Intervista ai Management Del Dolore Post Operatorio

incubo

La copertina dell’album dei Management del dolore post-operatorio

di Enrico Romagnoli -

Ultimamente sono andato a vedere un concerto di un gruppo che non conoscevo molto bene, solo di nome, un amico in particolare mi ha spinto, nel vero senso della parola, ad andarli a sentire e sono rimasto così colpito che mi sono avvicinato, ho ascoltato e sono rimasto rapito, soprattutto dall’originalità. Questo gruppo è il “Management Del Dolore Post-Operatorio”, abruzzese di nascita ma ormai adottato da tutta Italia visto che la loro musica, in dieci anni, anno più anno meno, si è sparsa a macchia d’olio su tutta la penisola. Stupendo osservare l’eterogeneità del pubblico, al concerto c’erano adolescenti e adulti, passando per tutte le fasce d’età, sintomo di un ottimo lavoro. La loro ultima “fatica” si chiama “Un Incubo Stupendo”, il nuovo album della band, un disco molto diverso rispetto agli altri e scoprirete perchè.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Luca Romagnoli, il cantante del gruppo.

1) Ormai esistete da più di 10 anni, com’è la situazione musicale in Abruzzo? Come è cambiata negli anni? Cosa può dare l’Abruzzo alla musica e viceversa?

L’Abruzzo musicale continua a muoversi tra Pescara e Teramo, le due città che hanno da sempre organizzato migliaia di concerti. Poi ci sono tantissimi eventi, soprattutto a livello estivo, che vedono molto spesso la natura Abruzzese, la montagna o il mare come protagonisti.
L’Abruzzo ha un’anima forte e unica, date le sue caratteristiche geografiche e culturali, quindi se i ragazzi riuscissero a raccontare se stessi, piuttosto che imitare modelli metropolitani, assolutamente inesistenti nella nostra regione, racconterebbero qualcoa di veramente unico, nel bene e nel male.

2) Da cosa è nata la voglia di fare canzoni? Come avete affrontato la scelta tra inediti e cover?

C’è il mondo di fuori, quello della televisione, della moda e dei Talent, che ci insegna ad imitare, ci insegna che il talento è il rifacimento tecnicamente perfetto del già esistente.  E c’è invece anche il mondo di dentro, quello che ti spinge a raccontare le cose come le vedi con i tuoi occhi, quello che ti obbliga a credere che sarai originale solo quando troverai il modo di racontare te stesso. Il bello è che si cambia sempre, quindi la maturazione come obiettivo è un concetto un poco stupido. Si matura sempre, si cresce sempre, anche a ottantasei anni.

3) Da quali gruppi prendete spunto? (Se ce ne sono)

Ci siamo fatti influenzare da tutto, e poi abbiamo preso l’antibiotico (autocit.).management

4) Cosa dobbiamo aspettarci da “Un incubo stupendo?”

Un Management diverso, la cui musica è cresciuta come l’età del gruppo, il cui mondo è cambiato come sono cambiati i membri del gruppo e come siamo cambiati noi che da sempre siamo qui. Le canzoni non sono più le stesse, perchè noi non siamo più gli stessi.

5) Cosa cambia rispetto agli altri album? Qual è la cosa più ricercata? Suoni, testi, arrangiamenti ecc.

Per questo disco io e Marco, che da sempre scriviamo rispettivamente testi e musica del Management, abbiamo fatto la scelta meravigliosa di voler sbagliare o azzeccare tutto da soli. Abbiamo pensato fosse il momento giusto per metterci veramente tutta la nostra anima sotto tutti i punti di vista. Marco è infatti anche il Produttore Artistico di questo disco.
Siamo cambiati noi, è cambiato l’atteggiamento, la produzione, il metodo. Abbiamo cercto di dare il meglio, sotto tutti gli aspetti.

6) È in cantiere un tour estivo?

Certamente. Il palco è il nostro habitat naturale. Ci piace suonare, ci piace tanto suonare, e ci piace suonare TANTO. Non ci siamo mai tirati indietro sulle date dei tour, abbiamo sempre affrontato tour abbastanza masscranti perchè ci piace così.
Faremo quasi 25 concerti in meno di due mesi tra marzo e aprile. Questa estate vedremo cosa succede, ma saremo sicuramente sui palchi in giro per l’italia. Speriamo di trovarvi.

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