Tutto il nervosismo di Paolo Gatti, minuto per minuto

Tutto il nervosismo di Paolo Gatti, minuto per minuto

di Christian Francia  –

Fare il politicante di successo, come fa da una vita Paolo Gatti, è una potente forma di tossicodipendenza.

Dipendenza dai soldi (13.500 euro netti al mese), dipendenza dalla gestione del potere, dipendenza dalla gestione della clientela, dipendenza dal fascino sensuale che la poltrona esercita su una larga fetta del popolo femminile.

Va da sé che l’ipotesi di perdere il redditizio mandato politico susciti un nervosismo incontenibile, specie quando si comprende che l’agognato seggio parlamentare si allontana dall’orizzonte delle tue possibilità.

La frattura definitiva fra il gruppo consigliare teramano “Futuro In” e il sindaco Maurizio Brucchi si manifesta in un momento niente affatto casuale, perché queste sono le settimane nelle quali si decidono le candidature alle imminenti elezioni politiche nazionali che si svolgeranno fra quattro mesi (la data presumibile è il 18 marzo 2018).

È arcinoto che Paolo Gatti aspiri da anni a divenire un parlamentare della Repubblica, tentativo già fallito alle scorse elezioni del 2013, quando venne trombato nelle liste di “Fratelli d’Italia”, partito usato come un autobus per Roma, dal momento che Gatti vi transitò per farsi eleggere e ne discese subito dopo per non essere stato eletto.

Oggi il problema di Gatti è essere eletto nelle liste di Forza Italia, ma ha già capito che non c’è trippa per lui in quanto – come apprendiamo direttamente dalla direzione nazionale del partito – sembra che in pole position per il listino bloccato del riparto proporzionale nel collegio di Teramo alla Camera dei Deputati ci sia Gianni Chiodi, fedelissimo del potente Gianni Letta. Quindi un posto sicuro risulta già occupato.

Un altro posto sicuro per Forza Italia è quello di capolista nel listino bloccato del riparto proporzionale nel collegio di Teramo-L’Aquila al Senato della Repubblica, ma non è detto per nulla che il capolista possa essere un teramano, quanto piuttosto un aquilano come ad esempio la senatrice in carica Paola Pelino che è fedelissima e vicinissima a Berlusconi.

Resterebbero contendibili i posti nel riparto maggioritario, laddove le coalizioni indicheranno un solo nome alla Camera e un solo nome al Senato, ma costoro risulteranno eletti solo se le rispettive coalizioni prendessero un voto in più di tutti gli altri avversari, ragion per cui sarebbe difficile per la coalizione del centrodestra prendere più voti del Movimento 5 Stelle che si prevede farà sfracelli nei collegi maggioritari.

Ad aggravare la situazione ci si mette pure Brucchi il quale, come riferiscono autorevoli parlamentari in carica di Forza Italia, sembra si sia fatto nella capitale una reputazione molto maggiore rispetto al quasi sconosciuto Paolo Gatti, grande raccoglitore di preferenze locali ma ignorato totalmente dai capi partito di Roma che devono decidere la composizione delle liste elettorali.

E infatti da Roma dicono chiaro e tondo che Brucchi, qualora la Legislatura dovesse concludersi anticipatamente (cioè prima del 15 marzo 2018, cosa altamente probabile), potrebbe essere messo in lista sopra a Gatti in quanto la conclusione anticipata della Legislatura renderebbe inapplicabile l’ineleggibilità dei sindaci prevista per coloro che non si fossero dimessi sei mesi prima (cioè entro la metà dello scorso settembre 2017).

L’ipotesi che persino Brucchi abbia maggiori chance di essere eletto in Parlamento rispetto a lui, ha mandato in bestia Paolo Gatti (i gatti del resto sono bestie) e lo ha spinto al braccio di ferro finale con il suo partito, reo di non considerarlo la punta di diamante della compagine forzista.

Purtroppo però sia il coordinatore regionale di Forza Italia Nazario Pagano che il coordinatore provinciale teramano Vincent Fanini risultano insensibili alle grida gattiane perché sanno bene che fuori da Forza Italia Gatti finirebbe nel dimenticatoio, come successe alle scorse elezioni politiche sull’autobus di Fratelli d’Italia.

E se è vero che i teramani non sono fascisti bensì totalmente democristiani da 70 anni, è facile comprendere che i candidati di Fratelli d’Italia e della Lega Nord non verranno mai eletti a Teramo, cosa che invece è plausibile all’interno della postdemocristiana Forza Italia.

A tutto ciò deve aggiungersi che i sette parlamentari attuali del centrodestra abruzzese non hanno nessuna intenzione di farsi da parte e i sondaggi demoscopici prevedono che il centrodestra otterrà di nuovo sette parlamentari totali in Abruzzo. Altro nervosismo.

Chi guadagnerà di molto sarà il Movimento 5 Stelle che crescerà dagli attuali 5 parlamentari abruzzesi a ben 9, mentre specularmente gli attuali 9 parlamentari del centrosinistra si ridurranno a 5. Altro nervosismo.

La mossa disperata di Gatti è mandare a casa il sindaco Brucchi per azzopparne la credibilità politica locale (e nazionale) e cercare di ostacolarne le mire parlamentari.

Non vi è altro motivo, specie se si pensa che solo tre mesi fa Gatti parlava dell’ipotesi di commissariamento del Comune di Teramo come di una iattura, mentre oggi dichiara esplicitamente che “il commissario non è una iattura”.

Meglio rischiare per l’ennesima volta di passare per un incoerente, piuttosto che essere sicuri di essere trombati nuovamente, con l’abbandono dei sogni di gloria romani e del potere/prestigio che derivano dalla cadrega parlamentare.

Questa è l’unica verità e l’unico movente che spinge il nervosissimo Paoletto, già in crisi di astinenza dal potere, a differenza di un serafico Maurizio Brucchi e di un olimpico Gianni Chiodi, entrambi sicuri delle loro carte vincenti.

Come se ciò non bastasse, con un tempismo da James Bond, il Ministro dell’Interno Minniti a mezzogiorno di oggi 9 novembre 2017 ha ulteriormente prorogato i termini per l’approvazione del bilancio di previsione dei Comuni colpiti dal terremoto 2016 (fra i quali pure Teramo), allungandoli fino al 31 dicembre 2017.

Questo colpo di culo aiuta Brucchi a restare in sella e vanifica gli sforzi di Gatti di mandarlo a casa confidando nell’infruttuoso spirare del termine perentorio di approvazione del bilancio.

Peraltro, quei tre sfigati politici degli assessori gattiani – che giusto questa mattina hanno rimesso le proprie dimissioni nelle mani del sindaco – stanno mangiandosi le mani per aver rinunciato definitivamente alla lucrosa poltrona assessorile un’ora prima che il Ministero dell’Interno allungasse a sorpresa la vita a Brucchi.

A nome di tutti i teramani ringrazio i tre micetti ex assessori per essersi tolti dai coglioni e per consentire che il Comune risparmi 27.000 euro l’anno cadauno (cioè l’entità di uno stipendio assessorile) per un totale di 81.000 euro annui, soldi che potranno certamente essere aggiunti al bilancio per rimpinguare gli attuali risibili stanziamenti sulla cultura.

Contestualmente depreco il sindaco che ha speso 81.000 euro annui per circondarsi di:

– nullità del calibro di Franco Fracassa (re degli avidi, il quale dichiarò da consigliere che gli assessori avrebbero dovuto azzerarsi gli stipendi, salvo intascare gli emolumenti non appena assurto al soglio assessorile);

– nullità del calibro di Caterina Provvisiero (assessore alla cultura sulla cui cultura personale stendo un velo pietoso);

– nullità del calibro di Eva Guardiani (che ricordo essere la responsabile politica dei sei milioni di euro di danni arrecati al bilancio provinciale teramano per il disastro Teramo Lavoro da lei pilotato in qualità di assessore provinciale).

Nessuno dei tre ha risolto un problema che fosse uno, per cui verranno rottamati dinanzi al tribunale della memoria, a imperituro memento di quei sottosviluppati che li hanno votati (che mi vergogno di chiamare concittadini).

Naturalmente i tre dimissionari, incazzati come le bisce per aver rinunciato alla poltrona su ordine del loro capo politico, da vittime della hybris gattiana non si ricandideranno certo a servizio del micetto, togliendo un’altra fetta di consenso al loro attuale dante causa.

E Brucchi non tarderà a far sapere a Berlusconi che quell’infame del sodale di partito – per interessi personali – ha minato la sedia di un sindaco di Forza Italia dall’interno, facendo una figuraccia che travalica i confini comunali e provinciali.

Parimenti, Vincent Fanini e Nazario Pagano sottolineeranno che Gatti è persona inaffidabile e ingrata, egoista e pericolosa per la crescita e il rinnovamento di Forza Italia.

Lo stratega questa volta ha fatto male i conti e il vento della fortuna riempie le vele di Brucchi sgonfiando quelle del micio.

E il nervosismo si impenna, passando dall’ansia al turbamento, dall’agitazione all’angoscia.

Forza Italia.

13 Responses to "Tutto il nervosismo di Paolo Gatti, minuto per minuto"

  1. Gattino inculato   9 novembre 2017 at 17:07

    Oh Francia, mi fi’ ammatti’

  2. Anonimo   9 novembre 2017 at 17:09

    Che goduria

  3. Mamma   9 novembre 2017 at 19:05

    Si sarebbe una goduria se fossero trombati tutti e finalmente andassero a lavorare!!anzi a spiana’ li’ mndagn!!! Francia Santo subito….

  4. Emiliano Bruni   9 novembre 2017 at 20:16

    Questo articolo è stupendo!!!
    Preferisco firmarmi perchè così potranno schedarmi!

  5. Pino   9 novembre 2017 at 22:34

    Parole superlative!
    Lottai pago!

  6. Anonimo   10 novembre 2017 at 9:55

    Christian, la tua disamina, riempie il cuore di gioia, l’arroganza non premia!
    Tutto arriva per chi sa aspettare!!

  7. eatthecat   10 novembre 2017 at 9:56

    occhio che il Gatto cade sempre in piedi!

    ha 7 vite e non muore mai, troverà il modo di riciclarsi e far dimenticare queste sciagure causate da persone che lui ha scelto.

  8. amalia   10 novembre 2017 at 10:21

    Francia, non assomigli affatto a quella specie di giustiziere che spara cazzate e mantiene i piedi in tutte le staffe. Hai fatto bene a lasciarlo perdere.
    Possiedi un coraggio e una capacità espressiva che l’altro non è nemmeno in grado di immaginare

  9. Fabio   10 novembre 2017 at 13:56

    Sei un mito anzi un “vero” giornalista !

  10. Anonimo   10 novembre 2017 at 14:26

    Si è fatto inchiappettare dal “compagno” minniti.

  11. Anonimo   10 novembre 2017 at 15:01

    puro orgasmo!!|!

  12. Anonimo   10 novembre 2017 at 18:55

    francia sindaco. pensaci…se le persone come te si sottraggono alla campagna elettorale tutta la città ci perde…

  13. Pasquino   11 novembre 2017 at 5:32

    Godo!

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