Federico II e la fantastica rocca di Castel del Monte

Federico II e la fantastica rocca di Castel del Monte

di Sergio Scacchiapaesaggioteramano.blogspot.it

Amo il tango. Non so ballarlo, ma amo guardare le coppie che, con immensa sensualità, volteggiano. Bellissimo vedere l’abbandono totale dell’una all’altro. Così è quando la nostra libertà si lascia guidare dalla Grazia e incontra davvero Dio. Quando il Signore tocca il cuore, la creatura torna a essere restituita a se stessa, compie un viaggio di ritorno recuperando le sue origini.

Le coppie sono bellissime. Ballano nell’ampio piazzale fuori dalla rocca di Castel del Monte.

Il tango non è solo ballo, è anche poetica, interpretazione musicale, un modo di esprimersi e un linguaggio corporale col partner. È un festival della serie “Ballando sotto le stelle”. Tra non molto ci saranno anche i danzatori di pizzica che non è solo salentina, ma anche della bassa Murgia.

È davvero bellissimo vedere questi ballerini volteggiare. Noi portiamo un tesoro nascosto nei nostri vasi di argilla, un tesoro divino. Se solo pensassimo a quale energia c’è in ogni creatura umana! Abbiamo dentro una vita che ci viene da prima di noi e va oltre noi, viene da Dio, la radice del vivere.

Quasi sto dimenticando che ho fatto tanti chilometri per scoprire il passato dello Stupor Mundi. Nell’agro di Andria, città tanto amata da Federico II di Svevia, a lui fedele fino alla fine, si erge su questa collina, l’affascinante Castel del Monte.

Si tratta di un misterioso e curioso maniero unico al mondo che Federico II, definito dagli uomini del suo tempo, lo “Stupor Mundi”, fece erigere negli ultimi anni del suo fortunato regno.

Gli studiosi pensano che si trattasse di una residenza di caccia, un luogo di riposo per il sovrano così oberato dagli impegni continui del regno.

Moltissimi, però, vogliono dare un significato esoterico a una costruzione così particolare, immersa nel paesaggio brullo ma dolce dell’alta Murgia, vicino alla valle dell’Ofanto, tra viti e ulivi secolari.

Castel del Monte ha una forma ottagonale, il colore bianco della roccia calcarea e differenti stili architettonici che donano bellezza all’insieme.

Man mano che ci si avvicina all’altopiano su cui troneggia il castello, pensi sempre di trovarti davanti a un mistero. Davvero qui si rifocillavano i Templari prima di recarsi in battaglia? Davvero qui Federico II viveva notti infuocate con le sue concubine?

E cosa c’è di vero sulle tradizioni sicuramente leggendarie che parlano di misteriose presenze demoniache che ancora oggi nelle fredde notti d’inverno si paleserebbero a chi si avventura da queste parti in piena notte?

E perché il castello non ha una struttura difensiva solita, mancante com’è di fossati, ponti levatoi, finestre protette? Eppure la sua posizione è molto strategica, dominante a 360 gradi sulla vallata.

Siamo, insomma, davanti a una rocca atipica che cela misteri a non finire, a volte anche inquietanti. La sua forma ottagonale, singolare, fa distinguere Castel del Monte da qualsiasi altra fortezza.

Era forse qui il ritiro di Federico, sovrano erudito che amava l’astronomia, studiava l’astrologia, ascoltava musica dotta, praticava le lettere.

Era sempre qui che, molto probabilmente, invitava uomini di alta cultura per improvvisati cenacoli d’arte.

Il mistero più grande, comunque, rimane la forma ottagonale. Otto torri, altrettanti spigoli, il numero che ricorre ovunque. Otto le tombe sotterrate che la leggenda vuole contengano gli altrettanti corpi dei crociati che tornarono morti dalla guerra santa, protagonisti e campioni dei templari.

Un’altra gustosa storia, a cavallo tra leggenda e realtà, racconta di un’abbazia benedettina che si trovava su questo colle, Santa Maria del Monte.

Federico avrebbe costruito il maniero proprio a ridosso del monastero e appena dieci anni prima di lasciare la vita, rubando pezzetto su pezzetto la terra ai religiosi. Eppure, pare che il sovrano sia stato da queste parti poche volte, oberato com’era da migliaia di impegni.

L’ottagono rappresenta pure il simbolo della fusione tra la natura umana, rappresentata dal quadrato, con la natura divina rappresentata dal cerchio.

Un grande affresco celebra questa unione tra materiale e immateriale nella Cappella Palatina di Acquisgrana, anch’essa, indovinate un po’, di forma ottagonale, naturalmente.

Ulteriori motivi di fascino del maniero sono le pietre coralline con le decorazioni e gli stucchi bianco candido, i diversi stili dell’interno, dal romanico al gotico fino al normanno che tanto piaceva allo Stupor Mundi.

Ovunque si possono riconoscere tributi al cristianesimo, all’Islam e all’Ebraismo che questo grande imperatore amava sempre amalgamare e unire.

Girovagando per le stanze del piano superiore si possono scoprire eleganti bagni, camini giganteschi, ingegnose cisterne, scale a chiocciola che salgono in senso anti orario e stanze che invitano a fantasticare su di un mondo ormai scomparso, quello dorato del periodo svevo.

Le ultime emozioni, Castel del Monte le regala all’estasiato visitatore, attraverso le sue grandi finestre a bifore, una affacciata a nord su Andria a trifore, con i loro gradini adibiti a comodi sedili in pietra dove sicuramente gli ospiti del sovrano si intrattenevano in amene discussioni.

Per arrivare a Castel del Monte in macchina basta percorrere l’Autostrada A14 (Bologna – Taranto) in direzione Barletta/Andria, superato il casello autostradale bisogna imboccare la tangenziale verso Andria. Oltrepassata la prima rotonda proseguite dritto e seguite la segnalazione Foggia che immette sulla statale 98, alla 5° uscita si legge nitidamente il cartello marrone turistico che indica l’uscita sulla SS 170 Dir che porta ai piedi del Castello.

Si parcheggia in un’area di fronte al Centro Bonomo, da qui una navetta porterà ogni 20 minuti al castello.

Castel del Monte apre alle 9,15 e chiude alle 18,45 e la biglietteria chiude mezz’ora prima. Il biglietto costa 5 euro.

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