Il diritto di sopraffazione

di DIONISO  –

Prepotenza - Leopardi

Un pensiero del grande filosofo Giacomo Leopardi

Viviamo in un mondo in cui la gente, lungi dal cercare di acquisire – qualora non l’abbia, o di approfondire qualora si ritenga edotta – una coscienza realmente critica, in realtà concepisce le proprie convinzioni partendo da premesse niente affatto dimostrate ma date semplicemente per scontate, cioè verità preconfezionate, fondamenta granitiche su cui poter edificare le proprie convinzioni argomentandole a piacere.

Un esempio tra tanti? La concezione liberalistica, secondo cui lo stato dovrebbe limitarsi ad essere uno stato poliziotto, la cui esistenza serva solo a garantire i diritti individuali delle persone e la loro “libera” iniziativa, senza nessuna intrusione volta a regolamentare o limitare la “libera” iniziativa umana.

E fin dove si possono spingere questi diritti? Nessuno può rispondere ovviamente, perchè i diritti aumentano ogni giorno, tanto che Von Hayek, sulle orme di David Hume ha definito il liberalismo una teoria evoluzionista.

Ma questa libertà di cui si parla è libertà di poter fare a discapito di chiunque, o meglio: è libertà di calpestare le altrui libertà?

Per capirci: Ma tutti questi “diritti” che, come vuole una certa demagogica lettura liberale, dovrebbero affermarsi in assenza dei cosiddetti lacci e lacciuoli di uno stato interventista hanno qualcosa in comune?

Io dico di sì e lo affermo convintamente: la madre di tutti i diritti liberali, opportunamente mascherato da libera iniziativa, è quello della sopraffazione, ovvero il raggiungimento del proprio tornaconto a discapito di chiunque.

Il ring del liberalismo, per usare una metafora, è quel ring dove un pugile professionista in possesso di un fisico possente e una tecnica raffinata può ammazzare di botte un esile mingherlino che non sa nemmeno cosa sia la boxe. Questo è quanto accade oggi nel mondo della finanza, dell’economia e del lavoro, o no?

Del resto il nobile precursore del liberalismo, John Locke, quando incassava i proventi delle sue quote azionarie nella Royal African Company, dedita alla tratta degli schiavi, pensava ai diritti di quelle persone o al proprio diritto di raggiungere il benessere sulla pelle e sul diritto degli altri?

Il mondo attuale da tanti anni va in questa direzione e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, ma la gente ha lo sguardo sul tablet o sul cellulare ed è intenta a “ballare sul Titanic” senza nemmeno immaginare le conseguenze.

2 Responses to Il diritto di sopraffazione

  1. nicola

    24 giugno 2017 at 10:41

    ottimo articolo, ma nessuno lo vuol recepire

  2. Amen

    29 luglio 2017 at 10:53

    Verità sacrosanta. Lo si vede anche nelle piccole disavventure quotidiane. Se uno, uscendo dal parcheggio a marcia indietro, rischia di schiacciare un pedone, non si sognerà mai di chiedere scusa (una semplice paroletta che ha il magico potere di rabbonire gli animi). Invece: “Lei però non doveva passare qua. Lei però deve guardare dove cammina.” È così via. Istinto di sopraffazione puro e semplice…

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