La democrazia fascista

di Paolo Ercolani  –

Democrazia vignetta

Una definizione di democrazia

Il nostro paese è ben strano.

Da una parte, le statistiche ci dicono che sono pochissimi gli italiani che leggono un quotidiano, ancora meno quelli che affrontano l’impresa di un libro, mentre aumentano i cosiddetti “analfabeti funzionali”, cioè coloro che pur leggendo non riescono a comprendere il fulcro di quanto hanno letto, né a elaborarlo in maniera autonoma.

Dall’altra parte, e qui ne sono testimone diretto, capita però che se scrivi un articolo in cui difendi la vaccinazione obbligatoria dei bambini che andranno a Scuola, citando i massimi esperti fra immunologi e virologi, ti ritrovi la “posta” piena di netti e furenti messaggi da parte di persone che ti invitano a verificare le prove scientifiche di quanto vai scrivendo.

Mi sembra evidente che i conti non tornano. Nel primo caso emerge un paese abitato da molte persone che “ignorano” persino i termini più superficiali delle principali questioni sociali. Nel secondo caso ti ritrovi a fare i conti con frotte di raffinatissimi ricercatori che hanno vagliato tutti i pro e i contro della scienza, e in virtù di questo si ritrovano a smentire e contrastare le competenze degli scienziati. I quali, bene che vada, sono al soldo delle multinazionali. Male che vada sono degli pseudo-scienziati finalmente smascherati dalla profonda ed equanime saggezza popolare.

Dietro a tutto questo c’è il meccanismo perverso della Rete, che gli studiosi della stessa (al popolo piacendo) hanno definito come fenomeno della “disintermediazione”. Basta con i politici che ci rappresentano in Parlamento (tutti ladri e incompetenti), basta con i giornalisti che manipolano le notizie al soldo dei gruppi economici che li stipendiano, e basta anche con scienziati e professori, pure loro appartenenti alla casta e interessati a promuovere soltanto ciò che torna utile e profittevole ai loro interessi.

Grazie alla Rete, invece, il Popolo può governare direttamente (si veda dalle parti del Movimento 5 stelle), può trovare le informazioni vere e non filtrate da qualche lestofante al soldo di qualcuno, e soprattutto può conoscere ogni argomento al costo di qualche click ed intervenire con sicurezza e verità indiscutibili. E soprattutto oneste!

Perché il Popolo è per definizione onesto e veritiero, nonché mosso da un disinteressato anelito alla verità e al rispetto del bene comune. A confermare questa improbabile visione, ci si mettono quelli che Aristotele definiva “demagoghi” (“coloro che mirano a lisciare ed eccitare il popolo per trarne vantaggi immediati”). Questi signori, ovviamente, godono del favore e della massima fiducia da parte del Popolo. Che ovviamente vede complotti dappertutto tranne in chi aumenta la propria influenza corteggiandolo sapientemente.

Nella metà dell’Ottocento, un signore nobile e reazionario (de Bonald) avvertiva che “quando gli spiriti scaltri e in malafede convincono il popolo che esso è il sovrano, gli offrono, come il serpente a Eva, il frutto proibito”. Direi che mai come nella nostra epoca, grazie all’ausilio delle nuove tecnologie comunicative, il Popolo sembra convincersi (e lasciarsi convincere) di essere sovrano in ogni campo. Dalla politica alla scienza.

Eppure c’è qualcosa di pericoloso in questa estrema forma di “democrazia” (letteralmente: potere del popolo). Perché se si eliminano tutte le intermediazioni e le competenze, se si screditano tutte quelle figure e quegli organismi “mediani” fra il “popolo” e il potere, è bene sapere che sarà quest’ultimo a baneficiarne.

Cosa è stato, in fondo, e cosa potrebbe essere oggi il “fascismo” se non l’eliminazione di tutte quelle entità rappresentative e mediane che garantiscono un equilibrio fra il popolo e il potere?!

Se in nome della teoria balzana chiamata “libertà di scelta”, passa l’idea funesta che lo Stato non può imporre delle misure in vista del bene comune (e la vaccinazione obbligatoria è una di queste), il passo sarà breve perché gli si vorrà togliere la facoltà di obbligare allo studio fino a una certa età, perché gli si vorrà togliere il monopolio della violenza e la possibilità di imporre il pagamento delle tasse in vista dell’interesse collettivo.

La “libertà di scelta” è tale, per definizione, soltanto se avviene all’interno di un perimetro di regole condivise e rispettate da tutti. Altrimenti non si chiama libertà, bensì anarchia.

E l’anarchia, è bene saperlo, è quella condizione in cui avviene la guerra di tutti contro tutti, e dove a prevalere sono soltanto i più forti e scaltri.

Fermiamoci un attimo, tutti quanti, prima di distruggere il tessuto sociale che fa di noi un Paese con delle regole. Si fermino quei politici che stanno svilendo e contraddicendo l’onorabilità del loro ruolo (e comincino a pensare al fatto che è intollerabile che in Italia l’1,2% della popolazione detiene oltre il 20% della ricchezza. Non l’apologia, ma il viatico per il fascismo sta anche qui!).

Ma si fermino anche quei demagoghi che giocano il gioco pericolosissimo di illudere il Popolo di poter essere e fare il sovrano. Gettando le basi per un’inedita e insidiosa democrazia fascista.

Paolo Ercolani 4

Il filosofo Paolo Ercolani

3 Responses to La democrazia fascista

  1. Giuseppe S.

    17 luglio 2017 at 12:22

    Condivido.

  2. nicola

    17 luglio 2017 at 18:14

    ottimo articolo che si rifà anche al pensiero di Platone espresso nella “Repubblica”.

  3. Amen

    18 luglio 2017 at 7:45

    Tutto vero, a patto che le “figure mediane” siano oneste ed agiscano davvero per il bene del popolo. Purtroppo noi abbiamo perso la fiducia, perché ogni giorno sentiamo parlare dei loro imbrogli e della loro sete di denaro. Ma non basta. Spesso li vediamo agire contro ogni logica! Pensate al bonus asilo istituito di recente: nessun limite di reddito per ottenerlo, ma il budget è limitato; pertanto ne usufruiranno quelli che fanno domanda per primi, ad esaurimento. Risultato: vi rientreranno molti ricconi con tanto di avvocati e commercialisti che badano a provvedere per tempo alle loro scadenze, mentre tanti poveracci rimarranno esclusi. Per non parlare della poco dignitosa corsa “a chi arriva prima” per esercitare un diritto. Ventimila domande il primo giorno, col fiato in gola. È giustizia questa? È buon senso? Ecco perché la gente non può affidarsi con fiducia al “governo democratico”.

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