Nuovissima Giunta balneare a Teramo. La sede del Comune viene spostata nella piscina all’aperto dell’Acquaviva

Nuovissima Giunta balneare a Teramo. La sede del Comune viene spostata nella piscina all’aperto dell’Acquaviva

di Christian Francia  –

Silvio Antonini non supera la prova costume
Silvio Antonini, assessore comunale di Teramo per due soli mesi

Venghino signore e signori, venghino! È arrivato in città il Circo Brucchi! L’unico Circo con animali! Numeri incredibili: c’è la donna cazzone, il trapezista cieco, il domatore di coglioni, clowns e pagliacci di inaudita varietà.

Non ci resta che assistere allo spettacolo, tanto il biglietto lo paghiamo comunque – e a carissimo prezzo – con tasse comunali alle stelle e servizi pubblici da terzo mondo.

Non ci sono più parole per descrivere la vergogna di una classe politica che tiene una città in ostaggio da 13 anni senza aver realizzato nulla, prodotto nulla, aiutato nessuno.

Il regime dell’immobilismo tenuto in piedi da Maurizio Brucchi, Paolo Gatti e Paolo Tancredi ha un solo nome: SFASCISMO.

Dopo gli ennesimi due mesi di mal di pancia di tre pusilli di maggioranza (i consiglieri comunali Falasca, Caccioni e Sbraccia) i quali hanno sbattuto i pugni sul tavolo per costringere il sindaco a togliere di mezzo tre assessori in nome del risparmio, Brucchi ha concesso solo una testa da sacrificare sull’altare della conciliazione: quella dell’ex assessore Silvio Antonini, politico gattiano di spiccato squallore, ma certamente non più squallido dei suoi colleghi di giunta che restano tutti e otto a pasteggiare con i lauti stipendi assessorili (stipendi che non hanno mai prodotto qualità gestionale e amministrativa).

Orbene, se la vista non mi inganna, i tre consiglieri malpancisti hanno pubblicamente e ripetutamente dichiarato che il loro appoggio fosse condizionato (senza margine di trattativa) al varo di una giunta a sei membri, più un eventuale settimo esterno ai partiti della coalizione.

Ciò significa che Brucchi non ha ceduto al ricatto dei tre dissidenti, ma ha invece ceduto al ricatto dei suoi due capibastone Paolo Gatti e Paolo Tancredi, i quali di contro pretendevano di restare con l’assetto precedente a nove membri.

Il frutto di questa infame trattativa è la testa di Antonini, il quale non ha superato la prova costume necessaria per rientrare nella Giunta balneare, così chiamata perché durerà lo spazio di un’estate in quanto – giova ricordarlo – il sindaco dovrà dimettersi per legge entro il 17 settembre 2017 se vorrà candidarsi al Parlamento.

Se i tre consiglieri malpancisti hanno un residuo di dignità e non vorranno scomparire dal panorama politico locale, sono adesso costretti giocoforza a dimostrare che facevano sul serio e – preso atto dello schiaffo loro assestato da Brucchi – sono chiamati al gesto di coerenza di abbandonare la maggioranza e recarsi subito da un notaio insieme alla minoranza per dimettersi tutti contestualmente e in tal modo mettere fine al Circo che ha ridicolizzato ed impoverito tutti i teramani da troppi anni a questa parte.

Nell’attesa che dignità e coerenza trovino un minimo di apprezzamento, siamo orgogliosi di pubblicare una commovente poesia del Premio Nobel per la Letteratura, l’eccelso Giacomo Stopardi Palle.

Il componimento poetico è dedicato a Silvio Antonini e si intitola: A Silvio.

“Silvio, rimembri ancora

quel tempo della tua vita politica,

quando viltà splendea

negli occhi tuoi ambiziosi e assessorili,

e tu, mediocre e pensoso, il limitare

di Giunta salivi?

Sonavan le quiete

Stanze del Comune, e le vie dintorno,

al tuo perpetuo miagolio,

allor che all’opre assessorili intento

sedevi, assai contento

di quel vago avvenir che in mente avevi.

Era il maggio odoroso: e tu solevi

così menare il giorno.

D’in su i veroni del comunale ostello

i cittadini porgean gli orecchi al suon della tua voce,

ed alla zampa veloce

del Gatti che percorrea la faticosa tela politica.

Lingua mortal non dice

quel che i teramani sentivano in seno.

Che pensieri soavi,

che speranze, che cori, o Silvio mio!

O natura, o natura,

perché non rendi poi

quel che prometti allor? Perché di tanto

inganni i figli tuoi?

Tu pria che l’erbe seccasse l’estate,

da chiuso morbo combattuto e vinto,

perivi, o tenerello. E non vedevi

il fior degli stipendi tuoi;

né teco i compagni ai dì festivi

ragionavan di come turlupinare i teramani.

Ahi come passato sei,

caro compagno del Futuro In,

mio illacrimato che la vita spreme!

Questa la sorte delle gattiane genti?

All’apparir del vero

tu, misero, cadesti: e con la mano

il portafogli ed una tomba ignuda

mostravi di lontano”.

3 Responses to "Nuovissima Giunta balneare a Teramo. La sede del Comune viene spostata nella piscina all’aperto dell’Acquaviva"

  1. CHE RIDERE   21 giugno 2017 at 15:04

    Ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah

  2. Anonimo   21 giugno 2017 at 15:52

    Signor Francia non è che vuol diventare nuovamente uno sponsor?
    Rimembri ancor quel tempo quando beltà splendea per pomi gialli e succulenti che poscia marciron quasi immantinente?

  3. Antonini chi?   21 giugno 2017 at 19:40

    Sublime il riferimento al portafogli.

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