Il Presidente del Ruzzo è un grandissimo maleducato

di Christian Francia  –

Antonio Forlini - Sono un maleducato di merda

La spocchia degli amministratori pubblici

Antonio Forlini è il Presidente della società acquedottistica teramana Ruzzo S.p.A., le cui condizioni sono tristemente note da lunghissimo tempo.

Ad acuire l’infiammazione contribuisce Forlini, il quale crede di essere esentato dalle regole del vivere civile e dalle leggi del nostro ordinamento, ragion per cui si è messo pericolosamente a giocare con il fuoco.

Orbene, lo scrivente – a differenza del sindaco di Teramo e dei rappresentanti del PD che si dichiarano indisponibili a prendere lezioni da chicchessia – accetta lezioni da chiunque e persino dallo stesso Forlini ove dimostrasse che i suoi comportamenti siano perfettamente inscrivibili nella legalità.

Ma non sopporto che i teramani vengano presi in giro da un soggetto che non è nemmeno in grado di spiegare che cosa faccia ad un organo di controllo quale è la Commissione di Garanzia del Comune di Teramo.

Con la spocchia che lo caratterizza, il Presidente del Ruzzo ha pensato di non presentarsi, benché convocato, all’ultima seduta della Commissione di Garanzia che avrebbe dovuto sviscerare sia le consulenze da mezzo milione di euro elargite generosamente e sia le incancrenite 110 assunzioni nulle in quanto effettuate negli ultimi tredici anni in violazione di norme imperative che prescrivevano categoricamente concorsi pubblici mai effettuati.

Non pago della sua meschina maleducazione, Forlini ha pensato che fosse parimenti intelligente non rispondere nemmeno al telefono al Presidente della Commissione consiliare che lo cercava per sapere i motivi della sua assenza.

Siccome sarebbe un’offesa alla propria dignità subire simili affronti da un maleducato di tal fatta, sappiano i teramani che l’associazione culturale che mi onoro di rappresentare – “Teramo 3.0” – inciderà quel bubbone chiamato Ruzzo ed estirperà quel cancro da 100 milioni di euro di debiti (che gravano scandalosamente sulle spalle dei contribuenti).

Innanzitutto Forlini dovrebbe vergognarsi e chiedere scusa ai cittadini dai quali riceve il suo grasso stipendio, perché quella seduta della Commissione che ha snobbato era il luogo deputato dalla cittadinanza per controllare l’operato dei suoi incaricati.

In secondo luogo è bene ricordare, a beneficio di tutti, che Antonio Forlini era membro del C.d.A. della Tercas S.p.A. mentre la stessa subiva il più grande crac economico-finanziario della storia della nostra Regione (http://www.ilfattoteramano.com/2013/12/25/crac-tercas-forlini-reoconfesso-teramo-3-0-chiede-le-immediate-dimissioni-dal-ruzzo/), crac all’esito del quale lo stesso Forlini è stato “insignito” di una multa pari a 90.000 euro relativa a numerose e gravi violazioni compiute in qualità di Consigliere di Amministrazione della Tercas (violazioni che vanno dalla “carenza nell’organizzazione e nei controlli interni da parte dei componenti del disciolto CdA”, alla carenza “nel governo, gestione e controllo del credito da parte sempre del board”, passando pure per la sanzione delle “posizioni ad andamento anomalo e previsioni di perdite non segnalate all’O.d.V. (Organismo di Vigilanza) da parte dei componenti dei disciolti CdA e Collegio sindacale”).

In terzo luogo, quale pro memoria sulle qualità del soggetto, risottolineo la triste e al contempo ridicola vicenda del cosiddetto “piano industriale” che ha fatto ridere pure i polli “http://www.ilfattoteramano.com/2015/06/22/il-piano-industriale-del-ruzzo-e-inutile-o-e-illegittimo/).

In quarto luogo, ma solo per non tediare i lettori, linko una sintesi dello scempio della presidenza Forlini (http://www.ilfattoteramano.com/2016/07/16/antonio-forlini-ovvero-il-peggior-presidente-della-storia-del-ruzzo-dati-alla-mano/) a cui si aggiunge la ciliegina delle ultime vicissitudini che hanno causato disservizi e allarmismi come nemmeno dei dilettanti allo sbaraglio avrebbero saputo fare (http://www.ilfattoteramano.com/2017/05/13/lacqua-e-sempre-stata-potabile-licenziare-il-cda-del-ruzzo-e-il-dirigente-del-sian-della-asl/).

Dinanzi ad un curriculum così sontuoso di castronerie e di sperperi, il fatto che Forlini sieda ancora alla presidenza del Ruzzo è un vulnus della democrazia teramana che grida a gran voce di essere sanato.

E siccome gli screanzati come i Forlini mi mandano in bestia, sarà bene che il presidente in carica si dimetta quanto prima, perché accenderemo i fari anche nei sottoscala del Ruzzo e lo faremo nel seguente ordine:

1) Accesso agli atti per ottenere i famigerati pareri legali sulla nullità delle assunzioni illegittime effettuate dal Ruzzo negli ultimi 13 anni, cioè dall’entrata in vigore della Legge Regionale n. 23/2004 (cosiddetta “Legge Costantini-Pagano”) in base alla quale si impone alle società pubbliche di gestione di osservare sia la legislazione sugli appalti pubblici e sia le procedure di evidenza pubblica per la selezione del personale.

Come ho già ripetuto all’infinito (http://www.ilfattoteramano.com/2017/03/27/110-licenziamenti-al-ruzzo-certamente-si-ecco-il-parere-legale/), l’art. 7 della L.R. n. 23/2004 sancisce al comma 4 lettera f) che “è obbligatorio per le società (quali il Ruzzo) il rispetto delle procedure di evidenza pubblica imposte agli enti locali per l’assunzione di personale dipendente”.

La traduzione dal giuridichese è la seguente: dall’agosto 2004 la società Ruzzo avrebbe dovuto assumere il proprio personale svolgendo concorsi pubblici identici a quelli obbligatori per gli enti locali.

Gli amministratori del Ruzzo hanno quindi violato la legge ed assunto a chiamata diretta (cioè per raccomandazione) 110 dipendenti ai quali da tredici anni paghiamo illegittimamente lo stipendio con i soldi dei cittadini.

2) Non appena ottenuto l’accesso agli atti presenteremo un dettagliato esposto per lo scrutinio delle responsabilità amministrative e penali degli amministratori che hanno illegittimamente avvantaggiato economicamente 110 raccomandati per 13 anni e che si ostinano a non voler ripristinare la legalità stuprata.

3) Da ultimo, essendo tutte le assunzioni effettuate dalla Ruzzo S.p.A. – a far data dal 20 agosto 2004 ad oggi – inequivocabilmente nulle per violazione di norme imperative, chiederemo (ricorrendo in ogni opportuna sede) che si cancelli la disparità di trattamento fra i 110 raccomandati che hanno ricevuto la pedata nel culo per potersi accomodare su una comoda scrivania (da 13 anni a questa parte) e le centinaia di migliaia di disoccupati che affollano la nostra regione senza nessun santo a cui potersi votare per trovare uno straccio di lavoro.

Occorre licenziare senza se e senza ma tutti coloro che godono di contratti nulli, avviando al contempo le pubbliche selezioni per le regolari assunzioni, in tal modo ottenendo un duplice positivo effetto: ripristinare la legalità calpestata da troppi anni e contestualmente efficientando l’ente gestore della rete idrica, tramite l’assunzione di più personale tecnico di cui c’è carenza ed eliminando l’esubero di personale amministrativo.

È ora che la legalità trionfi. È ora che si inizi a ribadire che chi merita ha diritto di salire nella scala sociale e chi invece demerita non ha nessun diritto. È ora che i cittadini inizino a farla finita con l’epoca delle raccomandazioni che ha infarcito gli enti pubblici di coglioni.

E se Forlini ha intenzione di rappresentare un baluardo a difesa delle porcherie commesse negli ultimi decenni dal centrodestra e dal centrosinistra al Ruzzo, sappia che chiederemo alla magistratura di fare giustizia e ai cittadini la fiducia per bonificare un ente che dovrebbe essere il fiore all’occhiello di questa terra baciata dalla fortuna e stuprata dalla politica.

6 Responses to Il Presidente del Ruzzo è un grandissimo maleducato

  1. Vino Veritas

    26 luglio 2017 at 12:16

    Chiedete a Forlini perchè si ricorre agli avvocati esterni quanto esiste all’interno un pool di avvocati con la dirigente che è stata premiata con un superminimo ad personam di 1.000,00 e la maggioranza delle cause vengono perse ? Dei licenziamenti effettuati solo per “togliersi di torno qualche indesiderato” quanti ne sono andati a buon fine ? Quanto sono costati al Ruzzo tra reintegrazioni e transazioni concordate ? Vero è che sono soldi che gravano sugli utenti e certo non nelle tasche degli amministratori !

  2. Blade Runner

    27 luglio 2017 at 19:14

    Finalmente fuori le palle.
    Almeno tu che le hai….
    Francia Sindaco

  3. Anonimo

    27 luglio 2017 at 23:16

    Il minestrone è una minestra in brodo con verdure e legumi che può essere arricchita da pasta o riso.[1][2]

    Fra gli ingredienti più comuni vi sono fagioli, cipolle, carote, sedano, patate e pomodori. Il minestrone è un piatto che varia a seconda della regione e della stagione e si declina in molte variazioni rendendo impossibile definirne univocamente la ricetta.[1][2] Una generica preparazione prevede la realizzazione di un soffritto di cipolla e carote a cui vanno unite in seguito le verdure scelte, tagliate a pezzi più o meno fini e a cui va aggiunta infine acqua o brodo a ebollizione in cui le verdure poi cuoceranno a fuoco lento. Ingredienti, metodo di preparazione, consistenza e perfino il modo di consumarlo variano a seconda della tradizione del luogo a cui le differenti ricette fanno parte.

    Tradizionalmente veniva preparato con le verdure disponibili in cucina al momento, permettendo di consumare anche quelle non freschissime, ma specialmente quelle poco digeribili senza una lunga cottura. Per questo è considerato uno dei piatti poveri per eccellenza che incarna al meglio la filosofia della cucina contadina italiana.

    La parola minestrone è anche usata in modo figurato per indicare un insieme di cose differenti e poco ordinate, come ad esempio: “Quel programma televisivo è un minestrone di notizie e servizi

  4. Andrea

    28 luglio 2017 at 9:43

     gialappa (Ipomoea purga), una pianta florealemessicana dal cui tubero si estrae un fortissimo lassativo per i cavalli. In occasione dei Mondiali di calcio messicani del 1986, i primi che commentarono in radio, erano infatti frequenti i casi di calciatori colpiti da problemi intestinali a causa delle cattive condizioni igieniche del paese centroamericano.

  5. Anonimo

    28 luglio 2017 at 15:31

    Questo signore se cosi si puo’ chiamare si sta divertendo con i soldi dei cittadini si diverte licenziando padri di famiglie cosa potrà insegnare ai suoi figli …se avessi un padre simile lo prenderei ha calci inculo x una settimana

  6. Andrea

    28 luglio 2017 at 20:32

    Và a ciapa’ i ratt!La traduzione letteraria è “vai a prendere i topi”… è un modo piu’ “elegante” per mandare l’interlocutore a quel paese.

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