Mobbing all’IZS: licenziare i mobbizzatori o rendersi loro complici?

Mobbing all’IZS: licenziare i mobbizzatori o rendersi loro complici?

di Christian Francia  –

La domanda del titolo dovrebbe essere di particolare interesse per l’opinione pubblica teramana in quanto lo scivolamento verso la barbarie che attanaglia le nostre istituzioni è ogni giorno più preoccupante.

La notizia è quella dell’ordinanza del 3 ottobre 2017 attraverso la quale la Suprema Corte di Cassazione ha sancito definitivamente l’esistenza del mobbing esercitato da taluni dirigenti dell’Istituto Zooprofilattico dell’Abruzzo nei confronti di uno stoico veterinario dipendente dell’IZS, Antonio Maitino, che ha combattuto per dieci lunghissimi anni una battaglia contro i suoi aguzzini.

Oggi sarebbe un bel giorno per la “Giustizia” se le conseguenze giuridiche dei tre gradi di giudizio venissero comprese fino in fondo e non ci si limitasse a prendere atto che un dipendente (che ha sempre svolto il suo dovere) ha subìto perfide vessazioni dai suoi superiori, ma si adottassero tutti i provvedimenti disciplinari nei confronti degli aguzzini, dei molestatori, degli abusatori.

In primo luogo occorre dare un nome e un cognome ai responsabili, affinché vengano messi alla berlina, affinché vengano insultati come meritano, affinché tutti conoscano chi sono, che faccia hanno, di quali turpi comportamenti si sono resi autori. Affinché l’IZS possa licenziarli come meritano per aver infangato il nome e il prestigio dell’Istituto, per aver mutilato la professionalità e le prestazioni di un dipendente capace, per aver causato ingenti danni economici che l’IZS deve pagare al Maitino come risarcimento, deve pagare all’avvocato di Maitino, deve pagare finanche all’avvocato dell’IZS.

E tutti questi costi gravano ingiustamente sulla collettività fino a quando non saranno messi a carico dei colpevoli.

Gli aguzzini sono tre dirigenti dell’IZS: Nicola Ferri, Paolo Felice Dalla Villa e Claudia Rasola. Ricordate questi nomi quando li incontrate per strada. Ricordatevi di sputare loro sulla faccia per quello che hanno fatto, per le sofferenze che hanno causato, per i danni economici e psicologici che hanno provocato.

Ricordateli perché il quotidiano Il Centro non li ha nominati nemmeno nell’articolo che ha pubblicato ieri sulla vicenda. Eppure sarebbe dovere di cronaca indicare i responsabili quando ci sono, quando si conoscono e quando sono note le loro malefatte.

Ma Il Centro pare avere pudore, timore, reticenza. Una ingiustificata reticenza che protegge la reputazione degli aguzzini, in tal modo facendo loro un regalo che non meritano.

E va segnalato anche l’accanimento della direzione dell’IZS che dapprima ha perso dinanzi al Giudice del lavoro di Teramo in primo grado (facendosi patrocinare dall’avvocato Tommaso Marchese), poi è stata bastonata dalla Corte d’Appello di L’Aquila (facendosi patrocinare dall’avvocato Franco Di Teodoro) e infine si è fatta pisciare addosso dalla Corte di Cassazione (facendosi di nuovo patrocinare dall’avvocato Franco Di Teodoro).

Le sentenze di secondo e di terzo grado hanno riconosciuto che i ricorsi dell’IZS facevano integralmente cagare, cagare al punto da dover condannare l’Istituto a versare un ulteriore contributo unificato per quanto si sono rivelati risibili i motivi di ricorso.

Delle due l’una: o l’Ente si è avvalso di un professionista non all’altezza (e ci piacerebbe non crederlo), oppure non c’erano proprio appigli giuridici per difendere lo Zooprofilattico e i dirigenti mobbizzatori.

La questione di merito è talmente grave da essere odiosissima: il povero medico veterinario Antonio Maitino, come detto dipendente dell’IZS, segnalò doverosamente la presenza di amianto sul suo posto di lavoro e accusò doverosamente l’Ente di averlo perseguitato dal 2008 al 2011 con cinque provvedimenti disciplinari ravvicinati e progressivamente vessatori.

La sua vita professionale (e non solo) è stata distrutta scientificamente da gente sconsiderata che lo ha seviziato disciplinarmente per essere colpevole di fare il proprio dovere e di invocare l’applicazione delle leggi.

I giudici hanno certificato sia “la situazione mobbizzante con riferimento alla pretestuosità delle sanzioni e alla loro reiterazione nel tempo”, sia la “illegittimità e ingiustizia di ciascuna delle sanzioni disciplinari inflitte al dipendente, tutte infondate e dettate soltanto da intento vessatorio e persecutorio.

Di fronte alla inaudita gravità di tali fatti certificati da tre tribunali della Repubblica, l’illegittimo presidente dell’IZS, cioè l’avvocato Manola Di Pasquale (politico piddino che ha usurpato la poltrona più alta dell’Istituto in brutale violazione della legge che prevede che possa essere unicamente un esperto di sanità pubblica veterinaria a poter presiedere lo Zooprofilattico), ha dichiarato spavaldamente: “C’è una sentenza che riconosce che ci sono stati comportamenti non rispettosi dei ruoli e delle attività svolte dai dipendenti. Ne possiamo solo prendere atto. Siamo convinti che non ci saranno più episodi. L’attività della nuova governance è stata rivolta alla risoluzione bonaria dei numerosi contenziosi che l’istituto aveva con i dipendenti su vari argomenti”.

Magari fosse così facile. Magari bastasse sparare due cazzate ai quotidiani e alle televisioni.

Intanto bisognerebbe sapere se l’Istituto stia avviando i doverosi procedimenti disciplinari a carico dei predetti dirigenti aguzzini.

Bisognerebbe saperlo sia per ragioni di giustizia, sia per ragioni di equità e imparzialità, sia perché i cittadini vorrebbero sapere se le centinaia di migliaia di euro che hanno sborsato fino ad oggi per questa storiaccia possano essere recuperati dalle tasche dei responsabili del disastro umano, professionale e amministrativo.

E soprattutto bisognerebbe saperlo perché se non si avviassero i procedimenti disciplinari vorrebbe dire che la direzione si starebbe rendendo complice degli aguzzini, dei persecutori, dei vessatori.

In secondo luogo Manola è proprio l’ultima che possa affermare “che non ci saranno più episodi” di mobbing all’IZS, ed è proprio l’ultima a poterlo affermare in quanto fu lei in persona a scrivere un’infame email contenente minacce di licenziamento nei confronti dello stesso Antonio Maitino, il quale giustamente denunciava come fosse illegale che lei potesse usurpare la poltrona presidenziale senza possedere gli obbligatori requisiti prescritti dalle leggi in vigore (al riguardo vedasi l’apposito articolo: http://www.ilfattoteramano.com/2016/07/11/allizs-ribolle-linnominabilita-di-manola-di-pasquale-nel-cda-lei-da-bruto-minaccia-licenziamenti/).

Manola Di Pasquale: l’illegittimo presidente dell’IZS

Alla luce della pietra tombale che la Cassazione ha posto sopra un sopruso non solo illegittimo, ma infamante per un intero Ente pubblico e per chi lo rappresenta, bisogna sottolineare che tutti e tre i gradi di giudizio hanno sanzionato la condotta del dirigente Nicola Ferri che è risultata “di natura vessatoria e che si è estrinsecata in una sequela di atti e di comportamenti” finalizzati “a liberarsi dalla presenza del ricorrente, addebitandogli tutta una serie di illeciti disciplinari inconsistenti e pretestuosi, al solo scopo di infliggergli sanzioni disciplinari propedeutiche al licenziamento”.

Cosa potrebbe fare di peggio un dirigente per meritarsi il licenziamento?

E cosa avrebbe potuto compiere di più infame il dirigente Paolo Felice Dalla Villa, colpevole di aver sanzionato il Maitino per essersi “limitato a segnalare la presenza di amianto” sul proprio luogo di lavoro, amianto poi effettivamente riscontrato e oggetto di apposito intervento di bonifica?

E che dire del contegno della dirigente Claudia Rasola, responsabile secondo i giudici di aver sanzionato il Maitino poiché si rifiutava di compiere atti contrari ai suoi doveri (in particolare di sterilizzare cani di proprietà privata, attività che i suoi superiori volevano che si svolgesse al di fuori della legge, causando pure un danno erariale in quanto l’IZS non è certo un centro di assistenza veterinaria gratuita per gli animali da affezione di chicchessia)?

Tre gradi di giudizio hanno confermato che gli interventi veterinari illegittimamente richiesti al Maitino, e giustamente da lui non svolti, “non dovevano e non potevano essere eseguiti”.

Tre gradi di giudizio hanno sancito che le raccapriccianti sanzioni disciplinari inflitte ripetutamente al Maitino furono volte a punire comportamenti ritenuti “addirittura doverosi” in quanto l’IZS pretendeva che il dipendente facesse cose illegali e subisse i danni di salute legati alla pericolosità dei luoghi di lavoro, infestati dall’amianto.

I giudici hanno vomitato tutto il veleno del mondo contro i soprusi perpetrati a danno del povero medico veterinario: “demansionamento, sanzioni, umiliazioni, isolamento, mancato rispetto della privacy, richieste di chiarimenti inevase, aggressioni alla sua reputazione personale”.

La Cassazione ha ristabilito la verità dei fatti e ha ridato dignità ad un dipendente che ha stoicamente resistito alle sevizie subite, ma la Giustizia avrà trionfato solo a metà fino al giorno in cui non solo l’innocente sarà stato dichiarato abusato, vessato e perseguitato, ma anche i responsabili degli abusi e delle vessazioni persecutorie abbiano ricevuto la giusta mercede per le loro angherie e sopraffazioni.

P.S.: In allegato la lettera di Antonio Maitino: Chi combatte rischia di perdere.

20 Responses to "Mobbing all’IZS: licenziare i mobbizzatori o rendersi loro complici?"

  1. Anonimo   10 ottobre 2017 at 7:32

    Minchia che briscola!!

  2. Anonimo   10 ottobre 2017 at 9:10

    lu belle Caporale!

  3. sasa'   10 ottobre 2017 at 12:09

    ma adesso chi pagaaaaaaaaaa????????????????????

  4. MASSIMO RIDOLFI   10 ottobre 2017 at 12:41

    Mobbing

    il mobbing è
    un piccolissimo topolino grigio

    quasi più piccolo della punta
    di uno spillo

    che inaudito ti comincia a masticare
    dall’interno

    digerendo tutto in una
    muta montagna di ingiustizia

    che solo tu vedi
    e che cominci a scalare

    a mani nude
    forti come possono esserlo le mani di un uomo

    posseduto da un senso morale
    più grande di te

    e che nella tua strenua resistenza
    rischi involontariamente anche l’autolesionismo

    e senza che il pensiero di cedere
    ti abbia mai sfiorato

    e tutto è rintracciabile nell’atavismo psicologico
    di un radicato e primordiale spirito di conservazione

    e più quella piccolissima bocca morde
    e più la tua carne si fa fibrosa

    come atto supremo di sopravvivenza alla disperazione
    scoordinato nei gesti

    imperfetto
    come questa poesia.

  5. Anonimo   10 ottobre 2017 at 14:21

    Tutti coloro che hanno fatto grande l’Istituto si stanno rivoltando nelle tombe.

  6. Anonimo   10 ottobre 2017 at 15:01

    Se non sei in malafede devi anche ricordare chi era il direttore all’epoca dei fatti….

  7. Anonimo   10 ottobre 2017 at 15:34

    Già. Chi era il Direttore all’epoca dei fatti?

  8. Antonio Maitino   10 ottobre 2017 at 16:03

    Mi permetto di precisare che le azioni vessatorie da me subite sono avvenute durante la Direzione del Prof.Vincenzo Caporale.

  9. Anonimo   10 ottobre 2017 at 16:54

    E oltre agli articoletti satirici il Sigfrido qui di fianco ha nulla da dire? Tutto questo non succedeva a casa “sua”?

  10. CLAUDIO   10 ottobre 2017 at 19:54

    BOTTE DA ORBI

  11. Teramano   10 ottobre 2017 at 20:54

    Ed il prode Caporale ha ancora la faccia tosta di parlare. Riguardo ai tre sgherani che paghino tutte le spese come è giusto che sia.

  12. Giovanni   11 ottobre 2017 at 12:18

    Credo che, per porre un freno all’attività di mobbing, debbano essere licenziate le persone che nella catena di comando si trovano a monte della persona dichiarata colpevole di mobbing.
    E’ evidente infatti l’incapacità al comando se non se ne è a conoscenza, o la complicità se ne è a conoscenza.
    Occorrerebbe modificare la normativa, su questo.
    Questa gente non merita di lavorare.

  13. un collega izs   11 ottobre 2017 at 15:07

    Complimenti dott.Maitino, grande soddisfazione per la sofferta vittoria giuridica e soprattutto per lo schiaffo morale dato a tutti complici,silenti e non, di questa brutta storia.
    Che la sua vicenda sia da monito in tutte le amministrazioni pubbliche dove da troppo tempo si perpetuano simili vessazioni a danno dei dipendenti non “allineati” con le stanze dei bottoni. Per e da troppo tempo gli IZS stentano a collocarsi contrattualmente nella sanità pubblica nonostante abbiano una normativa ben precisa, quando si tratta di diritti contrattuali del dipendente, gli amministratori sembrano arroccarsi nella terra di nessuno dove ignorare le regole è la norma con il placet dei governatori di turno.
    In particolare, da esterno, so che l’IZSAM è stato proprietà privata Caporale e evidentemente si sente forte ancora la sua presenza di padre-padrone, la quale ha inciso con il suo peso sull’educazione dei dipendenti, tutto ciò con i soldi dei cittadini sbattendosene delle regole e delle leggi in nome del: “qui comando io” e quest’è casa mia!

    Restiamo in attesa delle conseguenze e dei provvedimenti che la politica intenderà prendere nei confronti di chi si è macchiato di tali crimini (nn trovo altro termine ) nel corso del suo mandato pubblico e istituzionale.
    cordialmente.

  14. Anonimo   11 ottobre 2017 at 15:38

    Nicola Ferri ha fatto mobbing pure su di me, una persona pericolosa e sadica

  15. L'antitaliano   11 ottobre 2017 at 23:10

    E pensare che qualche mese fa in Piazzetta del Sole il Dr. Dalla Villa, alla presenza
    della Di Pasquale, comiziava il pubblico sul benessere… animale!
    Che buoni sentimenti e quanta dolcezza usava applicare con le bestie!!!.
    Peccato che non facesse lo stesso con i suoi simili…

  16. Zozzerie italiana   13 ottobre 2017 at 7:12

    Altro che punizione! Va a finire che l’IZS pagherá loro anche le spese legali!

  17. Teramano   13 ottobre 2017 at 8:23

    XZozzeria. L’IZS HA SEMPRE PAGATO. CIOÈ ABBIAMO SEMPRE PAGATO. VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA

  18. Ex dipendente   16 ottobre 2017 at 4:19

    Nicola Ferri ha fatto mobbing pure a me, un mobbing pesante, estenuante, fatto di umiliazioni continue, lasciate correre, senza alzare un dito. È una pessima persona, oltre che un pessimo professionista. Rimane ancora in piedi solo perché sa circondarsi di persone potenti …piace alla gente che piace..

  19. Sigfrido   17 ottobre 2017 at 9:52

    Sigfrido presente.
    A casa mia “succedeva e succede”, leggi bene tra le righe e capisci che hai messo a fuoco il Sigfrido sbagliato. Ci fossero stati altri Sigfrido in IZS le cose sarebbero cambiate da un bel pezzo e comunque, riconoscere competenze a chi lo merita e contrapporre il tutto al’attuale pessima gestione politica non significa giustificare atteggiamenti e situazioni pregresse. Rileggi bene l’articolo. Non sono Vincenzo Caporale se è ciò che pensi

    Sigfrido

  20. Anonimo   18 ottobre 2017 at 22:47

    Non pagheranno mai. Non ammetteranno mai le proprie responsabilità. Piccoli uomini.

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