Turismo 3.0

Turismo 3.0

di Enrico Romagnoli  –

Lungomare di Tortoreto
Uno scorcio del Lungomare di Tortoreto

I tempi cambiano nello spazio di una canzone, ma non tutti sono in grado di assorbire i cambiamenti, anzi, si resta inermi ad osservare paralizzati dalla paura.

Uno dei settori che sicuramente è più influenzato dal cambiamento è il turismo, parola che vuol dire tante cose ma che viene ridotta ad un nulla da chi non ne capisce nulla.

La costa teramana negli ultimi tempi è rimasta paralizzata dalla paura di cambiare ed evolversi, non riuscendo a concepire nessun tipo di cambiamento, per cui si va avanti con la solita mentalità retriva.

Quella mentalità che continua a pensare che “la gente qui ci viene perchè è bello e tranquillo”.

Ecco, questo ragionamento poteva essere fatto 30 anni fa con le giuste precauzioni, ora il turista si è evoluto, non è più l’incosciente tizio che vuole spendere le ferie e basta, ma è un essere consapevole che vuole stare al centro, vuole recensire, vuole sentirsi coccolato, servito e riverito, in poche parole vuole essere il protagonista della propria vacanza.

Per dare tutto questo al turista c’è bisogno di servizi da offrire, ma sulla costa abruzzese questo concetto sembra lontano anni luce, qui si va avanti seguendo l’inerzia degli anni passati, senza capire che quegli anni gloriosi in cui bastava una spiaggia pulita e un posto tranquillo dove passeggiare sono trapassati.

Il concetto è semplice: bisogna dare di più, la qual cosa non è una questione di eventi estivi in cui spendere soldi per forza, bensì piccoli accorgimenti.

Da dove si potrebbe partire? È semplice, si potrebbe partire da casa propria, nel senso che se si cura il proprio paese il turista lo noterà, come quando si ha una casa ordinata e un ospite che viene lo nota.

Curare il verde, le strade, le spiagge e il resto non è solo un bene per chi abita il posto 12 mesi l’anno, ma anche per chi è ospite per una settimana.

Bisogna captare le esigenze, capire cosa il turista vuole, non è più una gara a chi ha il litorale più bello, è diventata una corsa a chi offre di più per cui dopo aver “arredato” bene casa propria il turista si sentirà coccolato e da lì in poi si può partire con gli eventi, cercando di destagionalizzare il più possibile, altrimenti si rischia di ottenere l’effetto inverso, cioè troppo quando gia ce n’è e niente quando è poco.

Il turismo è una cosa seria, non lasciamolo al caso.

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