Il Perdono di Assisi

Il Perdono di Assisi

di Sergio Scacchia  –

La storia che voglio raccontarvi è bellissima. Era la notte dell’anno del Signore 1216 e Francesco d’Assisi era, come suo solito, immerso nella preghiera e nella contemplazione in quello che era il luogo dove pregava più intensamente: la chiesetta della Porziuncola.

D’improvviso il piccolo tempio fu inondato da una luce possente. Il Poverello, dapprima, dovette chiudere gli occhi, colpiti dai dardi luminosi di quel chiarore immenso. Poi, quando, riuscì ad aprirli ecco che vide sul minuscolo altare il Cristo rivestito di luce e, alla sua destra, la Madre Santissima. Tutt’intorno una moltitudine di Angeli adoravano Gesù.

Francesco cadde a terra, in ginocchio. Non osava alzare lo sguardo verso il suo Signore. Lo adorò a lungo con la faccia nella polvere. Poi, dopo interminabili minuti di silenzio, gli fu chiesto cosa desiderasse per la salvezza delle anime.

Era da molto tempo che Francesco pregava il Padre chiedendo misericordia per i tanti peccatori che egli incontrava durante i suoi viaggi. Quando poteva il serafico Padre tornava sempre alla Porziuncola, in questa chiesina piena di ricordi: qui ascoltò da ventiquattrenne il Vangelo e comprese chiaramente la sua chiamata al servizio di Dio e nell’amore ai fratelli; qui radunava i suoi frati, inviandoli per il mondo come missionari di pace; sempre qui diede il saio francescano a Santa Chiara, dando di fatto origine con lei all’Ordine Contemplativo delle Clarisse.

Francesco non ebbe nessun dubbio e, alzando leggermente il capo, disse: “Santissimo Padre, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati che verranno a visitare questa chiesa, venga concesso ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe”.

Il Signore rispose: “Quello che tu chiedi o frate Francesco è veramente grande, ma di maggiori cose sei degno. Accolgo la tua preghiera fatta col cuore a patto che tu domandi al mio Vicario in terra, da parte mia, questa eterna indulgenza”.

Appena la visione scomparve, Francesco si incamminò a passi veloci verso la dimora del pontefice Onorio III che, proprio in quei giorni era nella vicina Perugia per una visita pastorale. Con la semplicità che sempre lo contraddistingueva, davanti al papa, il buon frate ripetette tutto quello che gli era stato detto dal Signore.

L’uomo di Dio gli chiese: “Francesco, per quanti anni vuoi questa speciale indulgenza?”. E Francesco: “Padre Santo non domando anni ma anime”. E subito fece il saluto reverenziale e stava per andar via.

Il papa, stupito, lo fermò e gli disse: “Come, Francesco, non vuoi nessun documento che attesti questi privilegio?”. La risposta del frate fu disarmante: “Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, a me non servono documenti: la carta è la S.S. Madre, il notaio è Gesù, gli angeli sono i testimoni”.

Tornò in Porziuncola. Qui radunò il popolo e tra le lacrime di gioia disse una frase che la dice lunga sull’amore del Santo per tutti gli uomini: “Fratelli miei voglio mandarvi tutti in Paradiso”.

Come accadde per il patriarca Abramo che pregò il Signore affinché fossero salvati tutti gli uomini da una distruzione meritata per i tantissimi peccati commessi, anche a Francesco fu concesso di coltivare il grande sogno: salvare le anime dei fratelli.

E come un novello Mosè che percosse la nuda roccia per far scaturire acqua, così da questo avvenimento grande, la terra fu inondata dalle acque del fiume di misericordia di Dio. E in queste acque, ancora oggi, tantissimi credenti si dissetano bevendo il perdono di un Dio provvido che ascoltò la preghiera accorata di un umile fraticello.

Da quel momento la Porziuncola, con l’Indulgenza del Perdono, acquistò grandissima notorietà nel mondo cristiano, divenendo una delle mete più ambite dei pellegrini di tutto il mondo e uno dei maggiori centri di spiritualità.

Si racconta che, nell’estate del 1426, durante il triduo predicato da San Bernardino, in occasione del Perdono, furono oltre centomila i fedeli. La moltitudine era con la faccia rivolta al cielo e inginocchiati in cerchio davanti alla Porziuncola. Tutti gridavano al Signore, levando le mani al cielo, chiedendo vita e misericordia.

Fu un numero così sbalorditivo da far esclamare a frate Barnaba, primo biografo proprio di San Bernardino: “Da dove esce fuori tutta questa gente? In Italia sono così tante le persone?”.

Per uno speciale privilegio, da molti anni l’O.F.S. Abruzzo, i laici del terzo Ordine francescano, ha la gioia di poter aprire la grande festa del Perdono nel vespro del primo di agosto con una speciale liturgia penitenziale e una solenne Celebrazione Eucaristica nella maestosa basilica di Santa Maria degli Angeli, la cui festa si celebra proprio il due agosto col Perdono e all’interno della quale si trovano le originali mura della vecchia chiesina della Porziuncola. La santa messa si celebra proprio a fianco della cosiddetta “Cappella del Transito”, la piccola infermeria dove Francesco, steso sulla nuda terra, al tramonto del tre ottobre del 1226, morì cantando a sorella morte: “Laudato si, mi Signore, per sora nostra morte corporale, da la quale nullo homo vivente po’ scampare”.

Info per chi crede:

A QUALI CONDIZIONI SI PUÒ OTTENERE L’INDULGENZA?

– Ricevendo l’assoluzione per i propri peccati nella Confessione sacramentale, celebrata nel periodo che include gli otto giorni precedenti e successivi alla visita della chiesa della Porziuncola, per tornare in grazia di Dio;

– Partecipando alla Messa e alla Comunione eucaristica nello stesso arco di tempo indicato per la Confessione;

– Visitando la chiesa della Porziuncola dove si deve rinnovare la professione di fede, mediante la recita del “Credo” per riaffermare la propria identità cristiana, e mediante la recita del “Padre Nostro” per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo;

– Recitando una preghiera secondo le intenzioni del Papa, per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice. Normalmente si recita un Pater, un’Ave e un Gloria; è data tuttavia ai singoli fedeli la facoltà di recitare qualsiasi altra preghiera secondo la pietà e la devozione di ciascuno verso il Papa.

IN QUALI GIORNI SI PUÒ OTTENERE IL “PERDONO D’ASSISI?”

Nel santuario della Porziuncola, ad Assisi, grazie anche ad uno speciale decreto della Penitenzeria Apostolica datato 15 luglio 1988 (Portiuncolae sacrae aedes), si può lucrare l’indulgenza, per sé o per i propri defunti, alle medesime condizioni, durante tutto l’anno, una sola volta al giorno. Mentre in tutte le chiese parrocchiali e le chiese francescane sparse nel mondo si può lucrare dal mezzogiorno del 1° agosto alla mezzanotte del 2 agosto di ogni anno.

COS’È L’INDULGENZA?

Nel Catechismo della Chiesa cattolica (nn. 1478-9) si legge: «L’indulgenza si ottiene mediante la Chiesa che, in virtù del potere di legare e di sciogliere accordatole da Gesù Cristo, interviene a favore di un cristiano e gli dischiude il tesoro dei meriti di Cristo e dei santi perché ottenga dal Padre delle misericordie la remissione delle pene temporali dovute per i suoi peccati. Così la Chiesa non vuole soltanto venire in aiuto a questo cristiano, ma anche spingerlo a compiere opere di pietà, di penitenza e di carità [Cfr. Paolo VI, Cost. ap. Indulgentiarum doctrina, 8; Concilio di Trento: DS 1835].

Poiché i fedeli defunti in via di purificazione sono anch’essi membri della medesima comunione dei santi, noi possiamo aiutarli, tra l’altro, ottenendo per loro delle indulgenze, in modo tale che siano sgravati dalle pene temporali dovute per i loro peccati. Mediante le indulgenze i fedeli possono ottenere per se stessi, e anche per le anime del Purgatorio, la remissione delle pene temporali, conseguenze dei peccati. (CCC 1498)».

Leave a Reply

Il Fatto Teramano è l'unico sito che ti permette di commentare senza registrazione ed in forma totalmente anonima. Sta a te decidere se includere le tue generalità o meno. Nel momento in cui pubblichi il tuo commento dichiari di aver preso visione del nostro disclaimer e di accettarne le regole. Per inviare il tuo commento aiuta il sito a verificare la tua esistenza trascinando un'icona secondo le indicazioni e clicca su Commento all'articolo.

 

Your email address will not be published.