Vallecupola

Vallecupola

di Antonio Gambacorta  –

Sabato sera siamo andati a letto tardi… Cena tra amici, qualche birra, qualche grappa, ed alla fine domenica mattina erano le dieci quando io e mia moglie siamo saliti in sella. Il piano per evitare la noiosissima ed insidiosa A24 è saltato.

Rudy Baiocchi, Roberta Nardi ed i loro due figli, i “monellacci” Tommaso e Daria, ci aspettano per l’aperitivo e non possiamo tardare! Ci facciamo coraggio (nel senso di vincere la noia), imbocchiamo la superstrada che ci porta al casello di Basciano e proseguiamo fino all’uscita “Valle del Salto”.

Inutile che vi racconti il tratto di Autostrada dei Porci, di cui ho già parlato in altri articoli, basta che vi dica una cosa: Basciano – Valle del Salto, km 100 circa, €8,90. A voi le considerazioni. Dopo esserci fatti “levare la pelle” al casello, decidiamo di provare una strada diversa dal solito per arrivare alla nostra destinazione, che è un posto fantastico.

Così, dopo aver percorso qualche km sulla SR578 che è una sorta di superstrada, imbocchiamo la SP26, direzione Pescorocchiano. Siamo a due passi dalla Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia, e la provinciale si inoltra nel verde di boschi e montagne stupende, a volte si inoltra anche troppo in quanto la vegetazione ed il verde ai lati della strada pregiudicano la visibilità e lo spazio disponibile in carreggiata.

Ma noi siamo di Teramo e ormai siamo abituati a guidare le moto in condizioni ben peggiori. Sono pronto a scommettere che i prossimi talenti internazionali del Trial e dell’Enduro estremo saranno teramani!

La strada inizia a salire piano, ed alla nostra destra ad un certo punto vediamo un paesino arroccato su un costone roccioso, Pescorocchiano. Un piccolo borgo, come ce ne sono tanti nel Reatino, circondato di boschi di cerri e roverelle e faggi, con piccole valli coltivate, è famoso per la Castagna Rossa del Cicolano che ha ottenuto di recente il prestigioso riconoscimento europeo della denominazione di Indicazione Geografica Protetta (IGP).

Proseguiamo oltre, e ci infiliamo di nuovo nella stretta SP26, che nuovamente scende e si perde nel bosco. Ok, la guida non è il massimo e l’asfalto in alcuni punti è letteralmente sbriciolato, quindi ci vuole attenzione e non si riesce ad essere scorrevoli, ma alle volte è il paesaggio che vince, a discapito della guida.

Incontriamo un paio di contrade dove il tempo pare essersi fermato, poi la strada scende ancora e lentamente il bosco diventa meno fitto. Poco dopo alla nostra sinistra intravediamo un braccio del Lago Del Salto, che fa bella mostra di sè. Non mi abituerò mai a ciò che si prova quando in moto percorri strade che non conosci, magari in montagna, e svoltando un tornante invece del bosco o di una piccola valle, ti si para davanti un lago. È come un regalo. Un’emozione che ti fa respirare più profondamente, che ti toglie un peso dal petto anche se non lo avevi.

Il Lago del Salto è bellissimo, e con il sole di domenica tanta gente occupava le sue sponde per la tintarella e magari i più coraggiosi anche per un tuffo. Attraversiamo il “braccio” su di uno stretto ponte e ci godiamo i riflessi dei boschi circostanti e del sole alto delle 11:00 di mattina sul lago, che insieme creano sfumature di verde ed azzurro incredibili.

Proseguiamo per qualche km, costeggiando il lago alla nostra destra, ed il silenzio che ci avvolge è rotto solo dal rumore dello scarico della mia moto. Meraviglioso, il silenzio e ciò che abbiamo intorno. Beh, qui senz’altro sarebbe il caso ci fosse più manutenzione di strade e verde pubblico, perchè il lago ed i boschi sono nascosti da vegetazione alta e fastidiosa, che oltretutto abbraccia i guardrail ed i muri di contenimento, rendendo tutto un po’ confuso e claustrofobico.

La strada torna a salire e ci lasciamo il lago alle spalle. Qui la situazione è un pochino migliore per quanto concerne visibilità ed asfalto, ma occhio che è sempre una provinciale stretta e tortuosa. Ora di fronte ai nostri occhi c’è il lato orientale del Monte Navegna, che è brullo e roccioso e scende a strapiombo in alcuni punti; sotto uno di questi muri a sbalzo si nasconde parte del paese di Varco Sabino.

Questo piccolo centro della Sabina deve la sua importanza soprattutto al valico posto a breve distanza, da cui prende il nome e che anticamente collegava la Sabina con l’Abruzzo attraverso i monti Carseolani. Da vedere sono la chiesa parrocchiale, dedicata a S. Girolamo, e lo stupendo ponte romano che serviva appunto come via d’accesso all’Abruzzo.

Ci siamo quasi, ancora quattro km e siamo a destinazione. La strada sale prepotente, in quattro km si passa infatti da 742 a 1007 metri sul livello del mare. Il paesaggio è stupendo, con il Monte Navegna a sinistra e quello che gli abitanti del luogo chiamano “’U Monte” a destra. Le due montagne, speculari, sono molto diverse tra loro.

Il Navegna è verde, fatto di pascoli e boschi fino in cima, con deliziose radure circondate da cerri e faggi; ‘U Monte” invece è aspro, costellato di rocce e piccoli gruppi di alberi, con un colore d’insieme più grigio/marrone, ciononostante ogni volta che siamo venuti fin qui non sono mai mancati greggi di pecore o mandrie di simpatiche muccone al pascolo su ‘U Monte!

Ci siamo, ultimo breve rettilineo e sulla nostra sinistra appare la fortificazione medioevale, abbarbicata su un costone di roccia tra il Monte Navegna e ‘U Monte, sormontata nella parte più alta da una splendida torre. Vallecupola.

Saliamo il ripido pendio asfaltato che porta al Borgo e parcheggiamo sul lato dell’ingresso principale, praticamente all’ombra delle mura della Chiesa di Santa Maria della Neve, che è piccola e bellissima e conserva al suo interno il Volto Santo, un affresco di grande valore, l’unico esistente nella Sabina.

Manca un quarto d’ora alle 12:00, siamo in perfetto orario; entriamo a piedi nel Borgo, il bianco delle pietre con cui sono costruite le case riflette il sole e dona alle cose un candore ed un senso di calma che invitano a rallentare. Forse è solo una mia sensazione, ma di certo passare una giornata in un posto così è come stare in ferie un mese, ti rigenera.

Percorriamo la stretta via principale del Borgo ed arriviamo a casa dei nostri amici. Rudy, Roberta ed i “Monellacci” ci accolgono con caffè fumante e maritozzi al cioccolato, ed io penso che il mondo adesso è un posto migliore!

Come dicevo non è la prima volta che veniamo a Vallecupola, siamo stati ospiti dei nostri amici diverse volte. La signora Franca, madre di Roberta, è originaria di Vallecupola, ed è grazie alla sua ospitalità ed a quella del marito Gigi che noi qui abbiamo potuto passare splendidi weekend. Tuttavia se interessati ci sono appartamenti in affitto, un B&B, ed è in corso un progetto di Albergo Diffuso.

Terminata la seconda colazione, ci avventuriamo per il Borgo per incontrare altri amici e scattare qualche foto. Saliamo la stretta via che porta alla Torre per salutarla, come sempre. Si erge maestosa a guardia della valle sottostante, in origine serviva a controllare due importanti strade per il commercio, è incredibile che nevicate, ghiacciate e terremoti non l’abbiano mossa di un millimetro.

Le viuzze perfettamente pavimentate, le soglie e le finestre finemente rifinite e gli antichi portali, che si trovano in tante case del Borgo, denotano che un tempo questo doveva essere un posto privilegiato, ricco se vogliamo. In effetti la posizione e la morfologia del territorio circostante facevano sì che qui ci fossero grandi pascoli, inoltre il fatto di trovarsi all’incrocio di importanti vie commerciali diede al Borgo l’antico nome di Valle Cubra, ovvero ricca.

La passeggiata a piedi procede scendendo la Via degli Scaloni, che sono effettivamente degli ampi scaloni che permettevano di rientrare più agevolmente in paese dai pascoli sul Navegna. Questa via è meravigliosa, qui la seconda domenica di agosto, durante la Festa della TransHumanza, i portoni delle case e delle rimesse che danno sulla via stessa, si trasformano in piccoli punti di ristoro dove gustare le prelibatezze locali, mentre in piazza la Pantasima si esibisce nella sua danza.

La Pantasima è un fantoccio di cartapesta, con sembianze femminili, all’interno della quale si posiziona la persona che la fa danzare, ed al suo esterno vengono applicati fuochi pirotecnici. Anticamente, il ballo della Pantasima, aveva un significato propiziatorio.

Finiamo la via e salutiamo Palazzo Iacobuzzi, uno splendido palazzo perfettamente conservato, che ospita spesso mostre, seminari ed attività culturali. Incontriamo la signora Maria Grazia Di Mario, che è Direttrice della Biblioteca di Vallecupola. Si, perchè ulteriore eccellenza di questo Borgo è la Biblioteca Casa Museo Angelo Di Mario (personaggio nato a Vallecupola, studioso, artista e poeta, la cui attività scientifica si è ampiamente concentrata sugli studi della lingua etrusca).

La Biblioteca raccoglie oltre 6.000 volumi e riviste, ed è inserita nel Sistema Bibliotecario Nazionale e riconosciuta dalla Regione Lazio come Casa Museo, contiene anche numerose sculture e appunti di lavoro manoscritti.

Il “giro” vero e proprio termina con la visita allo “Zio Ugo”, che è davvero lo zio di Roberta, ed è il mio mito! Un uomo inossidabile, che ogni anno, quando torno in paese, mi stupisce con nuovi “lavoretti” fatti alla sua casa meravigliosa. Quest’anno ho potuto ammirare il forno a legna che ha costruito sfruttando una spaccatura nella roccia dove poggia casa sua. Grande Zio Ugo!

Si torna a casa per l’aperitivo, ce lo gustiamo sullo stretto balconcino affacciato sulle mura esterne. Vino bianco fresco ad accompagnare formaggio, pancetta ed olive di casa, con davanti agli occhi il rassicurante petto di ‘U Monte e dentro le orecchie soltanto il suono dei campanacci attaccati ai collari delle muccone.

Dopo pranzo andiamo a salutare il Monte Navegna. La scarpinata a piedi non è faticosa, anche perchè arriviamo soltanto nei pressi de La Forca, una vasta radura che si trova ai piedi del monte Navegna, riparata a nord dal Monte Poraglia. Qui nelle domeniche estive è meraviglioso fermarsi a passare intere giornate immersi nella natura.

Ci sono tanti sentieri e percorsi da fare a piedi o in mountain bike, o più semplicemente si può stare sdraiati all’ombra dei boschi a mangiare e bere, anche se il tempo purtroppo scorre, ed è ora di tornare in paese e montare in sella in direzione Teramo.

In piazza salutiamo Marco ed alcuni amici dell’Associazione Culturale Vallecupola, che dal 2012 si impegnano in una programmazione di eventi e feste, ragazzi innamorati del loro paese e con un’energia ed una voglia di fare mai spenta. Vi invito ad andare ad esempio il 5 e 6 agosto per la Sagra degli Arrosticini, oppure alla Festa della TransHumanza, che quest’anno si svolgerà il giorno 11 di agosto.

Vi troverete immersi in un posto incantevole, accolti da persone gentili e disponibili, e vivrete esperienze fatte di cose semplici ed autentiche, sempre più rare nel modo di intendere la vita “moderna”.

Sono le sei, è ora di andare. Saliamo in moto e salutiamo tutti gli amici di Vallecupola, con Rudy e Roberta ci vedremo a casa, anche loro sono venuti solo per un weekend, e ci rimettiamo in viaggio. Giriamo intorno al Lago del Salto e torniamo sulla SR578, poi autostrada A24 fino a casa.

Ogni volta che torniamo a Vallecupola stiamo alla grande, merito sì del fatto che stiamo insieme ad amici veri, di cuore, ed assolutamente formidabili come Rudy, Roberta ed i “monellacci” Daria e Tommaso, ma merito anche del Borgo e dei suoi abitanti.

Del resto nei paesi è così. Nei paesi si respira un’aria diversa, che sa di genuino, di buono. Sedersi su un muretto, fare due chiacchiere, bere una grappa fatta in casa, o anche solo una stretta di mano ed il chiedersi come va, non sono azioni di circostanza, ma gesti carichi di emotività e significato.

O forse no, forse è solo nella mia testa, ma a me va bene così.

Indicazioni stradali:

Teramo – Vallecupola km 130 circa

Autostrada A24 direzione Roma – Uscita Valle Del Salto – Prendere SR578 Salto Cicolana – Uscita Petrella Salto/Borgo S.Pietro/Fiumata – Proseguire su SP67 direzione Borgo San Pietro/Rocca Vittiana/Varco Sabino – da Varco Sabino a Vallecupola sono 4,5km.

Link utili:

https://vallecupola.wordpress.com/eventi-goderecci/about/

http://www.bibliotecasamuseoangelodimario.com/

Info:

vallis.cupulae@gmail.com

bibliotecadimario@libero.it

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