Teramo: Dodo Di Sabatino si autonomina assessore comunale e crea il nuovo gruppo consiliare “Dignità soprattutto”

Teramo: Dodo Di Sabatino si autonomina assessore comunale e crea il nuovo gruppo consiliare “Dignità soprattutto”

di Christian Francia  –

Metafisica della puttana - Dodo
Il nuovo libro del filosofo Laurent de Sutter che analizza la politica teramana

Art. 54 comma 2 della Costituzione: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”.

La parola “onore”, nel vocabolario Treccani, viene così definita: la dignità personale in quanto si riflette nella considerazione altrui (significato coincidente con quello di reputazione) e, in senso più positivo, il valore morale, il merito di una persona, non considerato in sé ma in quanto conferisce alla persona stessa il diritto alla stima e al rispetto altrui (significato equivalente a quello di onorabilità)”.

Dodo Di Sabatino è un consigliere comunale dotato di grande senso della dignità personale, un uomo degnissimo di stima e rispetto, un uomo d’onore insomma.

Ieri in un’attesa conferenza stampa si è autoproclamato assessore, gettando alle ortiche la grammatica istituzionale che pretenderebbe essere il sindaco colui che assegna le deleghe assessorili. Del resto, avendo ricevuto il placet dei capibastone Gatti e Tancredi, a cosa servirebbe la firma di Brucchi? Quindi bando ai formalismi e via ai festeggiamenti per il nuovo assessore comunale.

Prima considerazione: a Dodo il sindaco fa schifo, e lo dice a chiare lettere, ma i tempi sono quelli che sono e bisogna acconciarsi ad andare a letto pure con Brucchi per poter sopravvivere. E se ne comprendono bene le ragioni, in quanto la delega alla ricostruzione post-terremoto che Dodo si è autoattribuito è relativa all’Ufficio dove confluiranno i soldi governativi che serviranno non tanto a ricostruire Teramo, quanto a lubrificare la prossima campagna elettorale.

Di Sabatino (per gli amici “Martina”) dice una verità inconfutabile: “entrare in giunta è una scelta coraggiosa e di coscienza”. E infatti occorre un coraggio da leoni per entrare nello zoo comunale. Quanto alla “coscienza” è solo un refuso, perché Dodo voleva dire “incoscienza” ma si è confuso.

Lui si definisce un’araba fenice, ma al massimo sembra un’anatra felice, o al più un tacchino, anzi, meglio, un dodo. Sì, proprio un dodo, un uccello estinto perché era incapace di volare. Nomen omen.

Dodo, si estingue solo chi rifiuta di volare
Il dodo estinto

L’uccello estinto ha subito fatto vedere di che pasta morale è fatto, cambiando il nome del gruppo consiliare che lo sostiene da “Teramo soprattutto” a “Dignità soprattutto”, in modo che tutti i teramani possano comprendere quanta dignità può esserci in un politico e rafforzino la stima che hanno maturato in questi ultimi tre anni nei quali Dodo ha menato come un fabbro sulle incapacità di Brucchi e del suo esecutivo che oggi magicamente sono divenuti il meno peggio.

Strano, perché a memoria mi sembra di aver letto e sentito dalla viva voce dell’araba fenice che Matteo Renzi era il suo presidente nonché il politico più importante degli ultimi venti anni; mi sembra di ricordare che l’araba fenice abbia tessuto sperticate lodi di Luciano D’Alfonso, il governatore più glorioso della storia abruzzese; mi sembra persino di ricordare che l’araba fenice abbia svolto una solerte campagna referendaria per il Sì allo stupro della Costituzione, quella stessa Costituzione che i cittadini hanno salvato 4 mesi fa e nella quale è contenuto l’articolo 54 sopra richiamato.

Una questione di onore, evidentemente.

Quell’onore e quella dignità che hanno imposto all’araba fenice di pretendere dal sindaco – come condizione indefettibile per il proprio appoggio alla maggioranza di centrodestra – “una giunta di qualità composta da massimo sei assessori”.

Quell’onore e quella dignità che hanno imposto all’araba fenice di continuare ad appoggiare Brucchi per tre anni nonostante il primo cittadino avesse pisciato sopra sia alla qualità, sia alla grammatica italiana ed istituzionale, sia al numero degli assessori che per dispetto furono innalzati al massimo consentito dalla legge (nove membri).

Quello stesso onore e quella stessa dignità che oggi impongono di entrare in giunta, preferibilmente in una giunta a nove membri (compreso il sindaco l’organo esecutivo conterebbe dieci membri in tutto), ma una giunta di qualità assoluta perlomeno da quando Roberto Canzio impartisce lezioni gratuite di italiano ai colleghi assessori.

Piero Chiara - la spartizione (DODO)
Il libro che Piero Chiara dedicò a Dodo

Non ci sarebbe nemmeno bisogno di spiegazioni, perché la coerenza, la stima, la reputazione, l’onorabilità sono talmente evidenti da suscitare applausi spontanei.

E invece no. Di Sabatino (per gli amici “Martina”) ha sentito il bisogno di spiegarsi, di parlare al suo popolo, di dare atto del suo sacrificio personale perché “in città c’è una maggioranza silenziosa che ci ha spronato a un atto di responsabilità”.

Già. Proprio vero. Li ho visti io personalmente i teramani fermare l’araba fenice per strada e supplicarlo di sacrificarsi per noi, li ho visti io domandargli in ginocchio di entrare in giunta per poter risollevare le sorti della città, li ho visti io implorarlo di corciarsi le maniche e di rinunciare alle glorie della sua professione per soffrire fra le stanze e gli uffici comunali, spendendo il suo prezioso tempo a parlare con quelle fecce umane dei dipendenti comunali.

Lo sforzo dev’essere stato sovrumano e c’è da comprenderlo.

Del resto, Dodo è conscio di avere compiuto un gesto autolesionista, un atto di abnegazione pura, tanto da aver sottolineato: “Sarebbe stato più comodo aspettare la decozione dell’amministrazione e lucrarne un vantaggio”.

Verissimo. Infatti era proprio quello che stava facendo: smarcarsi dal centrodestra, leccare il buco del culo a D’Alfonso, osannare Matteo Renzi, amoreggiare con Paolo Tancredi (il cui partito NCD era al governo con il centrosinistra a trazione PD), parteggiare platealmente per la schiforma costituzionale renziana e infine raccogliere i frutti politici confluendo nel centrosinistra alle prossime elezioni.

Ma qualcosa si è inceppato in questo diabolico e intelligentissimo piano.

È successo che la stella renziana è tramontata. È successo che la stella dalfonsiana è tramontata (e sul corpo del governatore adesso si accaniscono gli organi giudiziari). È successo che il centrodestra appare in pole position per poter rivincere sia alle prossime elezioni comunali che alle prossime regionali (e magari pure alle politiche).

E allora una rapida inversione ad U consente di potersi rimangiare quanto detto finora, di tornare alla casella di partenza e di ricominciare una storia d’amore con il più grande sindaco della storia cittadina (che Dio ce lo conservi!).

Solo per un momento è affiorata la tipica spocchia dodiana (unico difetto che gli impedirà di fare il sindaco), quando l’araba fenice ha detto: “è cambiato il mondo, laddove non fossero intervenuti gli eventi calamitosi che si sono susseguiti da agosto a gennaio, questa amministrazione oggi non ci sarebbe più”.

Traduzione dal politichese: “Non è che Brucchi abbia smesso di far cagare, fa sempre schifo. Come pure fanno schifo quegli incolti che lo circondano. Ma se il sì avesse trionfato al referendum di dicembre ora sarei sul carro di Renzi, invece Matteo ha voluto suicidarsi e io non voglio accompagnarlo all’ospizio dei politici rottamati. Inoltre la culata dei terremoti e del nevone sta portando molti soldini nelle casse comunali che potremo spendere e spandere a nostro piacimento, nel superiore interesse politico dei nostri cazzi di bottega”.

Questo è parlare chiaro.

Dodo scolpisce l’insegnamento democristiano: “l’idea cambia nel momento in cui si modifica il contesto”. Cioè: Tutto si fa per restare a galla.

Poi la triste confessione dell’araba fenice: “Mi aspetto palate di fango”. Ohibò, e perché mai? E da chi poi, visto che i giornali e i telegiornali sono tutti entusiasti della retromarcia dodiana? Forse dal Fatto Teramano? Giammai. Siamo troppo educati per gettare palate di fango sull’anatra felice, perché a noi l’anatra piace al forno e soprattutto a noi della coerenza e della dignità non ci frega un beato cazzo.

A noi, per essere chiari, l’articolo 54 della Costituzione e le sue ridicole imposizioni anacronistiche ci fanno un baffo.

Siamo sinceramente felici per Teramo, visto che Dodo rimarca che per campare (a differenza che per i Rudy Di Stefano, le Guardiani, le Lucantoni, i Canzio, ecc.) lui non ha certo bisogno dello stipendio assessorile.

Se volessimo gettare palate di fango potremmo dire – dato che i redditi di Dodo sono molto alti e lui ci tiene a sottolinearlo – che per esempio potrebbe rinunciare allo stipendio assessorile, come avrebbe dovuto fare per coerenza Franco Fracassa che promise di farlo ma poi si è dimenticato e si intasca i 27.000 euro annui di soldi nostri in aggiunta alla sua lauta pensione da dipendente pubblico.

E giacché ci siamo potremmo pure ricordare che all’inizio del secondo mandato Brucchi “Teramo 3.0” propose proprio una giunta a nove elementi (non i sei che pretendeva Dodo), ma con gli stipendi dimezzati a tutti, in modo da lavorare in nove e costare alla collettività per quattro e mezzo.

Ma l’avidità non lo consentì.

Potremmo pure, per gettare palate di fango, chiedere che anche l’altra neoassessora in pectore, la gattiana Provvisiero, visto che fa la preside e percepisce uno stipendio dirigenziale, rinunci pure lei allo stipendio assessorile del quale non ha certo bisogno.

Senza dimenticare l’amato sindaco, il quale guadagna quasi centomila euro annui come medico ospedaliero e quindi potrebbe rinunciare ai 27.000 euro annui che si fa pagare dai teramani per fare il primo cittadino a tempo perso (dopo l’orario settimanale pieno che svolge in ospedale).

Se Fracassa, Dodo, Brucchi e la Provvisiero rinunciassero ai loro stipendi da amministratori, allora sarebbero bene accetti anche nove assessori, anche venti assessori, anche cento assessori, ma si sa che l’avidità, l’ingordigia e la brama di denaro vengono prima di qualunque interesse pubblico.

E si sa pure che i soldi per la ricostruzione lubrificano prima i meccanismi politici, le maestranze politiche, le società politicamente allineate, gli imprenditori amici, e solo poi, se avanza qualcosa, quel poco viene destinato alle opere pubbliche e ai poveri cittadini i quali, ad onor del vero, adorano farsi inculare dai politicanti che si arricchiscono alle loro spalle mentre gli sfondano il deretano.

Anche questa è coerenza, anche questa è dignità, anche questa è onorabilità. Del resto ciascuno è libero di farsi inculare da chi vuole e di trarne il massimo godimento nella piena consapevolezza di quello che gli sta accadendo.

Dodo - Se questa è una coalizione
Il libro che Dodo pubblicò con la casa editrice Einaudi

8 Responses to "Teramo: Dodo Di Sabatino si autonomina assessore comunale e crea il nuovo gruppo consiliare “Dignità soprattutto”"

  1. Francesco   29 marzo 2017 at 16:27

    Godooooooooo!!!

  2. Pacchiule   29 marzo 2017 at 17:47

    Nguleeeeeeeee che politicaaaaaaa

  3. Antonio   29 marzo 2017 at 20:16

    Effettivamente è una questione di coraggio.
    Personalmente stimo Obelix il sindaco, che riesce ad andare in giro e mostrare la sua enorme facciona, nonostante tutto.
    Personalmente stimo il razzi teramano, cazzio, che come cazzio fa a non vergognarsi pure solo di dire “buonciorno”, non lo riesco a capire.
    Personalmente stimo il prode Asterix fracassa palle, che insieme a qualche blogger con le allucinazioni che lo esalta, ha fatto si che le mattonelle del corso non sono a norma CE un’altra volta.
    Personalmente stimo Silvestro, il gatto che invece di nove vite ha novemila facce da culo, inutili come i suoi pensieri e la sua politica.
    Personalmente stimo lo Steve Jobs, teramano, ma che dico Albert Einstein teramano, quello che il padre era politico ed ha aperto pure una bella banchetta, si si, quello che non sa mettere due parole in fila, ma che impara bene a memoria le lezioncine che gli dettano i suoi capi, tipo che gli inceneritori sono necessari.
    Personalmente stimo tutti sti cialtroni, pure i cialtronissimi del pd-l.
    E stimo sto tizio che ha un nome da nobile, ma le intenzioni di uno straccione.
    Stimo tutti, per il coraggio.
    Io, se solo avessi detto una delle migliaia di dichiarazioni dei sopra citati, mi sarei andato a nascondere in Perù.
    Ma che ci vuoi fare, io credo nella dignità, nell’intelligenza, nella coerenza.
    E sono convinto che un uomo possieda solo le sue palle e la sua parola, come diceva un personaggio di un vecchio film, e che valga esattamente quanto la sua parola.
    Andate, cortesemente, a fanculo.

  4. Luigi   30 marzo 2017 at 6:46

    Bisognerebbe prenderli tutti a calci in culo!

  5. Anonimo   30 marzo 2017 at 9:14

    I fatti sono oggettivi: per tre anni questo consigliere ha dichiarato pubblicamente che la condizione per restare in questa maggioranza era una giunta con al massimo 6 elementi. E le parole sono pietre…Ora rientra lui stesso in una giunta a 9…

  6. Mauro   30 marzo 2017 at 12:22

    Da WIKIPEDIA

    Nella lingua inglese il termine “dodo” indica, in senso figurato e con una sfumatura ironica, una persona incapace di adeguarsi alle nuove circostanze e ai nuovi tempi. Esistono inoltre due espressioni idiomatiche che fanno riferimento alla triste sorte toccata a questa specie: una è “as dead as the dodo” (alla lettera morto quanto un dodo) che equivale all’italiano “morto e sepolto”; l’altra è “gone the way of the dodo” (alla lettera “andare nella direzione/fare la strada del dodo”) che indica qualcosa o qualcuno di anacronistico e fuori moda. Infatti nella fondamentale matrice prodotti del Boston Consulting Group i prodotti ormai senza mercato (in italiano “fossili”) sono definiti “dodos”.

  7. Antonio M.   30 marzo 2017 at 17:37

    Sta succedendo l’inverosimile. Il M5S vuole togliere i vitalizi e alcuni vengono sbattuti fuori dall’aula con provvedimento disciplinare che li sospende per 25 giorni!!!!! Votateli ancora.
    https://www.facebook.com/MassimoFeliceDeRosa/videos/752174624955815/

    https://www.facebook.com/LauraCastelliPortavoce/videos/1384774058265388/

  8. marco   31 marzo 2017 at 13:06

    NON E’ CHE MI INTERESSI TANTO COMMENTARE COSTORO. PERCHè COSTORO SONO COSI’, SI SAPEVA E SI SA. STANNO SOLO DANDO IL MEGLIO CHE POSSONO. A ME PIACEREBBE SOLO SAPERE COSA PENSANO DI QUESTO SCHIFO GLI STRONZI CHE LI HANNO VOTATI. MA LI VORREI SENTIRE UNO AD UNO.

Leave a Reply

Il Fatto Teramano è l'unico sito che ti permette di commentare senza registrazione ed in forma totalmente anonima. Sta a te decidere se includere le tue generalità o meno. Nel momento in cui pubblichi il tuo commento dichiari di aver preso visione del nostro disclaimer e di accettarne le regole. Per inviare il tuo commento aiuta il sito a verificare la tua esistenza trascinando un'icona secondo le indicazioni e clicca su Commento all'articolo.

 

Your email address will not be published.