All’Abruzzo il prestigioso record 2017 del mare inquinato

All’Abruzzo il prestigioso record 2017 del mare inquinato

di Christian Francia  –

Mario Mazzocca - bagnarola di merda del Mare Adriatico abruzzese
Mario Mazzocca: Il sottosegretario di Luciano D’Alfonso, delegato al Servizio Idrico Integrato

Sono soddisfazioni. Se siete sotto l’ombrellone e vi va di farvi un bel bagno rinfrescante e rigenerante, sappiate che il mare italiano fa letteralmente cagare: scarichi fognari non depurati, rifiuti galleggianti e spiaggiati, cariche batteriche elevate, sostanze nocive, alghe infestanti e pesci tossici. Non ci facciamo mancare niente.

I risultati provengono dallo rapporto annuale 2017 di Goletta Verde, l’imbarcazione di Legambiente che ha navigato lungo l’intera costa nazionale per 7.500 chilometri, esaminando ben 260 punti dei quali 105 (cioè il 40%) sono risultati inquinati e, fra questi, 86 punti (cioè il 33%) sono risultati molto inquinati.

Indovinate quale potrebbe essere la Regione che ha la peggior percentuale di siti inquinati rispetto al totale dei siti monitorati? Ma certo, è proprio l’Abruzzo a poter vantare l’imbattibile record del 66% di mare “molto inquinato”, dato che sul totale di 9 prelievi addirittura 6 sono risultati particolarmente alterati dalla presenza di ogni genere di monnezza o batterio.

Le indagini microbiologiche hanno evidenziato la presenza di batteri patogeni molto superiori ai limiti di legge anche nelle acque di balneazione, quali ad esempio l’escherichia coli o gli enterococchi intestinali.

Il senso del rapporto annuale, le cui analisi sono state condotte il 4 e il 5 agosto, “è dimostrare l’inadeguatezza del servizio di depurazione delle acque. Per questo le analisi vengono fatte in particolare in prossimità di foci, canali e fossi, con l’obiettivo di dimostrare come ancora oggi siano ricettacolo di scarichi non depurati e costituiscano la principale fonte di emissione di inquinanti in mare”. Cioè a dire che Legambiente persevera nel voler scoprire l’acqua calda (cioè inquinata).

Ovviamente l’Italia figura fra gli ultimi posti in Europa per la depurazione (23ma su 28) e il nostro Paese si è già beccato “due condanne e una terza procedura d’infrazione”. Tutto come da copione.

Ieri il “Ministro dell’Ambiente e della tutela del mare” (tutela di stocazzo, verrebbe da dire) ha reso noto, quando gli hanno chiesto se non si vergognasse del porcile marittimo, che a ben 23 anni dall’introduzione della Legge Galli sulle risorse idriche in molte regioni non sono nemmeno stati costituiti gli ATO (ovvero gli Ambiti Territoriali Ottimali per la gestione del servizio idrico integrato, laddove la parola “integrato” indica l’insieme dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione).

A Teramo l’ATO ce lo abbiamo, ma per migliorarci la vita abbiamo fatto una legge regionale nel 2011 che scioglie gli ATO e istituisce l’ERSI, ovvero l’Ente Regionale per il Servizio Idrico integrato, ma come al solito l’ERSI non è mai decollato e ha approvato solo da pochi mesi il suo statuto (dopo cinque anni di sonno totale), quindi occorreranno a occhio e croce altri dieci anni prima che inizi a funzionare.

In questo scenario istituzionale da Terzo Mondo, come volete che funzioni la depurazione? Di merda. E infatti nuotiamo nella merda.

Come se ciò non bastasse, dobbiamo sorbirci il Ministro dell’Ambiente Galletti che starnazza come un galletto per scaricare le colpe sulle Regioni (che fanno certamente cagare, in primis l’Abruzzo), ma non si assume nessuna responsabilità sulla bagnarola di merda che chiamiamo mare nostrum.

Caro Ministro, ma per quale motivo nei quattro anni del suo mandato ministeriale non ha mai commissariato tutti gli enti che non adempivano agli obblighi di legge? Perché lei è un incapace, ça va sans dire.

Galletti si premura di farci sapere che sulla depurazione il governo ha impegnato due miliardi e mezzo di euro, dei quali un miliardo e mezzo di Fondi Europei FSC. Peccato che tali enormi risorse siano rimaste ad ammuffire nei bilanci pubblici, mentre il mare si ammalava sempre di più, con le conseguenze socio-economico-sanitarie che tutti possiamo immaginare.

Il Ministro precisa che l’ente gestore deve curare la depurazione e immetterla nelle tariffe, ma ci sono delle Regioni gravemente inadempienti, sette delle quali sottoposte ad apposita procedura di infrazione europea. Inutile dire che fra queste sette c’è ovviamente l’Abruzzo.

Ma allora, caro Ministro dei miei stivali, per quale motivo in quattro anni non ha preso per le orecchie quell’acchiappagalline di Mario Mazzocca, cioè a dire il sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale abruzzese appositamente delegato da Luciano D’Alfonso nella materia del Servizio Idrico Integrato, e perché oltre a tirargli le orecchie non ha imposto un commissario governativo per l’attuazione di quanto Mazzocca e D’Alfonso non sono stati capaci di fare?

Perché siete un branco di peracottari, sia Lei, sia Mazzocca e sia D’Alfonso. Diteglielo voi stessi agli Italiani e agli Abruzzesi che siete buoni solo a percepire grassi stipendi pubblici, ma siete inetti quant’altri mai nella risoluzione dei problemi della cittadinanza.

Naturalmente i solerti giornali locali non si sono premurati nemmeno di dare una scorsa alle tabelle di Legambiente pubblicate due giorni fa. Hai visto mai che i turisti decidano di alzare i tacchi schifati.

Ma nascondere la polvere sotto il tappeto, o meglio nascondere i cotton fioc e gli assorbenti femminili nelle tranquille acque dell’Adriatico, non giova certo a migliorare le cose.

Legambiente ha presentato 11 esposti alle Capitanerie di Porto di ciascuna delle Regioni dove si sono riscontrate situazioni critiche, anche perché ci sarebbe una bella legge sugli ecoreati del 2015 che introduce i delitti ambientali nel Codice Penale. Ma tali esposti verranno certamente utilizzati per incartare il buon pesce pescato nei nostri mari.

La verità è che il sistema non funziona, che la politica è latitante, che la società fa schifo, che gli organi di controllo dormono e vengono meno ai loro doveri istituzionali: disfunzioni che messe tutte insieme provocano la paralisi e il declino.

La realtà è incontrovertibile, ragion per cui bisogna rendere note due considerazioni:

1) I cittadini sono i principali responsabili, sia perché il male è dentro di loro, sia perché sporcano indefessamente, sia soprattutto perché accettano di vivere in una immensa discarica a cielo aperto (di terra e di mare) e credono ingenuamente che qualcun altro pensi al loro bene senza dover faticare per conquistarselo;

2) I turisti devono andarsene a gambe levate dalla nostra Regione, perché sebbene residuino vestigia notevoli del nostro paesaggio e della nostra storia artistica e architettonica, venire in Abruzzo significa attentare alla propria salute, rischiare di trovarsi dentro ad un incendio oppure contrarre qualche pericolosa malattia nuotando nel nostro mare.

Non è il terremoto, non sono neve e valanghe i nostri crucci, perché gli eventi naturali non provocano di per sé né morti, né feriti e né malati.

Sono gli abruzzesi il cancro dell’Abruzzo, sono quei concittadini – pieni di lurida merda dagli intestini al cervello – che votano per Antonio Razzi, per gli scopatori di professione a spese nostre (i forzaitalioti), per i prescritti per reati corruttivi (il piddino Luciano D’Alfonso), per gli incapaci che ci governano ad ogni livello.

Sono gli abruzzesi il cancro dell’Abruzzo, sono quei concittadini che insozzano indefessamente ogni luogo, che cementificano ogni metro quadro, che se ne fregano se il sistema di depurazione non funziona, che condonano ogni abuso edilizio, che comprano acqua minerale se le sorgenti dell’acquedotto del Ruzzo risultano alterate da agenti chimici, che sporcano i fiumi con qualsiasi scarico abusivo e poi vanno a fare il bagno a mare nei pressi delle foci dei fiumi, che non si indignano più, che si sono abbandonati ad ogni turpitudine e ad ogni scempio.

Meritiamo di essere lasciati a noi stessi e al lavoro dei topi che prosperano nel nostro luridume, fino a quando un’immigrazione massiccia non rinnovi una società in agonia, non rinnovi il nostro sangue malato, non rinnovi il nostro DNA masochisticamente modificato.

5 Responses to "All’Abruzzo il prestigioso record 2017 del mare inquinato"

  1. Amen   15 agosto 2017 at 7:05

    Cioè: la nostra unica speranza è riposta negli immigrati… Ma avete visto come conciano i luoghi dove bivaccano? Poveri noi…

  2. ernesto albanello   15 agosto 2017 at 12:38

    Non è però che limitandoci, seppure con ottima dovizia di particolari e dettagli, alla constatazione di un degrado che sembra non aver mai fine (basti pensare quello che è accaduto a Fonte Vetica ….) , che la nostra regione riprenderà a veleggiare verso mari salubri! Mai sentito parlare del “governo ombra”? la Gran Bretagna che si è sempre distinta per saper implacabilmente colpire ai fianchi il governo in carica del momento, si è avvalsa, almeno in modo ricorrente, di governi ombra. Non necessariamente emanazione della opposizione, ma orizzonte di prospettiva cha parte dal sano realismo del dove ci troviamo e di cosa è possibile fare. Nè mancano illustri studiosi, ricercatori illuminati ed intellettuali di spessore che potrebbero essere a buon titolo, parte di una compagine di “governo ombra”. Ricordo la Professoressa D’Orsogna che agì,senza esclusione di colpi, con il proposito di contrastare le scelte suicide in occasione di Ombrina. Insomma, a me pare che una sia pur puntuale e severa analisi di un degrado , non dovrebbe poi esonerare il denunciante da possibili “terapie” che, com’è noto, sono la naturale evoluzione di ogni “diagnosi”!

  3. francesco   15 agosto 2017 at 23:00

    politica di merda.
    p.s. scusate l’accostamento!!!

  4. Piergiorgio   16 agosto 2017 at 12:46

    Fino ad ‘ immigrazione massiccia ‘ mi era piaciuto

  5. RIP   17 agosto 2017 at 8:11

    Ho sempre sognato un’Italia ed un Abruzzo abitati da tedeschi ed una provincia teramana teramesizzata (deportare tutti i teramani cerebrolesi su apposite chiatte da abbandonare in mare aperto), poi mi sveglio e vedo che navighiamo nella monnezza più virulenta. Il pesce puzza dalla testa.

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