Intervista 3.0 a Monica Guerritore

di Christian Francia  –

Monica Guerritore - La regina del teatro

Monica Guerritore

“Se la gente vuole vedere solo le cose che può capire,

non dovrebbe andare a teatro; dovrebbe andare in bagno”.

(Bertolt Brecht)

Non occorrono presentazioni per la regina del teatro italiano, Monica Guerritore, attrice dal talento purissimo che ha cesellato una carriera impossibile da compendiare.

I suoi spettacoli teatrali, dei quali da oltre dieci anni è anche regista, offrono continui spunti di riflessione sulla ricchezza dei rapporti umani, mostrando una brillante capacità di penetrazione nei recessi della psiche e della coscienza dei personaggi.

Monica frequenta volentieri il teatro comunale di Teramo, dove negli ultimi anni ha portato con grande successo i suoi spettacoli, e ci ha manifestato il suo entusiasmo per la nostra città che ha avuto modo di visitare, apprezzandone i monumenti e le bellezze storico-artistiche.

L’apprezzamento per le nostre recensioni teatrali, che pubblichiamo assiduamente sul Fatto Teramano, ha spinto la Guerritore ha rilasciarci un’intervista esclusiva che è il migliore attestato di stima che potessimo immaginare di ricevere.

Nonostante sia impegnatissima nella tournée del suo ultimo “Mariti e Mogli”, versione teatrale dell’omonimo film di Woody Allen (il quale ha voluto che fosse proprio la Guerritore ad utilizzare la sceneggiatura del suo famosissimo film), Monica ci ha regalato pillole del suo pensiero che siamo felici di poter offrire ai lettori del nostro blog.

1) Carmelo Bene diceva: “Una vera signora s’ignora”. Cosa significa per Lei?

Non mi torna… non mi sembra appartenere a Bene…

2) Crede che chi sa recitare su un palcoscenico abbia qualche strumento in più per comprendere la vita?

Non so se ha qualche strumento in più. Ma è alla ricerca di quegli strumenti…

3) Qual è l’eredità culturale di Woody Allen?

Essere un narratore della nevrotica ricerca di soddisfazione (per il nostro ego) nell’Altro, nel Contesto, nell’ambiente esterno.

4) Crede che le sale cinematografiche sopravvivranno a lungo? E se no, questo sarà un danno?

I luoghi di aggregazione come teatri, cinema, stadi, non scompariranno mai. Sono le agorà del nostro tempo. Gli schermi possono sostituirli nei più pigri… ma non in tutti!

5) Qual è lo spettacolo teatrale da Lei interpretato che l’ha segnata maggiormente?

Non ce n’è uno. Sono pieni di segni: da Giorgio Strehler, a Gabriele Lavia, a Giancarlo Sepe… quest’ultimo è forse quello che mi ha consegnata a me stessa.

6) Qual è lo spettacolo teatrale al quale ha assistito che più l’ha impressionata?

“L’Anima Buona di Sezuan” di Bertolt Brecht, interpretata da Andrea Jonasson e diretta da Strehler.

Un caloroso abbraccio a Monica Guerritore che rinnova quotidianamente il culto del teatro come fulcro della cultura occidentale dall’antica Grecia ad oggi, perché – come disse Eduardo De Filippo – “il teatro non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita”.

2 Responses to Intervista 3.0 a Monica Guerritore

  1. Antonietta

    29 aprile 2017 at 8:03

    Complimenti davvero, non mancate mai di incuriosire. Grazie di esistere.

  2. Pietro

    29 aprile 2017 at 11:19

    Donna straordinaria e di grandissimo talento. Grazie per questa intervista esclusiva.

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