Dopo anni di guerra contro il sindaco, i commercianti teramani si innamorano di Brucchi

Dopo anni di guerra contro il sindaco, i commercianti teramani si innamorano di Brucchi

di Christian Francia  –

I commercianti teramani danno il meglio a 90 gradi
Commerciante teramana in una foto d’archivio

Questa città puzza di marcio lontano cento chilometri. Ogni giorno si scoprono nuove puttane desiderose di offrire prestazioni sessuali a chi è disposto a pagarle.

Leggo di consiglieri comunali che tremano all’idea di dover andare a casa a seguito delle dimissioni rassegnate dal sindaco Brucchi (dimissioni che diverranno definitive l’11 maggio prossimo, se il primo cittadino non le ritirasse entro quella data). Tremano fino al punto di sfornare comunicati stampa per far sapere a tutti – sia in proprio che tramite le loro finte associazioni – che sarebbero disposti a farsi dare in culo in Piazza Martiri pur di non rinunciare alla loro infima poltroncina, grazie alla quale riescono a ritagliare qualche piaceruccio per sé e per i propri famigliari.

Sappiano tutti che cotali consiglieri comunali non sono altro che puttane di basso livello, i cui favori costano meno di un piatto di lenticchie.

Ma c’è addirittura chi riesce a fare meglio sulla via della prostituzione e della svendita dei valori che si è finto di sbandierare negli ultimi anni: trattasi di quei geniacci dei commercianti, i peggiori dei quali hanno firmato un comunicato che definire orrido è un eufemismo.

Gli autori del vomitevole gesto sono la Confcommercio, la Confesercenti, la CNA Commercio e il Comitato “Commercianti post sisma Teramo”, i quali si sono messi a 90 gradi in piazza e si sono dichiarati disposti a qualunque umiliazione pur di poter rimanere sotto il giogo del sindaco dimissionario.

Strano, perché sono certo di aver sentito con queste orecchie e letto con questi occhi da almeno cinque anni un’esasperazione dilagante dei negozianti nei confronti della maggioranza comunale, incapace – a loro dire – di esercitare il benché minimo comando e di saper minimamente governare il capoluogo di provincia.

Stranissimo, perché sono certo di aver visto i commercianti stracciarsi le vesti lungo Corso San Giorgio ed urlare al microfono che Brucchi se ne sarebbe dovuto andare prima del tracollo finale delle attività imprenditoriali.

Giuro che non ho sognato – e potrete agevolmente rintracciare su internet i documenti a suffragio di quanto affermo – quando ho visto i rappresentanti del commercio cittadino bestemmiare contro gli infiniti ritardi nella realizzazione dei lavori pubblici in centro storico, bestemmiare contro lo stato di abbandono delle vie cittadine, bestemmiare contro le infinite buche che costellano le strade teramane, bestemmiare contro Brucchi e i suoi scherani.

Ma evidentemente era solo un teatrino.

Una messinscena ridicola, visto che oggi risulta che le associazioni di categoria anelino al contrario ad “una condivisione con la giunta comunale e con l’assessore al commercio”.

A guidare questa inversione ad U sono il presidente provinciale di Confcommercio Giammarco Giovannelli (il quale dovrebbe chiarire immediatamente se è o meno – come si sussurra – fidanzato dell’assessore comunale Valeria Misticoni, onde diradare le nebbie circa un possibile conflitto di interessi), il Vice Presidente Vicario Dario Sfoglia, il rappresentante dei commercianti di Teramo Città Osvaldo Di Teodoro, il presidente provinciale di Confesercenti Daniele Erasmi con il relativo rappresentante di Teramo Antonio Topitti, la presidente CNA Commercio Franca Labrecciosa unitamente al Comitato “post sisma Teramo”.

A tutti costoro i miei vivissimi complimenti per la coerenza e la dignità che hanno saputo dimostrare.

Ma leggete con attenzione le volgarità e le falsità messe nero su bianco dai suddetti commercianti: “Il richiamo forte che vogliamo fare è a tutti i partiti, a tutti gli attuali consiglieri comunali e a tutte le forze politiche cittadine. È impensabile vivere sotto un commissariamento prefettizio che sarebbe chiamato, fino alla prossima tornata elettorale, a perseguire solamente l’ordinaria amministrazione. Non più politica e idee per la città ma solamente il minimo dell’attività amministrativa per gestire i servizi ai cittadini. Questo non è possibile e lo devono capire tutti, da coloro che anziché essere costruttivi dall’interno della maggioranza hanno preferito portare il sindaco Brucchi alla deriva, lasciarlo affondare, sperando che l’elettorato premi in futuro questo comportamento. Non avverrà mai invece! Grandi responsabilità le ha anche l’opposizione consiliare, che non può pensare di vincere le elezioni partendo dalla situazione di crisi del centrodestra. È proprio in questo momento che deve far valere la propria capacità, proponendosi di collaborare. Collaborazione che il sindaco Brucchi sarebbe impossibilitato a rifiutare. Meglio quindici mesi di governo unitario della città con propensione al bene comune, al rilancio dell’economia che quindici mesi di ordinaria amministrazione.

Sono così commosso che quasi non riesco a scrivere.

Naturalmente, dopo essersi abbassati le mutande e aver mostrato il buco del culo al sindaco uscente, i nostri baldi commercianti hanno concluso: “Le associazioni scriventi sono disponibili a ogni forma di collaborazione costruttiva al fine di trovare le soluzioni migliori per l’intera categoria”.

Incredibile quanta faccia di tolla sia necessaria per maledire Brucchi per anni, salvo poi improvvisamente mettersi a piangere – piuttosto che festeggiare – se finalmente Brucchi si dimette.

Ma il dramma è che l’inopinato innamoramento dei negozianti è così forte da far trasparire un’ignoranza sesquipedale.

Infatti non è necessaria una laurea in giurisprudenza, ma sarebbe stato sufficiente andare su Wikipedia alla voce “Commissario prefettizio” per scoprire che si tratta dell’organo monocratico di amministrazione straordinaria del Comune.

Inoltre, sempre su Wikipedia, si comprende come non vi sia alcun vincolo legislativo all’attività del commissario, il quale non è per nulla limitato alla sola ordinaria amministrazione, come scrivono i commercianti errando grandemente.

Tanto ciò vero che, a prescindere dai tecnicismi di cui all’art. 141 del Testo Unico degli Enti Locali, è scritto dovunque sulla rete che “Il commissario ha il compito di amministrare l’ente fino all’elezione del nuovo consiglio e del nuovo sindaco. Durante il periodo di scioglimento del consiglio comunale, il commissario esercita le attribuzioni conferitegli con il decreto che lo ha nominato; normalmente unisce in sé tutti i poteri degli organi del comune: sindaco, giunta e consiglio. In virtù di tali poteri può compiere qualunque atto, sia di ordinaria che di straordinaria amministrazione.

Addirittura, negli enti di maggiori dimensioni, il commissario può essere affiancato da uno o più sub-commissari ai quali delega parte delle sue attribuzioni.

Ergo, ignorantissimi sono i firmatari del sopra riportato documento, nella misura in cui attribuiscono ogni sorta di nequizia ad una eventuale gestione commissariale, facendo di converso apparire Brucchi come un paladino del buon governo.

Non posso pertanto trattenere il mio barbarico VAFFANCULO a tutti i commercianti firmatari del comunicato in parola, il quale da solo squalifica ogni serietà e ogni capacità di raziocinio di una intera categoria imprenditoriale (e mi taccio sulle pure evidenziate questioni di coerenza).

Se Teramo è messa così male è anche perché i suoi abitanti sono privi di dignità e di amor proprio, con l’aggravante in molti casi di essere “ciucci e presuntuosi”.

Urlo di dolore dei commercianti teramesi
Foto di gruppo dei commercianti teramesi, folgorati dalla bellezza del sindaco Brucchi

9 Responses to "Dopo anni di guerra contro il sindaco, i commercianti teramani si innamorano di Brucchi"

  1. Roy Bean   26 aprile 2017 at 17:41

    Che altro dire? Mi consenta di associarmi al suo vaffanculo?
    Ti sono sfuggite le deliranti dichiarazioni di un pseudo presidente pd di una pseudo associazione?
    Ngule che gend.

  2. Leda Santosuosso   26 aprile 2017 at 18:09

    AHAHAHAHAHA…
    barbarico VAFFANCULO!
    ahahaha
    mi unisco!

  3. Bery   27 aprile 2017 at 11:48

    Questo commento rispecchia fedelmente il mio ormai vecchio pensiero, costoro che hanno ridotto così Teramo non possono essere altro che dei MISERABILI!

  4. Laura Di Sabatino   27 aprile 2017 at 12:22

    Commerciante da 40 anni non ho mai chiesto favori a nessuno, non ho fatto nemmeno sconti ad alcun politico x accaparrarmi le sue simpatie,ma rispetto è quello che ho sempre preteso e ottenuto.Ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni anche se le opinioni di quattro non sono quelle della categoria .Credo che cio’ che accade è talmente avvilente che non credo ci siano piu’ parole x descrivere lo stato d animo della gente commercianti e non.

  5. Mapo   28 aprile 2017 at 8:00

    Mah, è dopo anni di sequestro, i prigionieri hanno sviluppato un “sentipositi

  6. Mapo   28 aprile 2017 at 8:12

    Mah, sono esterefatto!
    E’ posssibile comunque che i commercianti, o meglio i firmatari della “supplica”, dopo anni di sequestro politico, abbiano sviluppato un sentimento positivo verso i carcerieri (“Sindrome di Stoccolma”).
    Auguri a tutti.
    Fantasmagorici mesi vi attendono con il “il ritorno” …

  7. commerciante deluso   28 aprile 2017 at 8:13

    buongiorno a tutti….Condivido con la Sig.ra Di Sabatino. Persona corretta ed è stata sempre coerente con le sue idee.Mi ricordo che prima frequentava associazione poi giustamente ha fatto un passo indietro.
    La cosa che più dispiace è che 4 gatti che gestiscono le associazioni parlano per loro e per altri.
    Complimenti per l’articolo. Buona giornata a tutti

  8. Blade Runner   29 aprile 2017 at 9:35

    Secondo motivo per il quale il commissariamento è osteggiato:
    se arrivasse il Commissario Prefettizio la gente improvvisamente scoprirebbe che si può fare tranquillamente a meno dei politici per far funzionare bene una città.

  9. maria   30 aprile 2017 at 13:25

    Massimina Erasmi, consigliere di maggioranza al comune di Pineto con delega al commmercio è la sorella di Daniele Erasmi. Il marito del Consigliere in parola e’ l’ispettore di polizia Tiziano Franchi in sevizio al commissariato di Atri. Ai lettori del Fatto Teramano i commenti.

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