Due coglioni: il nuovo libro dei consiglieri comunali di maggio-minoranza teramani SBRACCIA e FALASCA

Due coglioni: il nuovo libro dei consiglieri comunali di maggio-minoranza teramani SBRACCIA e FALASCA

di Christian Francia  –

Due Coglioni - Falasca e Sbraccia
La copertina del nuovo libro dei consiglieri comunali di centrodestra FALASCA e SBRACCIA

Cinema e varietà. Mentre Teramo affonda, l’orchestrina del Titanic di Brucchi continua a suonare allegramente.

Mentre le saracinesche dei negozi si abbassano per sempre i consiglieri comunali di maggio-minoranza, di lotta e di governo, dissenzienti ma senza farlo sapere troppo in giro, giocano a nascondino facendo mancare il numero legale nella seduta del consiglio comunale di ieri.

I nomi dei ribelli sono noti: Domenico Sbraccia detto Mimmo, scontento della prima ora, talmente scontento da aver designato un proprio assessore comunale nella persona di Roberto Canzio; e Vincenzo Falasca, membro della ciurma del latin lover Paolo Gatti.

Orbene, se cotali consiglieri comunali di centrodestra, pilastri del Modello Teramo, sino ad oggi alfieri del sindaco Maurizio Brucchi, avessero deciso per un sussulto di coscienza, per un loro innamoramento repentino per la coerenza e la dignità (che in politica dovrebbero essere obbligatorie), di abbandonare la maggioranza e collocarsi all’opposizione, avrebbero dovuto comportarsi diversamente da come hanno fatto.

Spiego meglio.

Se Sbraccia e Falasca fossero persone serie, avrebbero dovuto comunicare preventivamente alla loro maggioranza che non avrebbero potuto sopportare l’allargamento della Giunta comunale fino a nove assessori (retribuiti con 27.000 euro l’anno ciascuno).

Se fossero persone serie avrebbero dovuto trovare la quadra con la loro stessa maggioranza e, solo all’esito di posizioni inconciliabili, avrebbero dovuto rendere note le proprie ragioni politiche alla cittadinanza, spiegando con chiarezza ed esaustività la rottura e la sfiducia nei confronti del sindaco.

Ma così non è avvenuto e non avviene, tanto che Sbraccia, interrogato sulla sua presenza alla prossima seduta del consiglio comunale fissata per il 20 aprile, ha detto di essere talmente impegnato in questi giorni che non crede di riuscire a trovare il tempo per essere presente.

Questo modo di agire è da mentecatti. Ma soprattutto è una guerriglia sotterranea che dà adito a maliziose interpretazioni.

Si vocifera infatti che il figlio di Mimmo Sbraccia sia stato assunto in qualche cooperativa che lavora per conto della ASL di Teramo, su interessamento del consigliere regionale del PD Sandro Mariani. In relazione a tale assunzione, si dice che Sbraccia sia al servizio di Mariani e che obbedisca pedissequamente alle direttive del PD.

Sarebbe opportuno che Sbraccia chiarisca pubblicamente dove lavora suo figlio, chi e quando lo abbia assunto e se magari abbia sostenuto qualche selezione per l’assunzione. Giusto per diradare le nebbie degli interessi personali dalle questioni politiche che attengono alla comunità teramana.

Quanto a Falasca, che è un membro del gattile, cioè il gruppo politico più squallido della storia cittadina in quanto eterodiretto dal consigliere regionale Paolo Gatti (al quale paghiamo lauti stipendi pubblici consecutivamente da 18 anni, senza che sia mai riuscito a produrre qualche utilità ai teramani), si trova nella invidiabile situazione di essere indispensabile, per cui potrebbe pretendere ciò che vuole per continuare ad assicurare il suo appoggio alla maggioranza (perennemente in crisi da tre anni a questa parte).

Se Falasca chiarisse cosa non gli va bene e pretendesse pubblicamente talune scelte dal sindaco, almeno apparirebbe alla luce del sole il meccanismo politico che continuerebbe a legare Falasca alla sua maggioranza, oppure al contrario si evidenzierebbe la causa della sua uscita dalla stessa.

Invece Falasca si lamenta del mancato coinvolgimento nella definizione delle strategie, della mancata condivisione delle decisioni da parte del sindaco e dei capibastone Gatti e Tancredi. Tutte argomentazioni che sono irricevibili qualora ripetute per tre anni consecutivi. Se fossero questi i veri motivi del mal di pancia, una persona seria avrebbe dovuto prendere atto da almeno due anni dell’estromissione dalla stanza dei bottoni e avrebbe dovuto da parecchio abbandonare la nave, come hanno fatto al tempo i consiglieri Campana, Puglia e Micheli.

Restare sulla porta, minacciare subdolamente un abbandono che non viene mai ratificato, dà inesorabilmente adito alle maliziose interpretazioni che corrono nelle stanze del Comune.

Interpretazioni tipo quella che anche Falasca voglia un tornaconto personale per puntellare il sindaco traballante, un tornaconto fatto magari di incarichi professionali, oppure di nomine da poter effettuare in enti vari, ad esempio quelle imminenti alla Fondazione Tercas, vero e proprio tesoretto della comunità provinciale laddove attingere per poter facilitare elargizioni e puntellare la propria base elettorale.

Per poter spazzare via questo fardello di dietrologie, sarebbe meglio che Sbraccia e Falasca si comportassero in maniera molto più chiara e trasparente, molto più coerente ed esplicita, non certo con le viscide dichiarazioni, le scivolose omissioni, le vigliacche assenze in consiglio comunale che hanno tutto il tanfo dell’armamentario utilizzato dai mafiosi per perseguire i loro inconfessabili e poco commendevoli interessi.

Stesso discorso è da farsi per l’altro consigliere gattiano, Alfredo Caccioni, il quale poverino è del tutto privo della struttura culturale e della profondità intellettuale che necessiterebbero ad un consigliere comunale per poter comprendere, e di conseguenza agire per il meglio nell’interesse della comunità rappresentata (per questo motivo lui si limita a fare da editore al libro di Sbraccia e Falasca).

Nel caso di Caccioni, essendo egli un fisioterapista, si mormora che gli sia andato di traverso l’appalto per la fisioterapia domiciliare che la ASL di Teramo ha recentemente affidato ad una cordata contrapposta a quella dello stesso Caccioni.

Se così fosse, più che ad un gattino, ci troveremmo dinanzi all’ennesimo cane che abbaia perché non ha ricevuto il suo osso da spolpare.

Ma non nutro dubbio alcuno che in questi dieci giorni che ci separano dalla prossima incandescente seduta del consiglio comunale i pontieri lavoreranno alacremente per accontentare i semi-dissidenti, gli pseudo-oppositori, i consiglierucoli né carne né pesce, i politicanti né cane e né Gatti.

Tutti avranno il loro bell’osso e anche questa ennesima crisi verrà brillantemente superata.

Anche perché la telenovela è talmente ridicola e kitsch che sarebbe un peccato interromperla adesso.

Non solo. Ma potrebbe essere addirittura peggio far cadere Brucchi al quale – come è noto – da ieri garantisco incondizionato appoggio.

Non sfugge, infatti, che all’orizzonte si profila una coalizione di zombi capitanata da Rudy Di Stefano (al cui confronto Mimmo Sbraccia sembra Winston Churchill), appoggiata da politicanti in naftalina come Giandonato Morra, Mauro Di Dalmazio e Gianni Chiodi.

O peggio ancora potremmo ritrovarci a sostituire il capobastone Paolo Gatti con l’altro capobastone (ma molto più grasso) Sandro Mariani, del quale una sua vecchia insegnante di liceo riferiva che si trovasse in una situazione di “mediocrità diffusa”.

Non che Gatti fosse uno studente modello, ma magari pretendere che ci amministri chi ha una qualche capacità di studio e di analisi non sarebbe male. Perché di mediocrità diffusa si muore.

2 Responses to "Due coglioni: il nuovo libro dei consiglieri comunali di maggio-minoranza teramani SBRACCIA e FALASCA"

  1. aurelio   11 aprile 2017 at 14:44

    privo della struttura culturale e della profondità intellettuale che necessiterebbero ad un consigliere comunale ????

    A me basta siano concreti, onesti, efficaci e con il senso del servizio pubblici. Se poi sanno usare i congiuntivi ancora meglio ma non lo vedo cosi´ fondamentale. Personalmente sono stufo di gente pluirititolata e con collezione di master incapace di affrontare il quotidiano e a caccia solo di falsi problemi a cui rispondere con false soluzioni ma pagati sempre con soldi veri.

  2. cittadino   14 aprile 2017 at 11:51

    occhio alle prossime nomine in fondazione…Micio Micio miao miao vuole avere il controllo di tutto!

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