PDisastro alle elezioni amministrative! I “centrosinistri” affondano ovunque, anche dove erano uniti. In Abruzzo è cappotto 0-4: a Tortoreto e Martinsicuro il PD è arrivato terzo, a L’Aquila e Avezzano il centrosinistra (sebbene unito) si è comunque suicidato al ballottaggio

PDisastro alle elezioni amministrative! I “centrosinistri” affondano ovunque, anche dove erano uniti. In Abruzzo è cappotto 0-4: a Tortoreto e Martinsicuro il PD è arrivato terzo, a L’Aquila e Avezzano il centrosinistra (sebbene unito) si è comunque suicidato al ballottaggio

di Christian Francia  –

PD perde dappertutto dito medio
Gli Italiani hanno mandato a fare in culo il PD

Il giorno dopo la Caporetto del Partito Democratico alle elezioni amministrative, ci si domanda: ma il consenso che fine ha fatto? È andato altrove. Soprattutto a casa o al mare. Pochissimo al Movimento 5 Stelle, molto al centrodestra berlusconiano.

Chi ha vinto le elezioni? Il centrodestra. Chi le ha perse? Il PD e il M5S. L’affluenza crolla (è andato a votare solo il 46% degli elettori).

Nel 2012 il centrosinistra aveva conquistato 16 comuni capoluoghi di provincia, ieri ne ha vinti 7 e ne ha persi 9. Il centrodestra nel 2012 aveva vinto 6 comuni capoluoghi, mentre ieri ne ha vinti 16 (guadagnandone 10).

Sui 25 comuni capoluoghi di provincia chiamati alle urne, i due restanti sono Parma (riconquistata da Federico Pizzarotti con la sua lista civica antigrillina) e Trapani (dove il candidato di centrosinistra, rimasto solo al ballottaggio per il ritiro dell’avversario, ha perso finanche senza contendente determinando un nuovo commissariamento).

A Genova (mai governata dal centrodestra) e La Spezia (città del ministro Andrea Orlando) il centrodestra conquista due roccaforti rosse. In Piemonte il centrosinistra perde Alessandria e Asti. In Toscana il centrosinistra viene sconfitto a Pistoia e a Carrara (dove vince il M5S). In Lombardia il centrosinistra lascia al centrodestra i tre capoluoghi dove si votava: Lodi, Monza e Como. Sconfitta anche a Sesto San Giovanni, altra storica roccaforte rossa. In Emilia Romagna il centrosinistra perde Piacenza e non riesce nella scalata al comune di Parma.

Passano clamorosamente dal centrosinistra al centrodestra L’Aquila, Rieti, Oristano e Gorizia.

ABRUZZO

In Abruzzo, in particolare, il cappotto è fragoroso: già al primo turno di due settimane or sono il PD aveva fatto terzo sia a Tortoreto che a Martinsicuro, ma ieri il centrosinistra (sebbene unito) è stato preso a sberle dal centrodestra sia a L’Aquila che ad Avezzano nonostante fosse largamente in vantaggio, perdendo tutti i ballottaggi (e pure a Martinsicuro e ad Ortona ha vinto il centrodestra).

È macroscopica la lezione che gli abruzzesi hanno impartito al Presidente della Regione Luciano D’Alfonso e al suo sistema spregiudicato ed inefficiente di gestire i soldi pubblici. Appare lapalissiano che il centrosinistra perderà rumorosamente le prossime elezioni regionali e a vincerle sarà il centrodestra (per mancanza di radicamento del M5S che ha deciso scientificamente di non voler vincere in moltissime realtà italiane per assenza di una classe dirigente).

PD

Le innumerevoli incongruenze del renzismo, il distacco definitivo dal popolo frustrato dalla crisi e inviperito dagli ignobili salvataggi delle banche operati dal governo di centrosinistra, hanno determinato un odio purissimo per il PD a trazione Matteo Renzi.

Da quando il cazzone di Rignano sull’Arno è divenuto il padrone del PD nel 2013 il centrosinistra ha perso tutto quello che poteva perdere: quasi tutte le grandi città, nonché buona parte delle medie e piccole città, nonostante le elezioni amministrative fossero la solida base del partito, sorretto da una capillare classe dirigente locale.

I risultati dei ballottaggi nei capoluoghi toscani sono impietosi per Renzi, umiliato pure dagli insuccessi su tutta la linea in Emilia-Romagna. Il PD avrebbe bisogno di “derenzizzarsi” totalmente, ma purtroppo non può perché è ostaggio di un incapace che è stato appena rieletto segretario, per cui dovrà subire in silenzio ogni cocente sconfitta fino all’esaurirsi della foga renziana. La leadership di governo ipotecata da Renzi con le recenti primarie, sarà il turbo per qualsivoglia avversario politico che passeggerà sul cadavere del Partito Democratico sia alle prossime elezioni politiche e sia alle regionali.

Il PD affonda miseramente con indosso il cartello della vergogna: “Lasciateci fare schifo in pace”. E chi vi disturba? Schiattate serenamente perché la morte dei coglioni non suscita né tristezza né compassione.

Genova e Sesto San Giovanni, conquistati dal centrodestra per la prima volta dalla nascita della Repubblica, sono gli ultimi simboli di un passato inossidabile che si è arrugginito. Ma il dato più clamoroso che certifica la fine eterna del centrosinistra è fornito proprio da queste amministrative, laddove il PD ha dimostrato a se stesso e ai tromboni della sinistra (che pretendevano di correre uniti per poter vincere), che pur presentandosi agli elettori come centrosinistra unito, compatto e allargato (inglobando persino la sinistra radicale), l’esito si è rivelato ugualmente negativo.

La realtà è banale ed evidente: il Partito Democratico ha perso qualsivoglia credibilità e finché ci sarà Renzi alla guida non potrà mai rialzare la testa. La capillarità della sconfitta da nord a sud è indice della disgregazione politica e sociale sul territorio, disgregazione voluta pervicacemente con il referendum costituzionale, con l’asservimento alle lobbies, con le strizzate d’occhio ai poteri forti, con l’innamoramento per i banchieri e l’odio per i bancari (nonché l’indifferenza per i risparmiatori e i correntisti).

Il PD odia la gente, odia i lavoratori, odia il suo stesso DNA, perciò perde e perderà ancora tanto. La relazione con il proprio elettorato si è rotta definitivamente e tutti i segnali sono rimasti inascoltati, cosicché appare impossibile risalire la china con una classe dirigente sorda e incapace.

Nel risultato di ieri hanno pesato gli ultimi anni di governo e la disaffezione che ha ingolfato l’astensionismo, perché è impossibile passare sopra alla ripresa annunciata e mai arrivata, così come è inaccettabile il debito pubblico che cresce al ritmo di due miliardi di euro al mese (parte del quale è finito nella voragine delle banche, con il conto che resta da pagare ai risparmiatori e ai contribuenti).

M5S

L’esclusione dei grillini da quasi tutti i ballottaggi che contano – eccetto Asti (che ha comunque perso) e Carrara – ha portato voti ai candidati del centrodestra. Essere assenti sul territorio, non avere messo in piedi una struttura, dei coordinatori, dei referenti, è costato molto alle ambizioni adolescenziali grilline che hanno dovuto masticare amaro e prendere atto che non si va lontano con questo sistema di comando verticista, con la proprietà privata del simbolo, con la parvenza di democrazia virtuale che altro non è che centralizzazione antidemocratica.

CONCLUSIONI

Questa tornata elettorale ha insegnato molte cose: che l’incapacità prima o poi si scopre; che le furberie alla Renzi e alla D’Alfonso hanno le gambe corte; che esiste un margine gigantesco di vittoria per tutte le realtà civiche e politiche che siano distinte e distanti dal Partito Democratico (preso atto che al M5S non interessa affatto radicarsi sul territorio e governare gli enti locali).

È da qui che parte la rincorsa per la cacciata di tutti i capibastone (di destra e di sinistra) anche dalla città di Teramo.

One Response to "PDisastro alle elezioni amministrative! I “centrosinistri” affondano ovunque, anche dove erano uniti. In Abruzzo è cappotto 0-4: a Tortoreto e Martinsicuro il PD è arrivato terzo, a L’Aquila e Avezzano il centrosinistra (sebbene unito) si è comunque suicidato al ballottaggio"

  1. Antonio M.   26 giugno 2017 at 18:01

    Mi diapiace che continui a sminuire il fatto che ci siano stati 8 ballottaggi vinti su 10. Con percentuali strabilianti!!!
    – Carrara: sindaco M5S (65,57%)
    – Fabriano: sindaco M5S (60,23%)
    – Guidonia: sindaco M5S (51,45)
    – Canosa di Puglia: sindaco M5S (51,25%)
    – Acqui Terme: sindaco M5S 50,03%
    – Mottola: sindaco M5S (59,30%)
    – Santeramo: sindaco M5S (70%),
    – Ardea: probabile sindaco M5S (60,44%).

    Le amministrative non sono le politiche e alle prossime elezioni , ormai non più imminenti, lo si vedrà!!!

    Per pura informazione …

    http://www.beppegrillo.it/2017/06/ogni_maledetta_elezione_il_movimento_5_stelle_continua_a_crescere.html

    inoltre

    ” LE SOLITE BALLE PER SCREDITARCI, VE LO DIMOSTRO
    Ricapitolando:
    – di 10 ballottaggi cui abbiamo partecipato ne abbiamo vinti 8;
    – aggiungendo i 2 sindaci presi al primo turno portiamo a 45 il numero totale dei nostri sindaci;
    – siamo cresciuti del 20% in una sola tornata elettorale;
    – siamo cresciuti in valori percentuali in tutte (ma proprio tutte) le città dove ci siamo presentati;
    – ovunque ci siamo presentati l’abbiamo fatto esclusivamente col nostro simbolo e senza liste a sostegno;
    – abbiamo vinto in entrambi i comuni più vicini a Roma dove siamo andati al ballottaggio, Ardea e Guidonia.

    Questi pochi dati dimostrano chiaramente quanto inutile parlare si sia fatto, quanta triste mistificazione sia stata profusa agli italiani attraverso finti scoop giornalistici e ricostruzioni inventate di sana pianta.
    Il MoVimento 5 Stelle continua a crescere inesorabilmente perché, come diciamo da sempre, è un progetto non un volto.
    Queste elezioni ci consegnano, inoltre, un altro dato clamoroso ovvero la totale sconfitta del PD renziano che è riuscito a perdere in tutti i ballottaggi in Emilia Romagna oltre a Genova e Sesto San Giovanni, luoghi dove la sinistra dominava da 70 anni a questa parte.
    È evidente, e va riconosciuto, il salto del centro destra ma attenzione, una cosa sono le amministrative dove puoi fare i listoni tanto nessuno si accorge dell’inganno, altro sono le politiche dove Salvini e Berlusconi dovranno nuovamente farsi vedere a braccetto dopo anni di “mai più con lui”.
    Una cosa è certa, checché ne dica Ricci (altro pollo da batteria di Renzi), le prossime politiche vedranno il M5S più presente e forte che mai. Statene certi. Manlio di Stefano”

    Intanto oltre alle macerie del PD sappiate che a giorni si vota per votare il CETA /TTIP di cui la maggior parte delle persone, grazie alla disinformazione di massa di regime, ne ignora l’esistenza!!!! Si darà il colpo di grazia al nostro Paese!!!
    http://www.beppegrillo.it/2017/06/ceta_basta_parole_mobilitiamoci.html

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