Derive social

Derive social

di Batman  –

Altan, basta coi social, mi do agli antisocial

Confuso: “poco chiaro, ambiguo, incoerente, incomprensibile”. Così almeno dice il vocabolario. Così è il mondo, la società italiana, analizzata dal mio punto di vista. Certo, io scrivo e parlo del mio punto di vista, ed ovviamente accetto critiche e pareri contrari, pronto ad argomentare, pronto a combattere per le mie idee, pronto anche a fare marcia indietro ed ammettere i miei limiti, imparando ed approfondendo.

Ecco, approfondire. Basterebbe questa azione meravigliosa. Sarebbe sufficiente un po’ di onestà intellettuale, un minimo di umiltà e la mia riflessione, il mio discorso finirebbe qui. Così non è purtroppo, anzi siamo esattamente al limite opposto. Ci troviamo immersi in un oceano di idiozie e le scialuppe di salvataggio sono rare, ma soprattutto chi decide di salirci e trovare la salvezza dalla mediocrità, sono sempre meno persone.

Di esempi pratici ce ne sono a centinaia. A questo punto, dopo che giornalisti e filosofi, intellettuali e studiosi ne hanno parlato ed hanno scritto in proposito, sarebbe superfluo scriverne ancora e ripetere le medesime considerazioni. Tuttavia, credo che le riflessioni obiettive e le parole che riportano al buon senso ed a una visione della vita più lenta e reale, non siano mai abbastanza. Quindi spero che la mia sia una storia che aggiunga, che dia forza, ad un pensiero condiviso da tanti, che non sono mai troppi.

Parto da un assunto. Le Biblioteche, sono dei posti fantastici. Luoghi in cui sono conservati migliaia di libri, di pubblicazioni, di articoli e raccolte. Luoghi di studio, dove nel silenzio che profuma di conoscenza anche il ragazzino più scalmanato si placa, per vergogna o per costrizione, fino a fare una scelta, che è quella di imparare o no. Imparare l’educazione, prima della cultura.

Tra le migliaia di libri conservati nelle Biblioteche sicuramente ce ne sarà qualcuno meno autorevole, qualche libraccio magari controverso o scritto male, ma è una percentuale minima. Perchè per finire sulla mensola di una libreria in Biblioteca, un testo deve superare delle prove e deve attraversare un numero indefinito di “filtri”, prima di essere esposto e messo a disposizione della comunità.

Così, fino a qualche anno fa, una persona sceglieva se avere una cultura degna del nome o se invece preferiva una semplice infarinatura sterile e superficiale, ed in questo caso leggeva magari qualche titolo di giornale al bar, laddove discuteva dei problemi del mondo e della società bevendo birra o campari, fino a che l’alcol faceva breccia nella sua testa ed allora chissenefrega! Domenica gioca la Juve! Tutti contenti.

A scuola ho imparato il valore della scrittura. La sua potenza e la sua importanza. Studiare testi noiosi come “I Promessi Sposi”, oppure entusiasmanti e stimolanti come “L’Iliade” e “L’Odissea”, mi faceva provare emozioni contrastanti ma legate da un unico filo conduttore. Apprezzavo la scrittura, la capacità di mettere nero su bianco pensieri, storie ed emozioni. È un’arte fondamentale, importantissima.

Oppure studiare la storia e discutere in classe con la professoressa e con i compagni, riguardo per esempio il ’900 e le sue guerre, le sue contraddizioni. Era magnifico perchè dai pensieri espressi in classe dai miei compagni, alle volte sciatti ed incomprensibili, altre volte puntuali e precisi, cercavo di farmi un’idea delle loro famiglie e di come interpretavano la storia i loro padri e le loro madri.

Dopo che in classe c’era stata una qualche animata discussione tra noi e la Prof, tornavo a casa ed il libro di testo spesso non era esaustivo, non conteneva molte delle informazioni e degli aneddoti raccontati sia dai professori che da qualche compagno di classe. Ed allora andavo in biblioteca a cercare ciò che mi mancava. Successivamente, dopo la scuola, l’acquisto di libri è diventata una sorta di mania.

Leggere è fantastico, è un modo per viaggiare e girare il mondo seduto sul divano, ma è anche il modo migliore per creare la propria coscienza sociale ed il proprio approccio con la società. Andare a scuola, studiare, comprare e leggere libri non è una passeggiata. Richiede impegno, dedizione e tempo.

Ma la cultura, in tutte le sue forme, ha il compito di plasmare una società e darle una visione più ampia possibile, per valutare i diversi contesti della vita privata e pubblica nel loro insieme e con senso critico. Una società priva di cultura e di arte è una società vuota, cattiva e pericolosa, che non guarda alla bellezza e che punta a valorizzare solo stimoli primitivi, privi di visione e di idee di progresso.

È per questo che quando sento slogan del tipo “con l’arte e la cultura non si mangia” inorridisco. E scusatemi, questo non è “parlare con la pancia”, ma col culo. Se queste parole vengono poi pronunciate da un capo di governo, è un disastro. Ed è proprio ciò che abbiamo subito noi italiani, in quanto quelle parole le disse proprio un nostro primo ministro, qualche anno fa. Da quello che vedo intorno a me, purtroppo, sono costretto a pensare che lo abbiano preso alla lettera, almeno la maggior parte degli italiani.

Sono decenni, che governi e governanti italiani a tutti i livelli, danno prova di se solo al negativo. Decenni di cialtroni e cialtronerie, decenni di pagliacciate, decenni di personaggi infimi e spesso criminali che si sono introdotti nella politica. La solita storia, dirà qualcuno. Lo sappiamo tutti, esordirà qualcun’altro.

Quello che invece spesso non si dice, che mai ci dicono, è che i governi, a tutti i livelli, dal comune alla regione fino al parlamento ed al senato, sono espressione del popolo. Esattamente, sono la trasposizione di noi altri, sono l’espressione delle comunità, delle popolazioni, della nazione. Infatti, in ogni governo ci sono tanti cialtroni, tantissimi vermi senza spina dorsale che si vendono al miglior offerente di turno, ed una misera percentuale di persone per bene, schiacciate, emarginate e costrette al silenzio, alle volte con metodi mafiosi. Esattamente come accade in ogni comunità italiana.

Essere veri, puri. Anelare alla libertà di espressione, dire ciò che si pensa. Non piegarsi, non abbassare la testa. Vivere di bianco o nero e non marcire nel fetore del grigio. Tutto questo non paga, il 98% delle volte. Sfido chiunque a contraddirmi.

Cambiare questo atteggiamento significherebbe sconvolgere completamente il nostro vivere comune, modificare radicalmente l’approccio italiano nei confronti del “potere”. E per potere non intendo oscuri padroni del mondo che cospirano alle nostre spalle per schiacciarci e ficcarci dei chip sottopelle! Intendo quelle persone che ti dicono “sai, tutto ha un prezzo”, in ogni situazione di vita sociale.

Per uscire da questa gabbia, per non essere risucchiati dalla mediocrità, l’unica arma efficace è la cultura. Lo studio, il confronto e la conoscenza, creano anticorpi utili per scremare, per non farsi prendere per il naso, per avere un punto di vista ampio ed il più oggettivo possibile.

Gli anticorpi, sono utili, anzi utilissimi, se ci si avvicina ai social network. Facebook è per lo più una cloaca.

Uno di quei luoghi non luoghi, nel web, dove si assiste alla degenerazione dei valori e della convivenza civile e ci si abbandona ad una violenza alle volte agghiacciante.

E quindi giù, a criminalizzare chiunque ha uno stipendio più alto del tuo (anche se paga le tasse); a gamba tesa, contro tutti coloro che “ci stanno invadendo”; pesantissimi, contro ogni colore della pelle diverso dal nostro. Questi atteggiamenti sono sempre accompagnati da video o immagini che hanno per titolo dei messaggi di indignazione e violenza. E la cosa spaventosa è che è inutile far notare che il video o l’immagine non contiene ciò che il messaggio di testo dice.

Oppure fare una piccola ricerca su internet e scoprire che sono tutte “bufale”. È inutile, perchè quando non parli ma urli, quando non ti confronti ma passi alle mani, indietro non si torna, si carica dritto come i tori.

Ci sono due cose che mi fanno ridere ed allo stesso tempo mi gettano in uno sconforto totale. Sono quegli idioti che postano foto di fascisti, condannati internazionali, asserendo che si stava meglio sotto dittatura… e poi, nel loro post successivo c’è una piazza piena di manifestanti che protestano contro un governo, con su scritto “imparate come si protesta” il governo cade ed il popolo sovrano decide che non sono adeguati!

Ma vi volete riprendere!?! Sotto dittatura non si protesta, si tace o si viene “allontanati”, ed il popolo è sottomesso, non sovrano. I diritti, come quello di poter dire ognuno la nostra opinione, sono l’esatto opposto di una dittatura.

Oppure gli altri dementi che prendono per vero qualsiasi video contro gli immigrati e si lanciano con una violenza inaudita in sproloqui degni di un genio del male. Salvo poi, nel post successivo, mettere un bel cuoricino su una foto di due gattini… Spesso, i due comportamenti descritti appartengono alla stessa persona…

Ancora più spesso gli idioti in questione sono persone normalissime, che non hanno mai fatto del male ad una mosca, qualcuno le definirebbe insignificanti. Ciò che più mi spaventa, in queste situazioni grossolane e paradossali, è che tutti i “leoni da tastiera” non si rendono conto del circolo vizioso in cui sono. Questo soprattutto a causa del fatto che non conoscono minimamente il valore della parola scritta, il suo peso, la sua importanza, e nel caso della rete la sua parabola. Parabola che torna irrimediabilmente indietro e li colpisce alla schiena.

I siti che promuovono spazzatura razzista, che mira allo stomaco ed all’indignazione istantanea degli ignoranti di turno, spesso sono di proprietà di personaggi che poi non si fanno scrupoli a riciclare i proventi delle condivisioni e dei “like” in Paesi esteri, alle volte proprio quei paesi che tanto criminalizzano e condannano. E i beoti condividono e mettono “mi piace”.

La stessa violenza la si trova in posti impensabili, anzi mi correggo, in Post impensabili. Quelli veramente di cattivo gusto in cui si mostrano foto di animali brutalmente torturati o uccisi da persone ignobili. Amo gli animali e non sopporto nessuna violenza nei loro confronti, sono sempre pronto a denunciare ogni forma di aggressione o violenza in genere.

Quando leggo i commenti a tali post, da parte di cosiddetti “amanti degli animali”, mi aspetterei parole diverse. Magari rabbia, sconforto e tristezza, nella consapevolezza che esistono persone capaci di commettere certe depravazioni. Invece, odio e violenza a non finire. È spaventoso leggere frasi del tipo “che tu possa soffrire per tutta la tua vita, o morire di una morte violenta, bastardo”. Le persone che le scrivono dicono di essere miti e gentili e di amare gli animali… E come fai a trasformarti in un aguzzino sanguinario?

Ultima considerazione, senza entrare nel merito, è la paranoia. Ma davvero qualuno crede ai post che recitano “perchè nessuna tv o giornale ne parla”, oppure “condividetelo prima che lo tolgano”?

Nessuna tv o giornale ne parla in quanto la notizia è FALSA. Oppure DISTORTA. E chi, di grazia, sarebbe l’eminenza grigia che “toglie” i post? Davvero credete a tutte queste idiozie?

Idiozie scritte da persone, non da giornalisti, per i quali vale la deontologia professionale. Ovviamente anche i giornalisti alle volte sono tendenziosi, ma se insistono a scrivere stupidaggini o a dare letture sbagliate dei fatti di cronaca diventano Emilio Fede…

C’è un mare di gente in paranoia che si preoccupa delle scie comiche (chimiche)! Cioè, siete riusciti a confezionare una teoria della cospirazione internazionale per cui le compagnie low cost costano poco perchè ti contringono a portare il bagaglio a mano, facendo sì che la pancia degli aerei sia vuota e possa essere riempita di serbatoi per rilasciare nell’atmosfera sostanze nocive che ci fanno ammalare con relativo guadagno delle case farmaceutiche?

Orbene, le scie di condensa, perchè questo sono, le vediamo, si formano in base all’umidità dell’aria, che alle altitudini a cui viaggiano gli aerei può cambiare da un minuto ad un altro. Tra i prodotti della combustione dei motori degli aerei c’è il monossido di carbonio. È incolore, inodore ed insapore… avete mai immaginato se potessimo cololarlo? Magari di un bel viola! Il traffico aereo di un aereoporto come Fiumicino emette giornalmente gas inquinanti pari alla quantità che emetterebbero circa 350 mila auto non catalizzate. Adesso dipingete il tutto di viola… Avete ancora paura delle scie di condensa oppure avete capito cosa è dannoso per la salute e per la natura? Immagino di no.

I social network altro non sono che la trasposizione virtuale di un bar di periferia, dove ogni giorno entrano personaggi che sparano a cazzo sentenze e finte notizie, raccattate su giornalacci tipo “cronaca vera” o “novella 2000”, mettendo in moto discussioni senza senso a cui tutti gli avventori partecipano, salvo poi salutarsi come se niente fosse e tornare ognuno al proprio lavoro.

Un bar di periferia dove di tanto in tanto si ferma un personaggio di spessore, a cui tutti fanno la riverenza, per poi prenderlo sonoramente a parolacce quando esce dalla porta. Un bar, in una periferia, che qualche volta ospita la festa di paese e quindi arrivano persone da altri posti e portano una ventata di aria fresca. Ma che poi ripiomba nella sua mediocrità e tristezza.

Inoltre, come lessi una volta, in un moderno smartphone è contenuto un livello di tecnologia pari a quella utilizzata per mandare l’uomo sulla luna nel 69! Se ne deduce che al giorno d’oggi una tecnologia immensa è nelle mani di una marea di ignoranti che non hanno la minima idea di come usarla. E della sua pericolosità.

2 Responses to "Derive social"

  1. Amen   11 luglio 2017 at 7:15

    È ovvio: la mediocrità è la condizione più diffusa tra gli esseri umani. Ma cerchiamo di considerare questo termine come una vox media. Esiste anche, infatti, l’aurea mediocritas oraziana, propria del saggio “contentus vivere parvi”, che conosce i suoi limiti ma li accetta di buon grado. Non possiamo essere tutti persone eccezionali (il termine stesso indica una condizione che non si verifica spesso). Poi, del resto, anche le persone che eccellono in qualche campo hanno le loro debolezze, lacune, idiosincrasie. Siamo fatti così: inutile recriminare. Non è un bel mondo, quello della nostra epoca; ma proviamo a guardare indietro alla ricerca di un periodo in cui il mondo è stato bello e vivibile… Ricerca frustrante e fallimentare…

  2. Scie comiche   11 luglio 2017 at 17:42

    …dormi che spari meno cazzate!

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