Nella guerra del Teatro Comunale di Teramo fra la Riccitelli e il nuovo gestore ACS ha ragione il Comune

di Christian Francia  –

Manola e Brucchi - teatrino della politica

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Nella penosa guerra mediatica che si sta consumando fra il nuovo gestore del Teatro Comunale, ovvero l’associazione ACS, e la società Primo Riccitelli che da molti anni gestisce la stagione di prosa presso il medesimo unico teatro teramano, la verità non sta nel mezzo.

La verità è che ha ragione il Comune e che ha torto il nuovo gestore, sebbene il sindaco abbia dato prova di sesquipedale ignoranza amministrativa e sebbene il bando per l’affidamento del teatro sia stato scritto con i piedi da pessimi uffici comunali.

1) Pur tuttavia, è chiarissimo il fatto che il Comune abbia diritto di affidare alla Riccitelli 19 giornate fra le 25 totali che ha a disposizione gratuitamente per fruire del Teatro comunale, e ciò in quanto è lo stesso “Regolamento comunale per la disciplina della concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e vantaggi economici” a chiarire all’articolo 1 che “La presente normativa disciplina criteri e modalità della concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e ausili finanziari e l’attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed Enti pubblici e privati. Sono escluse dalla presente regolamentazione: a) I contributi ad Enti pubblici o a Società cui il Comune partecipa e che vengono erogati in virtù di tale partecipazione, conformemente a quanto stabilito nelle norme statutarie e nei limiti dello stanziamento del bilancio di previsione”.

Non v’è chi non veda come l’elargizione gratuita di giornate di fruizione del Teatro comunale alla Riccitelli sia direttamente discendente dal fatto che Riccitelli è una società/ente morale direttamente partecipata dal Comune (il quale esprime due membri nel Consiglio di Amministrazione, i consiglieri comunali Francesca Di Timoteo e Italo Ferrante).

2) Nel contratto di concessione in gestione dell’immobile del Teatro, convenzione firmata il 30 maggio 2017, all’Art. 8 (rubricato “Obblighi del Concessionario”) viene esplicitamente concordato che “Come da offerta del Concessionario, dovranno riservarsi al Comune 25 giorni annui a titolo gratuito, comprendendovi almeno 2 domeniche e con esclusione del periodo 16 dicembre – 8 gennaio. Le stesse potranno essere utilizzate direttamente dall’Ente o da altri soggetti dallo stesso designati per l’espletamento di attività eventualmente anche simili e/o affini a quelle svolte dal concessionario e tali da poter essere considerate rispetto ad esse concorrenziali. Il Comune dovrà dare, al Concessionario, un preavviso di almeno venti giorni.

Quindi è vero che il Comune può usufruire delle 25 giornate gratuite anche affidandone 19 alla stagione di prosa della Riccitelli. L’unico limite è costituito dal preavviso da comunicare ad ACS almeno venti giorni prima.

E qui non siamo a 20 giorni prima, bensì addirittura a 120 giorni prima (rispetto alla data del primo spettacolo di prosa della Riccitelli che ricade il 7 novembre 2017), se è vero come è vero che il Comune ha scritto ad ACS ben due lettere del 27 e 28 aprile 2017 (Lettera Comune Teramo 28.04.2017 ad ACS per utilizzo 19 date del Comunale per la Riccitelli) con le quali ha comunicato al nuovo gestore le giornate di utilizzo che il Comune medesimo si è riservato onde poterle affidare alla nuova stagione di prosa della Riccitelli.

E si badi, lo scorso aprile non era ancora nemmeno stato firmato il contratto, sottoscritto il successivo 30 maggio 2017.

3) Subito dopo la firma del contratto, lo stesso 30 maggio 2017, il presidente di ACS Federico Fiorenza ha scritto al Comune di Teramo per dirgli di attaccarsi al cazzo e che le giornate gratuite gliele avrebbe concesse solo nel secondo trimestre 2018, quando la stagione di prosa sarà bella che finita (Lettera ACS 30.05.2017 al Comune per diniego date alla Riccitelli).

Ma ciò non è consentito dal contratto, anzi è contrario agli obblighi contrattuali ai quali si è vincolata ACS.

In caso di eventuale contrarietà ai desiderata del Comune, ben avrebbe dovuto ACS non sottoscrivere il contratto nei termini nei quali lo ha accettato, considerato che sapeva da oltre un mese sia le date richieste dal Comune e sia che quelle stesse date il Comune le avrebbe devolute alla concorrente stagione di prosa della Riccitelli.

Per cui appare ovvio che il Comune abbia ragione da vendere in quanto è stato ultra tempestivo sia nel comunicare le date, sia nel comunicare che le avrebbe devolute alla Riccitelli, sia nel mettere nero su bianco nella convenzione che le avrebbe date ad una società concorrente di ACS quale è appunto Riccitelli.

4) Ne discende che, ai sensi del contratto in essere, il Comune ben potrebbe – e anzi dovrebbe – qualora ACS persistesse nel voler negare la concessione delle 19 giornate gratuite per la stagione di prosa della Riccitelli, far valere l’Art. 18 del contratto (rubricato “Violazione obblighi”), a mente del quale “La sistematica violazione di uno qualsiasi degli obblighi nascenti dalla presente convenzione, determinerà, previa contestazione e diffida scritta, la risoluzione del contratto”.

Cioè a dire che il Comune potrebbe sciogliere il contratto e mandare a cagare il nuovo gestore senza colpo ferire, senza patire danno alcuno e senza dover minimamente indennizzare ACS.

Senza contare che vi è un ulteriore diritto sancito dal successivo Art. 19 del contratto (rubricato “Recesso, decadenza, sospensione o revoca della concessione”), ai sensi del quale “Il Comune ha facoltà di revocare anticipatamente la presente concessione per ragioni di interesse pubblico, con preavviso scritto di almeno tre mesi; in tal caso il Comune corrisponderà alla concessionaria, l’indennizzo previsto dall’art. 21 quinquies, comma 1 bis della L. 241/1990, che è fin d’ora consensualmente determinato dalle parti nell’importo pari al 10% dei canoni che sarebbero ancora dovuti, dalla data di efficacia della revoca, fino alla scadenza”.

Ma nel caso che ci occupa vi è una chiara violazione degli obblighi posti in capo al nuovo gestore, per cui è consigliabile che ACS abbassi immediatamente la cresta e accetti senza proferire altro verbo le giornate richieste dal Comune per la Riccitelli, altrimenti sarà mia cura redigere di mio pugno una formale contestazione e diffida ad ACS per violazione degli articoli 8 e 18 del contratto, considerato che in Comune sono platealmente privi di qualsivoglia professionalità atta allo scopo.

5) Ciò chiarito, mi preme manifestare per la centesima volta tutto il disprezzo possibile nei confronti di Manola Di Pasquale, una politicante del PD di squallidissimo livello, la quale non perde occasione per immischiarsi in tutte le questioni pubbliche senza mai imbroccare una lettura corretta (e difatti è intervenuta allegramente pure nella guerra del Comunale, sparando come suo solito cazzate).

E se ACS è notoriamente amica di Manola Di Pasquale il futuro non potrà mai arriderle, essendo noto che se esiste un solo politicante peggiore del sindaco di Teramo Maurizio Brucchi, questo politicante è proprio Manola.

La regola viene quindi confermata: Brucchi ha sempre torto, salvo che a criticarlo sia Manola Di Pasquale, nel quale unico caso ha certamente ragione.

6) Da ultimo, giova rammentare ai nostri affezionati lettori che l’associazione “Teramo 3.0” si è pubblicamente e ripetutamente spesa per convincere gli amministratori comunali che fosse di gran lunga più intelligente una gestione pubblica del teatro (http://www.ilfattoteramano.com/2015/04/16/proposta-3-0-gestione-diretta-del-cineteatro-da-parte-del-comune-di-teramo/), ma fummo ignorati e la nostra proposta fu cestinata come la meno praticabile.

Oggi, a babbo morto, personaggi di caratura miserevole (che sarebbe emetico citare per nome) pontificano dai microfoni delle locali pseudotelevisioni sostenendo che il teatro è di tutti. Peccato solo che tacquero quando era il momento di parlare, quando era l’ora di votare.

Ma si sa che caratteristica dei coglioni è quella di rendersi conto – quando è troppo tardi – della strada giusta da percorrere. E del senno di poi son piene le fosse.

One Response to Nella guerra del Teatro Comunale di Teramo fra la Riccitelli e il nuovo gestore ACS ha ragione il Comune

  1. Blade Runner

    20 luglio 2017 at 23:42

    Come al solito mi inchino a cotanto … sublime.
    E … mi genufletto.

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