25mo anniversario della strage di Capaci: Il VicePresidente del CSM Giovanni Legnini dovrebbe sciacquarsi la bocca prima di parlare di Giovanni Falcone

25mo anniversario della strage di Capaci: Il VicePresidente del CSM Giovanni Legnini dovrebbe sciacquarsi la bocca prima di parlare di Giovanni Falcone

di Christian Francia  –

Giovanni Legnini - ossimoro vivente sono PD parlo di Falcone
Il VicePresidente del CSM, l’abruzzese Giovanni Legnini, esponente del PD

Quando il magistrato Giovanni Falcone fu ucciso 25 anni fa, il 23 maggio 1992, io stavo terminando il Liceo Classico a Teramo e le stragi di quella estate (oltre a Falcone e alla sua scorta, anche l’altro magistrato siciliano Paolo Borsellino e la sua scorta furono barbaramente ammazzati il 19 luglio dello stesso anno) scavarono nel mio animo la convinzione di dovermi iscrivere alla Facoltà di Giurisprudenza.

All’Università “La Sapienza” di Roma, dove mi iscrissi, la famosa Aula 1 di Giurisprudenza fu subito intitolata “Aula Falcone e Borsellino”.

Con il passare degli anni mi sono dedicato con passione allo studio delle leggi, nella convinzione che l’ordinamento giuridico fosse il lascito di civiltà più importante della gloriosa Storia di Roma.

Purtroppo l’Italia di oggi vilipende la legalità in percentuali insostenibili a causa del deterioramento della coscienza civica e morale del popolo, cui fa seguito il deterioramento costante delle istituzioni repubblicane.

Ciò premesso, leggere oggi l’elogio di Giovanni Falcone da parte dell’abruzzese VicePresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Giovanni Legnini mi ha suscitato ripetuti conati che mi hanno costretto a stare abbracciato per ore alla tazza del cesso.

Non vorrei sembrare irriguardoso, ma Legnini è un esponente di punta del Partito Democratico, un partito infarcito di acclarati stupratori della legalità, a cominciare da parecchi amichetti di Matteo Renzi per giungere fino al governatore dell’Abruzzo Luciano D’Alfonso, per cui appare davvero di cattivo gusto che qualcuno del PD tessa l’elogio di un magistrato che per difendere la legalità ha rinunciato alla propria vita.

Legnini ha fama di essere persona perbene per cui – stando nel PD – se ne deve dedurre che o sia stupido oppure sia un opportunista che predilige poltrone e carriera alla coerenza personale. In entrambi i casi mi fa schifo come uomo, prima ancora che come politico.

Il VicePresidente del CSM ha ricordato come Falcone fosse garantista e riservato, come fosse irreprensibile nella sua vita privata, come fosse un giudice modello, come sia assurto alla statura del mito, dell’esempio per antonomasia di dedizione, integrità morale, di intelligenza e di rigore estremo nel condurre la lotta contro le mafie, fino ad essere percepito, in Italia e nel mondo, come archetipo e modello di magistrato”.

Legnini ha voluto esagerare annunciando la desecretazione degli atti del Consiglio Superiore della Magistratura relativi proprio a Falcone: “Con la decisione simbolica, fortissima, di rendere accessibili a tutti i cittadini gli atti del CSM relativi a Giovanni Falcone diciamo che il Consiglio si è riconciliato con la memoria del magistrato”.

Orbene:

1) Se Falcone è divenuto un mito, Legnini si rende conto di essere divenuto ridicolo?

2) È mai possibile che gli appartenenti al Partito Democratico siano regolarmente investiti in tutta Italia da scandali di natura corruttiva che fanno vomitare le persone oneste e che scavano un buco gigantesco nel bilancio dello Stato?

3) Il verminaio di Mafia Capitale non suggerisce a Legnini che se si è onesti si sta alla larga dal PD?

4) Il recente scandalo CONSIP non suggerisce a Legnini che il suo partito è tutt’altro che irreprensibile?

5) Il curriculum giudiziario del governatore D’Alfonso, noto prescritto proprio per reati corruttivi e perennemente indagato, non suggerisce a Legnini che è vergognoso far parte del PD?

6) Lo scandalo emerso proprio oggi a Giulianova con l’arresto di dirigenti e funzionari pubblici, ma anche con l’arresto di esponenti politici di area PD (che governa il Comune da lunghissimi anni), non suggerisce a Legnini che è proprio il suo partito ad essere un ricettacolo di gentaglia che è lontana anni luce dalla coerenza, dall’onestà, dall’integrità morale e dal rigore dei quali Falcone è il simbolo più luminoso?

Non si può appartenere al PD e fare la morale agli altri, non si può appartenere al PD e avere una morale specchiata, non si può appartenere al PD ed essere da esempio per nessuno, non si può appartenere al PD e rappresentare la magistratura che è il baluardo della legalità.

Ma Legnini non si preoccupa, pensa di essere stimato e riverito, quando chiunque abbia sale in zucca è costretto a pensare di lui ogni male possibile.

A tale riguardo, racconto un aneddoto poco noto.

All’inizio del 2014 si svolse un incontro all’Hotel Abruzzi di Teramo nel quale si parlava di politica e Giovanni Legnini faceva da relatore. Si approssimavano le elezioni regionali alle quali D’Alfonso si era già autocandidato come leader del centrosinistra (l’onnipresente Luciano era in prima fila anche in quella occasione).

Considerando a quel tempo Legnini persona stimabile, e sapendo per certo che molti dentro al suo partito lo spingevano a candidarsi a governatore per scongiurare l’apocalisse dalfonsiana, mi convinsi a rivolgergli la fatidica domanda.

Presi il microfono al banco dei relatori e chiesi a Legnini (con D’Alfonso che mi scrutava in tralice dalla prima fila): “Onorevole Sottosegretario, vorrebbe spiegare agli astanti come mai non si decide a candidarsi alla presidenza della Regione per salvare l’Abruzzo dalla disgrazia di un centrodestra fallimentare e dalla disgrazia doppia di un centrosinistra immorale che rischia di essere fagocitato da un pericoloso prescritto per corruzione quale è il qui presente Luciano D’Alfonso?”.

Risposta imbarazzata di Legnini: “Non mi sono voluto candidare alla Regione in quanto sono un membro del governo nazionale e volevo evitare la reductio ad unum”.

Cioè a dire che Legnini non voleva fare tutto lui, per cui dovendo scegliere fra un incarico di governo nazionale e salvare la sua regione preferiva di gran lunga starsene a Roma e fregarsene dell’Abruzzo, nonostante fior di esponenti del centrosinistra lo avessero supplicato in quanto solo lui avrebbe potuto avere l’autorevolezza e la credibilità per compattare il centrosinistra e impedire la folle candidatura di D’Alfonso (talmente folle che non si contano le macerie politiche e amministrative che dovremo censire dopo il suo passaggio da novello Attila).

Da quel giorno presi atto con tristezza della pusillanimità di Giovanni Legnini, persona che annovero fra le peggiori per il carrierismo e l’opportunismo ai quali ha posposto il bene dell’Abruzzo.

Quello stesso carrierismo e quello stesso opportunismo che Giovanni Falcone aborrì sempre nella sua vita.

Per questo oggi ricordiamo un eroe civile.

Per questo oggi manifesto tutto lo sdegno di cui sono capace per un personaggio che non prova vergogna di sedere nel CSM e di essere al vertice della magistratura nonostante rappresenti il Partito Democratico, cioè il partito che più di tutti gli altri offre motivi di lavoro alla magistratura penale di tutta Italia.

Legnini ha perso un’occasione per tacere e avrebbe fatto meglio a sciacquarsi la bocca con l’acido muriatico prima di parlare di Falcone, seduto fra gli esempi eroici che questa Nazione può orgogliosamente annoverare.

P.S.: Alcune gole profonde del PD sussurrano come ancora una volta sia stata offerta a Legnini la candidatura alla presidenza della Regione Abruzzo, per ricucire il centrosinistra dopo le macerie imbarazzanti lasciate da Luciano D’Alfonso, ma sembrerebbe che Legnini abbia gentilmente declinato, preferendo un tranquillissimo collegio sicuro quale parlamentare europeo alla bolgia infernale rappresentata dall’amministrazione regionale, specie dopo la devastazione causata proprio dal PD. Se ciò fosse vero, e sono certo che lo sia data l’attendibilità delle fonti, sarebbe l’ennesima prova della pusillanimità di Legnini, un abruzzese piccolo piccolo.

6 Responses to "25mo anniversario della strage di Capaci: Il VicePresidente del CSM Giovanni Legnini dovrebbe sciacquarsi la bocca prima di parlare di Giovanni Falcone"

  1. Francesco   23 maggio 2017 at 19:32

    Legniniiiiii, non hai fatto una bella figura!!

  2. anna   24 maggio 2017 at 11:18

    Questo è parlar chiaro.

  3. Antonio M.   24 maggio 2017 at 16:07

    Per non dimenticare un Magistrato servitore dello Stato. Ad imperituro ricordo della sua lotta in estrema solitudine, degna di un vero Uomo.

    https://youtu.be/F5MZmJLMQ9Y

    https://youtu.be/8chKKneDwWU

  4. Pino   24 maggio 2017 at 22:45

    Nel piccolo, la fotocopia di quello che succede a Teramo nella commemorazione ad esempio di Pannella. Sfilano e si vedono personaggi teramani, e non, che sono lontani anni luce dal pensiero e dall’azione Radicale portata avanti dal gigante Pannella. Il problema che questi soggetti sono convinti di essere simili, che hanno conosciuto, amato, frequentato, condiviso il pensiero e portato avanti le azioni di tali personalità. Raccontano cazzate di aneddoti probabilmente mai esistiti. Completamente dissociati. Per questo sono pericolosi per il bene pubblico.

  5. Leda Santosuosso   25 maggio 2017 at 11:13

    vogliamo parlare del sindaco brucchi che capeggia il corteo della manifestazione che si è tenuta ieri in memoria di Falcone?
    Lo stesso sindaco che recentemente, nel dimettersi, ha ringraziato silvio berlusconi ai cui principi si è sempre ispirato???

    IPOCRISIA allo stato puro. Falcone si starà rivoltando nella tomba…

  6. Roy Bean   26 maggio 2017 at 20:23

    Io mi aspetto una replica di Legnini.
    Ma col piffero che arriverà.

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