Il Masterplan delle meraviglie inizia a mostrare le sue crepe: il bluff dell’Abruzzo Regione Ciclabile d’Italia

Il Masterplan delle meraviglie inizia a mostrare le sue crepe: il bluff dell’Abruzzo Regione Ciclabile d’Italia

di Christian Francia  –

Luciano D'Alfonso grasso elimina le piste ciclabili dal Masterbluff
Il volubile governatore Luciano D’Alfonso vuole eliminare le piste ciclabili dal Masterplan per l’Abruzzo

L’ultimo annuncio sensazionalistico c’era stato domenica scorsa, nella trasmissione televisiva LINEA BLU su RAI1, dove un impacciato Dirigente del Servizio Politiche Turistiche, Demanio Marittimo e Sostegno alle Imprese, Francesco Di Filippo, ha millantato in anteprima nazionale l’esistenza di 131 km di pista ciclabile da Martinsicuro a San Salvo, pista ciclabile che, a breve, verrebbe implementata da nuovi percorsi verso l’interno, lungo le aste fluviali.

Tralasciando il fatto che il progetto Bike to Coast, al quale si riferiscono i 131 km annunciati, ma non ancora del tutto realizzati, si è rivelato un accozzaglia di piste e pistarelle, dai colori più improbabili, con dimensioni, spesso, non conformi alle normative vigenti, per ampi tratti intransitabili dai ciclisti nei mesi estivi per interferenze con i pedoni e le autovetture (qualche comune, come Francavilla al Mare, ne ha addirittura approfittato per costruire un lungomare che di ciclabile ha poco); e tralasciando pure il fatto che il tratto relativo alla Costa Teatina non ha visto neppure l’inizio del lavori, ci vogliamo concentrare sull’implementazione della ciclabile costiera, che la Regione ha pomposamente denominato Bike to Coast & INSIDE, dedicandogli 64 milioni di euro nel bilancio del Masterplan Abruzzo.

Il nome INSIDE non poteva essere più che mai profetico, visto il posto dove gli abruzzesi rischiano di prenderselo, per l’ennesima volta, dato che la Regione Abruzzo, capitanata da quel Luciano D’Alfonso che spesso si è dichiarato a favore della mobilità ciclistica urbana e del cicloturismo (tanto da affidare un assessorato specifico al teramano Dino Pepe, assessore che, però, sembra non aver ancora ben capito di cosa si tratta, confondendosi, evidentemente, con le altre deleghe, tipo la caccia o l’agricoltura) ha avuto un’idea geniale.

Il governatore dell’Abruzzo (noto prescritto ed habitué delle aule giudiziarie) vorrebbe dirottare il grosso dei 61 milioni di euro di stanziamenti previsti per le piste ciclabili (cioè ben 40 milioni di euro, per l’esattezza) per tappare qualche buca nelle pur disastrate strade provinciali.

Quindi la Regione da una parte fa accordi con le associazioni, tra cui quella più rilevante a livello nazionale (la FIAB) che si occupano di biciclette e di cicloturismo, dando incarichi alle Università (ma la cosa sarà legittima) per redigere linee guida e rete regionale della mobilità ciclistica, facendosi aiutare dall’onnipresente Antonio Sorgi, già plenipotenziario sotto la Giunta Chiodi, poi caduto in disgrazia, poi risorto come Direttore dell’ADSU teramano e ora superconsulente per la regione per tutto e di più; dall’altra parte si rimangia la promessa di finanziamento fatta alle quattro province (10 milioni di euro ciascuna per opere ciclabili sul loro territorio + 20 milioni di euro a disposizione della Regione per opere di rilevanza regionale).

Il motivo: servono soldi per sistemare la viabilità ordinaria.

Il che è vero, ma se i 10 milioni di euro per la folle idea di una funivia che collegasse il centro di Teramo con l’ateneo di montagna di Colleparco sono stati brutalmente tolti al Comune con la motivazione che tali fondi erano condizionati, perchè per le ciclabili si può stravolgere una intera programmazione regionale, che tra l’altro aveva avuto risonanza, e il plauso, a livello nazionale su tutti i siti dedicati al turismo in bicicletta?

Il motivo ve lo spieghiamo noi: l’unica Provincia ad aver predisposto un minimo di programmazione, e di progettazione, sulla rete ciclistica (anticipando la Regione stessa) è la Provincia di Teramo, che ha adottato linee guida per la realizzazione dei suoi percorsi e studi di fattibilità per le piste ciclabili lungo la Valle del Vomano e del Tordino, oltre ad un progetto definitivo per la ciclabile sul Vibrata, e sta lavorando per i progetti definitivi degli altri percorsi.

Dalle altre Province solo proposte confuse, a parte la ciclabile dell’Aterno che interessa l’aquilano; ma a L’Aquila ha appena vinto il centrodestra e quindi togliere fondi per le piste ciclabili punisce, in un colpo solo, due province: una il cui capoluogo ha spernacchiato il PD nelle ultimissime elezioni e l’altra il cui Presidente, con le sue ambizioni parlamentari, probabilmente fa ombra a D’Alfonso e agli altri aspiranti piddini ad uno scranno alla Camera e al Senato.

Vabbé, direte voi, ma le strade provinciali bisogna pure aggiustarle. E avete ragione, ma si può farlo sottraendo soldi ad altri progetti, molto più inutili, come ad esempio:

– il collegamento del porto di Ortona al casello della A14 (2 milioni di euro), strada che passerebbe, tra l’altro, sul percorso ciclabile previsto dal progetto Bike to Coast;

– il già citato collegamento con filovia tra Teramo e Università (10 milioni di euro);

– la funicolare di collegamento tra Chieti città e ospedale clinicizzato (10 milioni di euro), ospedale che è risultato costruito con materiali inidonei e deve essere abbattuto e ricostruito;

– la variante alla SS17 a sud di L’Aquila (37.700.000 di euro), variante che passerebbe quasi dentro l’ospedale di L’Aquila;

– la pedemontana Campo Imperatore – Rigopiano – Castelli (6 milioni di euro), ennesima strada inutile e dannosa, in zone a rischio valanga e frane;

– altre opere del Masterplan di scarsa o nulla utilità e, in alcuni casi, addirittura dannosi per la collettività.

Invece il Governatore, sentendosi il fiato delle elezioni sul collo, decide di colpire dove pensa di perdere meno consensi elettorali: sulle biciclette. Biciclette e ciclisti che, diciamoci la verità, stanno sulle palle un po’ a tutti, almeno qui in Abruzzo e in Italia, mentre nel resto d’Europa muovono un’economia fatta di risparmi, crescita di imprese, promozione turistica, tutela della salute, che è stata calcolata in oltre 500 MILIARDI di euro!!!

Ma noi siamo in Abruzzo, dove la visione politica e amministrativa non va oltre la durata di una legislatura ed il consenso politico si misura a colpi di buche tappate e promesse elargite. Il futuro, da noi, può attendere (e attenderà ancora molto).

P.S.: Ma il Masterplan, detto Masterbluff, a cosa cazzo serve se gli stanziamenti ivi contenuti possono essere rimodulati e dirottati a piacimento delle volontà politico-elettoralistiche? E siccome la rimodulazione è libera, come mai quando non c’è la volontà politica si annuncia con grande prosopopea che sarebbe vincolata? A fare in culo D’Alfy. A fare in culo il PD. Chiedo venia, volevo dire: “vaffaINSIDE”.

6 Responses to "Il Masterplan delle meraviglie inizia a mostrare le sue crepe: il bluff dell’Abruzzo Regione Ciclabile d’Italia"

  1. Siffredi   27 giugno 2017 at 22:27

    Anch’io amo L’INSIDE

  2. Guido   28 giugno 2017 at 5:55

    INCREDIBILE!!! Anni di annunci, di convegni, di rotture di marroni sull’importanza del cicloturismo, e adesso questo annuncio!
    Direbbe il buon Flaiano: poche idee ma confuse; anche se, le idee, questi ce l’hanno ben chiare, sono gli abruzzesi che sono confusi (seppure si intravede, qua e là, qualche spiraglio nella nebbia dell’ottusità elettorale nostrana)

  3. Giuseppe S.   28 giugno 2017 at 9:54

    D’Alfonso è un pallone gonfiato. Ma qualcuno non se n’è ancora accorto.

  4. Goffredo Rotili   28 giugno 2017 at 12:42

    Le piste ciclabili non riusciranno a sviluppare il turismo marino Abruzzese.
    Bisogna migliorare le strade all’interno del territorio montano, che accolgono già una grande affluenza di veri ciclisti turistici .
    Occorre valorizzare le immagini storiche dei centinaia villaggi del Parco Nazionale dei Monti Della Laga e del Gran Sasso , la qualità delle acque di altissima quota che sono state deviate ad alimentare il Lago di Campotosto e che vanno ad alimentare poi il fiume Aterno-Pescara ed il Vomano .
    Due piste ciclabili realizzate una all’interno del Bosco Martese ed un’altra verso il Pizzo del Camoscio , fino a 2400 mt.s.l.m. farebbero impazzire di gioia i ciclisti amatoriali.-Goffredo Rotili

  5. Blade Runner   29 giugno 2017 at 2:57

    Probabilmente D’Alfonso non va in bicicletta, altrimenti si renderebbe conto di quanta gente la usa e la ama.
    E della valanga di voti che si appresta a perdere.
    Buona fortuna per il suo prossimo lavoro.

  6. La verità   3 luglio 2017 at 20:27

    Speravo in un futuro migliore, piste ciclabili dentro la città e collegate nell’entroterra.
    Se fossi sindaco userei soldi solo per le ciclabili, non mi importerebbe dei voti. Una generazione di vigliacchi codardi che ci hanno rubato il futuro.
    Un ragazzo di 20 anni.

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