Metti una sera al bar “Borsalino” con Tanino Liberatore

Metti una sera al bar “Borsalino” con Tanino Liberatore

di Christian Francia  –

Metti che hai un amico speciale come Bernardo Neri, artista della penna Bic dalla quale non si separa mai, la Bic che è simbolo di semplicità e che è la porta di accesso più popolare che esista alla scrittura, ma è anche un’arma pericolosa perché “ne uccide più la penna che la spada”.

Metti che Bernardo è amico di un artista immenso quanto schivo, uno che viene idolatrato da critici e collezionisti di tutto il mondo, dagli amanti del fumetto quanto dagli estimatori dell’arte più ispirata, più sincera, più virtuosa, più difficile, più bisognosa della manualità e dell’artigianalità.

Mi riferisco a Tanino Liberatore, personaggio talmente maiuscolo per la sua fama planetaria quanto minuscolo nell’ego e nella genuinità che lo contraddistingue, nel riserbo che lo avvolge e lo tiene distante dalla ribalta, dalle apparizioni pubbliche e dalle interviste.

Tanino vive e lavora a Parigi da decenni, ma come in pochi sanno è abruzzese di Quadri in provincia di Chieti, paese al quale è legatissimo e dove sovente trascorre le ferie estive.

Metti che una sera Bernardo decida di fare un’improvvisata a Tanino e con la rapidità di un fulmine organizzi un pulmino assieme al vulcanico Italo Di Giovine, il teramano presidente regionale dell’Unione Italiana Ciechi.

Metti che nell’avventura venga imbarcato un altro grandissimo teramano, Vito Cardelli, cantante e virtuoso dell’organetto che ha fatto della musica una visionaria filosofia di vita (visionaria perché non ci vede dalla nascita).

Metti che sul pulmino imbarchiamo al volo un grande fotografo come Yuri Tomassini, teramano anche lui, insegnante e amante dell’arte che con il fumetto e con quella rivista di culto chiamata “Frigidaire” ha avuto frequentazioni e collaborazioni dirette.

Metti che piombiamo a Quadri come fossimo un “A-team” vintage pieno di pazzi scatenati che suonano e cantano a squarciagola.

Metti che ci abbattiamo all’imbrunire a casa di Tanino come una tempesta nella calma tombale del paesino e iniziamo a cantare facendo affacciare tutto il vicinato, entusiasta di quell’uragano a ciel sereno.

Metti che lui sia andato al bar “Borsalino”, dove lo raggiungiamo sfrecciando con il nostro pulmino da guerra.

Metti che lo troviamo che si stava tranquillamente congedando da amici e parenti per far ritorno all’indomani nella sua Parigi.

Metti che lo travolgiamo di baci, di musica e parole, con un’ondata di calore umano da mezzogiorno di fuoco.

Metti che il bar si risvegli come fosse a Las Vegas, che gli avventori si eccitino, che tutti vogliano offrire da bere, che inizino a volare le birre, che la voglia di cantare contagi tutti come la peste.

Metti che Vito Cardelli si scateni con l’organetto e che Italo lo accompagni con il tamburello, metti che Tanino non ci capisca niente e venga portato via dalla piena umana.

Metti che la moglie di Tanino, la meravigliosa signora Maria, si faccia prendere dall’entusiasmo e che si colleghi via skype pure con la figlia Marianna la quale assiste a distanza allo spettacolino divertita e incredula.

Metti che si cominci a ridere a crepapelle, che si brindi alla vita, che si facciano progetti artistici a breve termine, che si discuta delle mani fatate di un genio del disegno.

Metti che spunta una penna dall’inchiostro colore dell’oro e che Tanino abbia un fremito nei polpastrelli.

Metti che cominci ad arabescare su un foglio e che componga un ritratto di signora con la maestria e la leggerezza di un albatro nei cieli del suo infinito talento.

Metti che si organizzino concerti e serate da celebrare a Quadri la prossima estate, ma lo si minacci pure di piombare alla prossima vernice di una sua mostra parigina programmata fra poche settimane.

Metti che lo si abbracci a nome dell’Abruzzo per aver dato lustro a questa tranquilla regione, sita alla periferia di un Paese onusto di storia e di arte.

Metti che si faccia un ultimo brindisi e che ci si lasci con grandi pacche sulle spalle e la promessa di rivedersi prestissimo.

Metti che gli occhi di tutti luccichino di gioia e di fratellanza, compresi gli anziani di Quadri travolti da un insolito destino in una tranquillissima serata settembrina al bar del paese.

Metti che solo i grandissimi sperimentano la fortuna di avere ammiratori che affrontano centinaia di chilometri solo per stringerti la mano e per ringraziarti di esistere.

Metti che il pulmino dell’“A-team” si dilegui nella notte stellata dopo un’adrenalinica avventura venata d’arte e di follia.

10 Responses to "Metti una sera al bar “Borsalino” con Tanino Liberatore"

  1. alessandro   20 settembre 2017 at 10:27

    Metti che leggendo quello che il grande (termine quanto mai azzeccato) Bernardo Neri mi ha ampiamente anticipato, mi vengano i luccichii agli occhi e che mi sia rammaricato per non essere venuto con voi a godere di tanta bellezza.
    Metti che mi riprometto di propormi per il prossimo anno nella replica estiva…

  2. Gennaro Castiglione   20 settembre 2017 at 10:35

    Metti che certi articoli mi riconciliano con il mondo

  3. Tanino Liberatore   20 settembre 2017 at 10:43

    Metti che sia tutto vero…Grazie ancora!!!

  4. ugo   20 settembre 2017 at 11:33

    Grande Bernardo, grande Tanino… grandi tutti!!!

  5. Maria Cristina Marroni   20 settembre 2017 at 12:29

    Metti che mi sia emozionata come non mi capitava da tempo…Serata indimenticabile!

  6. Osvaldo di Pietro   20 settembre 2017 at 14:34

    metti che un “grande” della musica, Frank Zappa abbia incontrato un “grande” della grafica per la cover di un disco: “the man from utopia” (1983) … GRAZIE !

  7. Melox   21 settembre 2017 at 2:49

    Rimango incantato…auguri a tutti
    enrico melozzi

  8. Anonimo   21 settembre 2017 at 12:09

    Ho tremato quando Bernardo mi ha preannunciato la visita a sorpresa a Quadri, temendo che Tanino si arrabbiasse. Sbagliavo, e tanto.
    Bernardo e Liberatomix sono due artisti e riescono a sorprendere, sempre.
    Foto bellissime di una serata straordinaria, di condivisione di affetto e creatività. Dunque una gran bella gioiosità. Complimenti a tutti i partecipanti. Un saluto speciale a Tanino. Un bravissimo a Bernardone.
    Rosamaria

  9. Carlo   21 settembre 2017 at 14:34

    Mani di fata

  10. Aldo   21 settembre 2017 at 14:59

    Bernardo Neri un maestro di cerimonie eccezionale.

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