della manifestazione sull’acqua: esperimenti radioattivi e inquinamento delle falde del Gran Sasso possono tranquillamente continuare

di Christian Francia  –

Inutile girarci intorno: è stato penoso sfilare ieri pomeriggio a Teramo per una battaglia giusta che però non interessa la stragrande maggioranza della popolazione, assopita e assuefatta a qualsivoglia torto le venga imposto da chi comanda.

È stato penoso vedere i sindaci, afasici e impotenti, camminare alla testa del corteo per farsi intervistare, per farsi vedere, per guadagnare qualche voto, ma privi di qualsiasi iniziativa democratica. Morti viventi.

È stato penosissimo assistere all’adunata finale in piazza sant’Anna, dove la gente è scappata prima di ascoltare quello che le autorità sul palco avevano da dire. E quello che avevano da dire faceva pena, pietà e compassione.

L’unica ad avere il cervello acceso è stata Grazia Scuccimarra, orgoglio teramano, la quale ha compreso la gravità della situazione, ha compreso che l’opacità di quello che avviene sotto al Gran Sasso è pericolosa e antidemocratica, ha compreso che la messa in sicurezza delle falde acquifere che danno da bere a 700.000 abruzzesi è una priorità che la politica non ha mai tenuto nella debita considerazione.

Un’accorata Scuccimarra ha urlato ai politici presenti: “Chi deve entrare lì sotto ai Laboratori del Gran Sasso? Chi deve controllare cosa avviene? Chi ha il potere di rendere trasparenti procedure e autorizzazioni? Chi e quando può assicurare ai cittadini la assoluta messa in sicurezza delle falde acquifere?”.

Ma la risposta delle autorità è stato un triste silenzio, una palese ammissione di impotenza, di remissione al potere, un abbassamento delle orecchie tipico del cane bastonato che si rimetta la coda sotto alle gambe.

Nessun sindaco, nessun parlamentare, nessuna istituzione ha preso il microfono per rispondere nel merito, per spiegare cosa consentano le normative, per elencare un cronoprogramma delle azioni da mettere in campo, per rivendicare un’azione già compiuta.

Nulla di nulla. Una manifestazione sterile. Una passeggiata nutrita soprattutto da persone anziane cresciute quando i diritti si conquistavano in piazza, punteggiata da vecchietti agguerriti con le bandiere comuniste sulle spalle, ma carente di giovani, troppo impegnati a giocare son i loro smartphone e a passeggiare nei centri commerciali.

Ieri eravamo 2.500 persone (stima finanche generosa fatta dalla Questura), in un bel pomeriggio assolato di sabato 11 novembre 2017. Poche, troppo poche per difendere il bene primario per eccellenza: l’acqua.

Pochissime persone se si considera che la maggior parte provenivano da tutto l’Abruzzo e oltre (da Pescara, da Chieti, da L’Aquila, da Lanciano e da San Benedetto del Tronto) per chiedere sicurezza e trasparenza per l’acquifero del più grande massiccio del Centro Italia che regala acqua potabile a 700.000 abruzzesi.

I teramani dov’erano?

Il corteo è stato indetto a seguito della notizia dell’esperimento Sox che si svolgerà nei laboratori di fisica sotto al Gran Sasso, attività scientifica per la quale verrà utilizzata una potente sorgente radioattiva.

Lo slogan più divertente che è stato cantato è: “Difendi dal basso l’acqua del Gran Sasso”, ma la scarsa partecipazione ad una iniziativa fondamentale – quale è quella della difesa della salubrità della falda acquifera che ci dà vita e salute – avrebbe dovuto suggerirne un altro: “difendi da casa l’acqua del Gran Sasso”, oppure “difendi dal Centro Commerciale Gran Sasso l’acqua del Gran Sasso”.

I giornali hanno scritto all’unanimità che la partecipazione è stata eccezionale, mentre io sostengo l’esatto contrario. Come mai?

Intanto bisogna fare un paragone con la manifestazione antitrivelle denominata “No Ombrina” che si svolse a Lanciano nel maggio 2015, cioè appena due anni fa, alla quale parteciparono 60.000 persone.

Eppure a quel tempo esistevano i favorevoli alle trivelle e i contrari, con una opinione pubblica divisa fra i governativi e gli antigovernativi. Ciò nonostante la partecipazione fu oceanica.

Ieri, al contrario, erano tutti favorevoli: favorevoli i partiti sia di sinistra che di destra, favorevoli tutti i sindacati, favorevoli decine di associazioni ambientaliste locali e nazionali, favorevoli i sindaci e le istituzioni, favorevoli associazioni di categoria, favorevoli università ed enti di tutti i tipi. Contrario nessuno. Nessuno contro la scienza, nessuno contro gli esperimenti, ma tutti a favore della salvaguardia della purezza della nostra acqua.

Eppure solo 2.500 persone su un totale di 700.000 utenti direttamente interessati dall’acqua del Gran Sasso, pari allo 0,35% delle persone coinvolte dalla questione. Statisticamente il nulla.

Come mai tanta indifferenza spacciata per grande partecipazione dagli organizzatori (tutti indistintamente a caccia di voti per le prossime elezioni)? Perché il popolo è ormai supino a tutto, specie i giovani. Perché il popolo pensa che non ci sia alcun pericolo. Perché il popolo è ignorante e incosciente come mai prima d’ora.

Soprattutto il popolo ignora che la società acquedottistica Ruzzo S.p.A. è di proprietà dei Comuni, i quali Comuni da decenni avrebbero dovuto pretendere che le nobilissime attività scientifiche dei Laboratori del Gran Sasso e la fondamentale autostrada di collegamento con la capitale non interferissero con le captazioni di acqua potabile purissima che la natura ci dona.

Quelle opere di isolamento e di messa in sicurezza che si dovevano e si devono realizzare con priorità assoluta, ma che invece restano vuoti discorsi e vuote petizioni di principio.

Non è un caso che il famigerato Masterplan per l’Abruzzo, compilato dall’insipienza del governatore Luciano D’Alfonso, preveda 52 milioni di euro per il Ruzzo al solo scopo di potabilizzare la pessima acqua dei bacini di raccolta, ma non prevede nemmeno un euro per mettere in sicurezza la fonte più pura che abbiamo, cioè quella del Gran Sasso.

E si noti che il Masterplan comprende finanziamenti governativi ed europei, non solo e non tanto quelli locali.

Basti questo dato a rendere conto del fatto che quei mentecatti politici che ieri sfilavano con le fasce da sindaco sono degli irresponsabili, degli acchiappagalline, dei peraccottari, dei poveracci che lucrano consenso sulla pelle di ignoranti, al pari di quei politicanti da strapazzo che fingono di fare gli ambientalisti per aspirare alle lucrose cariche elettive (oppure per lucrare poltrone e incarichi di ogni genere, sempre ben remunerati).

Un flop numerico è stata la sfilata, come pure sono stati un flop sia il livello della discussione in piazza Sant’Anna e sia le risposte che la politica avrebbe dovuto dare alla cittadinanza (risposte che non è minimamente in grado di dare).

Ma siccome la gente dorme, tutti si esercitano a esultare, tutti si complimentano, tutti applaudono.

I politicanti si fregano le mani, i vecchi sono giustamente arrabbiati perché “ai miei tempi queste vergogne non sarebbero potute succedere”, i giovani si fanno un selfie e giocano sugli smartphone, i ricchi si divertono nei centri commerciali e la comunità non esiste più.

(reportage fotografico di Yuri Tomassini)

5 Responses to "Flop della manifestazione sull’acqua: esperimenti radioattivi e inquinamento delle falde del Gran Sasso possono tranquillamente continuare"

  1. Cittadino Teramano   12 novembre 2017 at 23:31

    Devo dire che sono d’accordo con Lei Francia.
    Brava gente che sfilava ma politici e cosiddetti leader locali penosi, incapaci, colpevoli di omissioni e ritardi, senza alcuna seria idea su cosa fare se non farsi vedere e cercare di racimolare qualche consenso.

  2. Anonimo   13 novembre 2017 at 10:04

    Come non essere d’accordo

  3. Anonimo   13 novembre 2017 at 20:25

    Condivido appieno e mi vergogno per la mia città (Teramo), ma ci terrei a precisare che gran parte della popolazione non è stata debitamente informata di nulla in quanto gli stessi così tronfi nello sfilare con le belle fasce si sono ben guardati dal pubblicizzare e far conoscere alla cittadinanza tale evento. Nessuno e sottolineo nessuno nella via in cui abito lo sapeva.
    Leonida

  4. Carlo Taraschi   14 novembre 2017 at 16:00

    Troppo seria la quiestione per fare sterile polemica
    Nessuno dorma

  5. Claudio   16 novembre 2017 at 11:11

    Vergognoso l’omertà delle nostre istituzioni !! ma dico anche che altrettanto vergognoso che noi tutti ci incazziamo se l’italia è stata eliminata dal mondiale e non ci arrabbiamo se l’eta pensionabile la innalzano sempre di più o come in questo caso clamoroso ci fanno bere acqua contaminata. Incredibile !! siamo veramente un popolo strano .. che più strano non si può.

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