L’unica speranza di futuro per Teramo è la DeGattizzazione totale

di Christian Francia  –

È mai possibile che nel 2017 Teramo sia ancora ferma a Paolo Gatti? Che siamo ancora fermi ai vecchi metodi della fu Democrazia Cristiana? Che siamo ancora fermi al padre di Paolo, l’ex sindaco Antonio, che lavora giorno e notte per portare voti al figlio?

È mai possibile che uno che da 18 anni fa il bello e il cattivo tempo nel comune aprutino, nella provincia e pure nella regione Abruzzo (perché è dal 1999 che gli paghiamo lo stipendio e pagheremo il vitalizio sia a lui che ai suoi figli se non verrà abolita l’assurda legge regionale che lo prevede), con il tracollo generale che abbiamo subito anche per colpa sua, sia ancora in pista a dettare l’agenda, ad accaparrarsi candidature e poltrone finché pensione pubblica e vitalizi vari non ci separino?

“Ma questa è la democrazia, bellezza!”, avrebbe detto Humphrey Bogart. Per cui il buon gattuccio ha tutto il diritto di frantumarci i coglioni fino a quando ci saranno delle teste di cazzo che lo voteranno.

Ho cercato in mille modi, disperatamente, di spiegare che Gatti non è capace di amministrare, è un idiota politico privo di qualsivoglia piccola ideuzza capace di risollevare il nostro martoriato territorio, si è circondato di una corte di figuranti tutti ugualmente incapaci, una corte di assessorucoli e di consiglieri imbelli che hanno fatto affossare il Comune di Teramo (primo fra i quali il sindaco Brucchi che rappresenta il primo dei paggetti, passando per i ridicoli Lucantoni, Guardiani, Fracassa, Rudy Di Stefano e Romanelli, senza dimenticare il capogruppo in naftalina Quintiliani che suscita totale ribrezzo politico).

Ho cercato in mille modi, disperatamente, di spiegare che Gatti, dal suo precedente scranno di assessore regionale al lavoro, ha disastrato la gestione dei fondi europei e italiani destinati a sostenere le politiche del lavoro, con il risultato che l’occupazione abruzzese è crollata proprio durante il suo mandato e non c’è verso di farle recuperare il gap con le altre regioni italiane (anche perché l’attuale gestione del PD è persino peggiore di quella precedente del centrodestra, distintasi dal 2008 al 2014 per la famigerata “giunta di mandrilli” che si scopavano pure le pietre della strada – anche coi soldi nostri – mentre gli abruzzesi tracollavano).

In questo paesaggio spettrale la televisione locale (che non voglio nemmeno nominare per quanto mi fa schifo) non trova di meglio che intervistare un Gatti appesantito, invecchiato, con una incipiente chierica sul capo, il quale pontifica nel bel mezzo di una piazza San Matteo che sembra bombardata, con una pavimentazione da Sarajevo e i palazzi pubblici intorno tutti invariabilmente inagibili, manco fossimo a Beirut durante la guerra civile libanese degli anni ’80.

Ma forse “intervistare” è una parola grossa, perché ci si limita a reggere il microfono sotto al mento del nostro stratega, il quale spara cazzate a raffica come se fosse un cecchino con la mira di una talpa.

Vi prego di ascoltare il genio della politica locale che in due soli minuti condensa ogni idiozia politica e ogni più trito scaricabarile sulle proprie dirette responsabilità in quanto capo della maggioranza comunale di centrodestra.

1) La prima emozionante domanda è la seguente: “Rimpasti? Non rimpasti? Ottavo, nono assessore?”.

Risposta parafrasata di Gatti: intanto (siccome tutto va a scatafascio) scarico subito ogni colpa dicendo che questo è il periodo più difficile per Teramo negli ultimi 50 anni, così chi ascolta comprende che non è certo addebitabile al mio centrodestra il disastro generale (un giornalista qualsiasi avrebbe subito incalzato chiedendogli se non sentisse di dover fare mea culpa per la discesa agli inferi).

Ma il capolavoro è la modalità con la quale Paolo cerca di giustificare il fatto di aver deciso di innalzare il numero di assessori comunali dagli attuali sette al massimo consentito di nove: per prevenire ogni ipotetica critica dei telespettatori (perché la cronista non si sognerebbe mai di criticare il capobastone), il gattuccio dice che “se chiedete ai cittadini quanti assessori ci sono al Comune di Teramo difficilmente troverete qualcuno che azzecca perché le persone hanno anche altre cose da fare”.

Traduzione: cosa vuoi che sia se aumentiamo altri due assessori per distribuire altri due stipendi pubblici ai miei amici che poi dovranno ringraziarmi e farmi la campagna elettorale?

Applausi a scena aperta.

Ma Gatti va oltre e sostiene che c’è bisogno di un assessore alla cultura che manca da tempo (e che c’azzecca lui con la cultura?); c’è bisogno di un assessore al bilancio e alle finanze (ohibò, quando tali deleghe le aveva la sua assessora Eva Guardiani non era capace di gestirle? E se non lo era perché è ancora in giunta senza nemmeno una delega significativa? Solo per continuare a prendere quei 30.000 euro di stipendio annui sottratti alle tasche dei contribuenti teramani?); c’è bisogno di un assessore alla ricostruzione pubblica e privata.

Sarebbe stato bello se l’intervistatrice gli avesse risposto che forse sette assessori e un sindaco sono più che sufficienti per gestire le problematiche del Comune, se solo lavorassero, se solo fossero capaci, se magari si dimezzassero lo stipendio per non infierire sui teramani, se magari il sindaco facesse il primo cittadino (e non piuttosto il medico in ospedale a tempo pieno e il politico incapace nei ritagli di tempo).

Gatti scolpisce una frase biblica: “Io credo che ci sia bisogno di molte teste che pensano e di molte braccia che lavorano”.

Traduzione: Ho bisogno di elargire incarichi a tutta se voglio sperare di ottenere un seggio in Parlamento alle elezioni politiche del prossimo anno, per cui è il momento di occupare più poltrone possibili, tanto i cittadini neanche se ne accorgono se ciucciamo i loro soldi, anzi ci mettiamo a piangere davanti ai reggimicrofono che il governo bastardo non elargisce per cui il povero Comune ha le tasche vuote (mentre le nostre traboccano).

Esaltante.

2) E a questo punto il colpo di scena: l’intervistatrice domanda del BIM (Bacino Imbrifero Montano), ente inutile per eccellenza in quanto creato nei tempi delle vacche grasse per introitare una sola tassa dalle società elettriche, tassa che spetterebbe direttamente ai Comuni se il BIM non esistesse ad alimentare il poltronificio che fa tanto bene alle campagne elettorali gattiane e veterodemocristiane.

Gatti avrebbe dovuto rispondere semplicemente: il BIM è utile, oppure è inutile. Niente altro. Così i cittadini avrebbero capito la posizione del boss e si sarebbero potuti regolare di conseguenza.

E invece Paolo parte per la tangente, dice che ci sono cose più importanti (il che sottende che il BIM può tranquillamente continuare ad erogare stipendi pubblici al presidente e agli assessori, i quali diventano altrettanti colonnelli di chi li ha nominati durante le difficili campagne elettorali), buttà lì che “poi ci occuperemo nel tempo libero di questi piccoli enti che sono pure importanti…”.

E lo credo che sono importanti, ma non per i cittadini ai quali succhiano soldi che potrebbero ben essere risparmiati ed utilizzati per cose rilevanti, bensì importanti per i capibastone che alimentano le clientele, i nominati, i beneficiati che poi dovranno ringraziare il beneficante con i voti nelle urne, con l’impegno in campagna elettorale.

Orbene, solo a sentire questi fetidi due minuti, le persone perbene dovrebbero storcere il naso ed evitare come la peste di coprire nuovamente Gatti di voti per continuare a tenerlo seduto in poltrona a non fare un cazzo, come avviene da 18 anni a questa parte senza che nessuno si sia mai premurato di mandarlo finalmente a lavorare per la prima volta in vita sua.

E non voglio nemmeno soffermarmi sulla tristezza di un politicante che appartiene al partito di Forza Italia ma si guarda bene dal dirlo e si guarda bene dal promuoverne il nome e il simbolo (infatti a Teramo non esiste nessuna sede di FI, bensì soltanto la segreteria personale di Gatti dove recarsi a chiedere raccomandazioni per trovare posti di lavoro che non ci sono più da anni).

Non essendo scemo, Gatti sa che Forza Italia è solo un autobus per avere un posto in Regione o in Parlamento, ma nella politica locale la disaffezione ai partiti è così totale che infatti lui spende solo il suo logo personale, il suo brand familiare, la sua “lista civica” che di civico ovviamente non ha nulla.

Né giornali e televisioni aggiungono il nome del partito nei sottopancia dove compare la carica di consigliere regionale dell’Abruzzo, come se tutti non avessero il diritto di sapere che quello è un politicante berlusconiano, facente parte del Gruppo regionale di Forza Italia, eletto con Forza Italia e che milita nel partito personale di colui che ha affossato il Paese e si è bevuto il cervello con le mignotte.

Ma siamo a Teramo, dove ancora regna la DC di centrodestra o di centrosinistra indifferentemente, dove ancora batte le campagne Antonio Gatti per rendere noto ai villici il verbo del suo figliolo che da 18 anni ciuccia immensi stipendi pubblici senza risolvere un problemino che sia uno alla popolazione stremata di questa nostra arretratissima terra.

Solo la DeGattizzazione totale ci può salvare.

Paolo Gatti - wanted dead, not alive
Il nostro grande stipendiato pubblico: più lo paghiamo e più non risolve i problemi. Inoltre il vitalizio lo prenderanno pure i suoi figli dopo di lui.

4 Responses to "L’unica speranza di futuro per Teramo è la DeGattizzazione totale"

  1. Francesco   16 marzo 2017 at 14:30

    Oh Gatti, ma “Va’ a ciapà i ratt”!!!
    http://www.milanofficialstore.it/it/home/135-t-shirt-va-a-ciapa-i-ratt-8001138102057.html

  2. Antonio M.   16 marzo 2017 at 16:23

    Lo sapevate che è più faticoso stare in Parlamento che lavorare la terra?
    Adesso lo sapete.
    https://www.facebook.com/dariodefalcosindaco/videos/735570336602519/

    p.s. Francia Sindaco di Teramo!

  3. Antonio M.   16 marzo 2017 at 18:54

    Una mano lava l’altra e tutte e due che fanno? indovinato. Lavano il viso dell’Italia. Guardate come esulta una senatrice di questa terra.
    https://www.facebook.com/MassimoFeliceDeRosa/videos/744491772390767/

    http://www.beppegrillo.it/2017/03/diretta_forza_italia_salva_lotti_il_pd_salva_minzolini_castasalvacasta.html

  4. Anonimo   17 marzo 2017 at 15:45

    MENO MALE CHE QUALCUNO HA IL CORAGGIO DI CANTAREL A QUESTA GENTE- SIAMO STANCHI- TERAMO E ALLO SFASCIO- METTETE GENTE COMPETENTE A FARE GLI ASSESSORI NO UNA INCAPACE COME LA LUCANTONI CHE E’ ANDATA IN POLITICA PER SISTEMARSI E PRENDERE IL POSTO STATALE E STOP – VIA GLI INCAPACI .

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