Nuovo vocabolo approvato dall’Accademia della Crusca: TANCREDIANO

di Christian Francia  –

Nuovi aggettivi arricchiscono la nostra vita. Dopo il termine “fantozziano” che da tempo è entrato nel lessico corrente, dopo la recente invenzione da parte di un bambino del termine “petaloso” che è stato sdoganato dall’Accademia della Crusca, un nuovo aggettivo è entrato di diritto nel vocabolario: “tancrediano”.

Il termine si riferisce a Paolo Tancredi, orgoglio della teramanità, e la definizione stilata da insigni studiosi della lingua italiana è la seguente: “chiunque sia opportunisticamente dedito al perseguimento dei soli fini personali, ma senza infingimenti e ipocrisie”.

Il disonorevole Paoletto, da lucidissimo esegeta di se stesso e dei maiali politici che lo circondano (vedi Raimondo Micheli a cui Tancredi ha dedicato – nel video sopra – uno sputtanamento planetario che può essere esteso per analogia a tutti i consiglieri comunali di maggioranza centrodestroide), chiarisce da anni la sua vocazione: mangiare con la politica, percepire lauti stipendi attraverso lo sfruttamento economico personale e familiare del voto popolare, del consenso acquisito tramite il suo defunto padre.

Ammetto che Tancredi sia un passo avanti rispetto al sottobosco teramano, perché ha avuto il merito di mettere in archivio un modus operandi di cui la Democrazia Cristiana si è sempre servita: cioè quello di predicare bene e razzolare male.

Paoletto no, lui ha gettato la maschera, ha squarciato il velo di ipocrisia che copre gli autori delle malefatte, i quali si travestono da miti agnelli per apparire l’esatto contrario di ciò che sono: lupi che sbranano la Cosa pubblica a loro esclusivo vantaggio.

E se è vero che siamo devastati dagli opportunisti e dai carrieristi (vedi Paolo Gatti e Tommaso Ginoble su tutti), è altrettanto vero che sono tutti ipocriti al sommo grado, ragione per cui il fatto acclarato che Paolo Tancredi non lo sia è un titolo di merito che gli va pubblicamente riconosciuto.

Paoletto nostro è un disonorevole in senso tecnico, poiché viola l’articolo 54 della Costituzione in base al quale “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”, mentre la sua filosofia si riassume in maniera chiarissima: la politica è il terreno per sistemarsi, per fare carriera, per guadagnare soldi, per gestire potere, per coltivare relazioni. Ma alla luce del sole.

Non posso che plaudire alla linearità della condotta tancrediana e tributargli quel rispetto che si riserva agli avversari.

Nel video in alto, che meriterebbe di essere studiato all’università (dove infatti è stato girato), Tancredi dipana l’apologia dei cazzi propri, l’apologia dei cazzi di famiglia, l’apologia degli stipendi pubblici da elargire a tutti i consiglieri di maggioranza, l’apologia delle raccomandazioni universali (raccomandazioni “che si fanno da sempre e chi dice che non le fa mente ed è un ipocrita”).

In pratica una sinossi per il “manuale dei giovani figli di puttana”, in epigrafe al quale andrebbe messa la fantastica frase tancrediana (tratta dal video didattico di cui sopra): “non ho mai detto che non mi faccio i miei interessi personali, come tutti, tengo al mio stipendio, solo che non maschero i miei interessi con questioni morali di interesse generale”.

Questa è coerenza. Questa è sincerità. Questo significa parlare e razzolare allo stesso modo.

Che tutti lo sappiano: i teramani che voteranno ancora Tancredi e i suoi familiari sono felici di come vanno le cose e di come sono andate in questo scorcio di nuovo millennio. Teramo è bellissima ed è tutto merito della parte politica che fa riferimento a Tancredi.

Ma Paoletto rivendica persino la legittimità del suo pensiero: “Non si truccano i concorsi per far vincere le persone, è una cosa che non mi sfiora nemmeno lontanamente l’immaginazione”. Peccato solo che, nell’ultimo illegittimo concorso bandito dal Comune di Teramo, Tancredi non si sia accorto per nulla delle porcate compiute (che sarà bene ricordargli: http://www.ilfattoteramano.com/2014/05/08/ecco-chi-sono-14-assunti-al-comune-di-teramo-storia-di-un-concorso-illegittimo/).

Sarebbe opportuno che Tancredi parlasse di meno per evitare di fare ulteriori brutte figure, visto che la sua fama di cazzaro e di sparascemenze ha varcato più volte le soglie provinciali per assurgere alle cronache nazionali.

Delle due l’una: o ha perso i freni inibitori (magari per colpa di sostanze o farmaci), oppure la valanga populista e grillina ha prodotto il miglioramento della specie dei parassiti politici che adesso hanno una corazza più forte e si sentono orgogliosi di succhiare senza interruzione dalla mammella pubblica (cosa che fino ad oggi hanno fatto nascondendosi e vergognandosi, dichiarando ai microfoni la loro vocazione pauperistica, la loro abnegazione, il loro slancio disinteressato per il bene dei cittadini).

Paolo Tancredi è il nemico da combattere, ma quantomeno è privo di quel velo da santa che copre le altre facce di cazzo della politica teramana, regionale e nazionale.

Paolo Tancredi - Amaro Cynar NCD

2 Responses to Nuovo vocabolo approvato dall’Accademia della Crusca: TANCREDIANO

  1. Vincenzo

    28 luglio 2017 at 23:28

    Tamarro fino in fondo

  2. maria

    30 luglio 2017 at 21:49

    Idem il fratello attuale consigliere al comune di Teramo

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