Il Vietnam delle scuole teramane: incredibile che nessuno chieda le dimissioni di Paolo Gatti. Che città di merda

Il Vietnam delle scuole teramane: incredibile che nessuno chieda le dimissioni di Paolo Gatti. Che città di merda

di Christian Francia  –

Gatti-Verdone in Borotalco teramano
Paolo Gatti, basta la parola

Quando una città può essere definita una città di merda non è mai un demerito astratto, bensì una specifica responsabilità dei suoi abitanti e della sua classe dirigente.

Teramo è senza ombra di dubbio una città di merda.

Un mese fa venivano resi noti i risultati degli indici di vulnerabilità delle 33 scuole di proprietà del Comune di Teramo delle quali solo 5, pari al 15% del totale, possono vantare un indice di vulnerabilità sismica superiore a 0,65, cioè a dire il valore minimo stabilito dopo il terremoto del 2009 (tali edifici scolastici sono: Zippilli, Noè Lucidi, Lettieri, Laeng di Villa Mosca, Micronido sul fiume).

Preso atto con grandissimo scandalo che l’85% delle scuole teramane è largamente insufficiente a sopportare ulteriori sollecitazioni telluriche, mi sono affrettato a chiedere le dimissioni di Paolo Gatti e a suggerire soluzioni immediate per la massima sicurezza e per evitare lo spopolamento scolastico (http://www.ilfattoteramano.com/2017/08/03/teramo-le-scuole-da-terzo-mondo-griffate-paolo-gatti/).

Ma mi accorgo che nessuno – e sottolineo nessuno – abbia ritenuto doveroso e urgente chiedere l’allontanamento coatto di Paolo Gatti dalla vita pubblica (anche con l’esorcista, se necessario).

Delle due l’una: o sono tutti convinti che Gatti non abbia alcuna responsabilità in merito alle scuole teramane, oppure i teramani sono un popolo di pecore che è terrorizzato dalla paura di alzare un ditino contro il potente di turno.

Chiarisco ulteriormente le precise responsabilità politiche di Paolo Gatti, soggetto incapace come nessun altro di svolgere il suo ruolo di legislatore regionale (ricordo le numerose leggi abruzzesi approvate dal centrodestra gattiano dal 2008 al 2014 e impugnate per manifesta incostituzionalità) e soprattutto incapace di garantire il rispetto delle norme sulla sicurezza che riguardano gli edifici pubblici.

Il Vietnam delle scuole teramane è attribuibile interamente a Paolo Gatti sia in quanto assessore regionale alle scuole (dal 2008 al 2014), sia in quanto tutti gli assessori comunali di Teramo con delega alle scuole dell’ultimo decennio sono della sua scuderia (Romanelli, Lucantoni e Provvisiero).

Il teramese medio domanda: Embé? Ma lui che ci poteva fare? Poteva fare tantissimo e non ha fatto nulla.

1) La popolazione scolastica totale teramana (dall’asilo alle medie) è di 5.832 alunni, dei quali 1.213 alunni hanno frequentato le predette 5 scuole abbastanza sicure, mentre il restante 80% frequentante le 28 scuole insicure ha scoperto con vergognoso ritardo di essere stato sottoposto a sua insaputa a rischi enormi, e sto parlando di 4.619 alunni iscritti a scuole che rappresentano delle bombe ad orologeria pronte ad esplodere al prossimo movimento sismico.

Non v’è chi non veda come il consigliere regionale Paolo Gatti abbia svolto la funzione di sindaco ombra negli ultimi 10 anni, essendo l’artefice delle azioni ed omissioni politico-amministrative teramane, sia nella veste di capopartito degli assessori comunali delegati al ramo scolastico dal 2009 ad oggi, sia nella veste di assessore regionale delegato alle scuole dal dicembre 2008 al maggio 2014.

Dal terremoto di L’Aquila dell’aprile 2009 ad oggi sono passati oltre otto anni nei quali la politica non può invocare scusanti circa la programmazione della sicurezza degli edifici pubblici, primi fra i quali le scuole. Ma in questi otto anni non si è operato nemmeno un adeguamento sismico, mentre Paolo Gatti è stato solo capace di far intitolare l’asilo di via Diaz ad un parente di sua moglie, il compianto avvocato Giuseppe Lettieri.

Ricordo come fosse già presente nel programma politico 2004 dell’ex sindaco Chiodi (di cui Gatti fu l’assessore di maggior peso) la promessa di costruzione di un nuovo polo scolastico, così come nei programmi elettorali del sindaco Brucchi (sia nel 2009 che nel 2014) erano parimenti presenti le promesse di nuovi poli scolastici. Eppure non solo non si sono visti i poli, ma non si sono nemmeno scelte le ubicazioni, non si sono avviate le progettazioni, non si sono cercati i finanziamenti.

Siamo all’anno zero e 4.619 alunni – con le rispettive famiglie – vivono un’estate surreale senza poter sapere quando e dove rientreranno a scuola, sebbene manchino 12 giorni alla riapertura ufficiale. Una vergogna planetaria per un capoluogo di provincia.

Non solo Paolo Gatti e i suoi pessimi assessori comunali non hanno la decenza di dimettersi, ma quel che è grave è che nessun cittadino e nemmeno quelle deiezioni politiche che compongono la minoranza abbiano invocato le dimissioni a furor di popolo.

E mi complimento pure con quei luminari dei consiglieri comunali di maggioranza che si beano in una irresponsabilità istituzionale che non trova paragoni nella storia locale e nazionale.

2) Vi è poi il gravissimo inadempimento legislativo, grave al punto che Gatti ha messo in pericolo il suo stesso figlio che frequenta una delle 28 scuole ad orologeria, così come il sindaco Maurizio Brucchi ha parimenti messo in pericolo il suo stesso figlio, in una danza dell’irresponsabilità che suscita uno sdegno senza precedenti.

Infatti l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri (OPCM) n. 3274 del 2003 prevedeva all’articolo 2 che le Regioni “provvedono” all’individuazione, formazione ed aggiornamento dell’elenco delle zone sismiche, ripartite in 4 fasce di cui le fasce 1 e 2 sono quelle molto pericolose.

Il comma 3 del predetto articolo 2 prescrive testualmente: “È fatto obbligo di procedere a verifica, da effettuarsi a cura dei rispettivi proprietari, sia degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, sia degli edifici e delle opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso. Le verifiche di cui al presente comma dovranno essere effettuate entro cinque anni dalla data della presente ordinanza e riguardare in via prioritaria edifici ed opere ubicate nelle zone sismiche 1 e 2, secondo quanto definito nell’allegato 1”.

L’allegato 1 dell’OPCM n. 3274 indica la Classificazione sismica dei Comuni italiani, fra i quali Teramo risulta essere di categoria 2, quindi fra quelli che hanno l’obbligo di verifica della vulnerabilità sismica degli edifici pubblici.

Il successivo Decreto Legge n. 248/2007 ha prorogato il termine per compiere le verifiche alla fine del 2010 e da ultimo l’articolo 1 comma 421 della Legge n. 228/2012 ha ulteriormente prorogato il termine “al 31 marzo 2013”.

Quindi gli indici di vulnerabilità delle scuole teramane avrebbero dovuto essere enucleati entro e non oltre 4 anni e mezzo fa. Gatti lo sapeva, Gatti era assessore regionale alle scuole, Gatti aveva vissuto per intero il dramma del terremoto di L’Aquila verificatosi appena insediato sullo scranno regionale. Ma non fece nulla.

E dire che la Regione Abruzzo disponeva di centinaia di milioni di euro di fondi europei che avrebbero potuto essere utilizzati alla bisogna. Ma se ne è sbattuto i coglioni della sicurezza di migliaia di bambini fra i quali il suo stesso figlio.

Se nessuno si indigna lo faccio da solo e non smetterò di schifarmi fino a quando Paolo Gatti siederà in qualsiasi assemblea pubblica, fosse pure quella del suo condominio. Gli giungano i sensi della mia più profonda disistima e il ribrezzo, il disgusto, l’orrore, la repulsione, la ripugnanza e il raccapriccio che la sua sola presenza fisica suscita in chiunque abbia un minimo di schiena diritta e di occhi per guardare lo scempio politico-amministrativo nel quale sono tuttora immersi il Comune di Teramo e la Regione Abruzzo.

Pur avendo terminato gli aggettivi denigratori che merita il campione della politica teramese, è trapelata la voce che nei corridoi del Comune la direttiva sia quella di far riaprire tutte le scuole, comprese le 28 su 33 che rappresentano vere e proprie bombe ad orologeria qualora (diononvoglia) accadesse qualche nuovo terremoto.

La motivazione scellerata sarebbe che elettoralisticamente la chiusura delle scuole rappresenterebbe una macchia agli occhi dei cittadini che si apprestano alle elezioni politiche di primavera, quando sia Gatti che Brucchi aspirano ad una sontuosa poltrona da parlamentare.

Se ciò fosse vero la parola vaffanculo sarebbe gravemente inadeguata ad esprimere l’orrore del cinismo e della barbarie a cui è stata ridotta la politica cittadina.

Ma anch’io devo prendere atto di essere l’unico a vedere le cose in maniera tragica, mentre il mondo sonnecchia come fossimo dinanzi ad una commedia romantica. Se fossi Nanni Moretti direi: “Continuiamo così, facciamoci del male”. Ma non sono né Moretti né un teramese, come invece è teramese la totalità dei miei odiati concittadini che se la spassano e stimano Paolo Gatti.

10 Responses to "Il Vietnam delle scuole teramane: incredibile che nessuno chieda le dimissioni di Paolo Gatti. Che città di merda"

  1. RIP   29 agosto 2017 at 12:54

    Adorabile come al solito, lucido e lungimirante, ma i teramesi si sa prima del voto sfileranno in massa dinanzi alle sale udienze dei vari felini accoccolati

  2. Mamma   29 agosto 2017 at 13:10

    È una vita che dico”PAOLO GATTI VISCIDO” e tutti mi danno ragione ma poi quando cammina per la città si mettono tutti a 90 gradi vergognatevi Teramani poi è inutile fare manifestazioni! Bisogna portarlo in piazza e lapidarlo…….Christian sei un Grande!!

  3. Anonimo   29 agosto 2017 at 18:07

    Tanto i “teramanesi” faranno la fila per votarlo nelle prossime tornate elettorali. Verranno votati i suoi scagnozzi in comune e lui in parlamento. La prova evidente è nella manifestazione del 22 u.s., disertata dalla stragrande maggioranza dei genitori teramanesi!!!!

  4. Chiara   29 agosto 2017 at 18:32

    occorrerebbe promuovere una seria class action

  5. Fdg   29 agosto 2017 at 23:34

    Il caro Gatti se ne sbatte e si riposa alla faccia nostra sulla sua amaca in via de amicis a roseto. Quando andrete alle urna cari teramesi meditate in maniera ponderata e finalmente fate seriamente il vostro dovere votando non una persona di dx o sx ma una persona seria, seria, seria, seriaaaaaa.

  6. Amen   30 agosto 2017 at 8:05

    L’apatia è una caratteristica atavica ďi questa città. Apatici i nostri politici, apatici noi che li lasciamo fare.

  7. Anonimo   30 agosto 2017 at 12:49

    Ormai è ampiamente risaputo e condiviso: Teramo è una città di merda.
    I suoi cittadini: automaticamente, solo perchè hanno da sempre contribuito a renderla tale, sono e retesteranno cittadini di merda.
    I politichetti locali?: gentucola che galleggia sulla merda, ma pur essi stronzi di merda. Non ci sono attenuanti, ahime neppure per chi scrive.

  8. Giovanni F.   30 agosto 2017 at 12:52

    Già avuto modo di dire come sia ora di una scossa forte per la nostra perduta dignità. Siamo passivi e ignoranti e quel che abbiamo lo meritiamo ampiamente. In molti stanno chiedendo nullaosta per ricollocare i propri figli in scuole sicure, cioè con indici di vulnerabilità tra o.65 e 1, non negoziabili con stronzate politiche per beccaccioni. Qualcuno quindi, usa ancora la propria materia cerebrale senza insultarla aspettando nuove valutazioni tecniche. E’ cosa indecente. Nella richiesta di nullaosta vanno specificati i motivi e allora tutti giustamente scrivono “motivi familiari”, necessiterebbero altrimenti le scuole di punti di stoccaggio ampi, tante sarebbero le motivazioni con annessi sproloqui verso l’attuale classe politica e dirigenziale Teramana. Quello che traspare dagli aperti uffici di segreteria non è però la presa d’atto di una situazione critica e criticabile che va sponsorizzata da dirigenza e poi a scendere ma, l’estremo tentativo di dissuadere, anche se in forma abbastanza velata, da scelte sbagliate. Vengono ancora elogiati edifici che non hanno subito danni evidenti dalle ultime scosse sismiche e allora capisci perchè, se un Sindaco è l’espressione del consenso popolare, si fanno scelte ridicole a Teramo. Non capiamo ancora la differenza tra agibilità e vulnerabilità che, in casi estremi scongiurabili, fa la differenza tra il funerale di un figlio e il suo e nostro futuro. Io mi indigno in maniera altrettanto forte e spero a breve venga data possibilità a tutti di fare giustizia cancellando dalle corse elettorali future una indegna politica utilizzando penna e croce per decidere di una Teramo e di un Paese migliore. Nel frattempo proteggiamo i nostri figli perchè è dovere di un genitore, da tutto e da tutti quelli che fanno parte di questa politica di bassa lega.

  9. Titti   31 agosto 2017 at 1:31

    Ahahah ti sei scordato di Marco Chiarini… Chi è? Hai ragione.. Chi cazzi è? Uno che ha sfruttato Gatti Melarangelosenior, tutti e non ha concluso un cazzo e poi si è dimesso per far scena e invece non ha potuto fare ritorno… Da morir dal ridere.. Mangiafuoco che è rimasto bruciato… Da soloooo

  10. Anonimo   5 ottobre 2017 at 16:39

    I teramani continua a votarlo poiché il gatti si finanzia con cooperative sociali che dovrebbero garantire l assistenza scolastica e ai disabili……

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