Grandi battaglie sconosciute: La battaglia di Eylau

di Nino Pace  –

Napoleone ad Eylau

Napoleone ad Eylau

La battaglia di Eylau fu uno degli scontri più sanguinosi delle guerre napoleoniche, combattuta l’8 febbraio 1807 presso Eylau, nell’attuale regione russa di Kaliningrad.

Napoleone Bonaparte, nella strategia politica di crearsi alleati ad Est per controbattere il nemico di sempre e cioè l’Inghilterra, aveva cercato disperatamente l’accordo con lo Zar Alessandro di Russia, anche a costo di doverne sposare la giovane sorella. Quest’ultimo, che non si faceva mancare l’ambizione come il primo, riversava nell’accordo la speranza di poter mettere le mani sull’intero territorio polacco e soprattutto ridimensionare le mire espansionistiche dei prussiani.

L’Imperur dei francesi aveva fiutato il pericolo e perciò aveva dilazionato i tempi d’attesa per il matrimonio con la russa, anche perchè non riusciva a scrollarsi la moglie Josèphe Rose de Tascher, inoltre correndo dietro a tutte le belle donne che incontrava in Europa gli era capitato di imbattersi in una donna polacca, giovane, bella, che lo soddisfaceva sessualmente e di cui si innamorò (la loro storia sentimentale pare che non si sia interrotta neanche con la lontananza di S. Elena): Maria Walewska.

Maria era la figlia di Matteo Laczinski e apparteneva a una famiglia nobile e antichissima, ma povera. Dopo la morte del padre che aveva lasciato la madre vedova con sei figli, era cresciuta diventando una ragazzina vibrante, appassionata, più attenta alle sorti del suo paese (la Polonia) che ai vestiti delle bambole. A 17 anni si era innamorata di un giovane bello e di buona famiglia, ma l’aveva rifiutato perchè russo. Allora era divenuto suo pretendente il vecchio conte (sessantenne) Anastasio Colonna di Walewice-Walewski a cui la signora Laczinski (madre di Maria) aveva dato il suo assenso per poter accedere al cospicuo patrimonio del conte. Dopo il matrimonio Maria aveva riempito la sua vita solo di passione politica e questa la portò tra le braccia di Napoleone che lei considerava un liberatore per il suo popolo.

Alcuni storici sostengono appunto che il Bonaparte abbia promesso, e creato successivamente (9 luglio-trattato di Tilsit), per amore e le suppliche di Maria Walewska che era incinta di lui e presto avrebbe dato alla luce Leon, il Granducato di Varsavia. In realtà il Granducato doveva essere il paletto oltre il quale lo Zar non doveva avventurarsi e una postazione per controllare i prussiani.

Dati questi presupposti, l’8 febbraio 1807 l’esercito francese incontrò presso i boschi di Eylau l’esercito russo, non si sa se casualmente (più probabilmente lo Zar voleva dare una lezione a Napoleone senza che si appurasse che l’ordine fosse partito da lui per ovvie ragioni diplomatiche).

Gli scontri, senza una dichiarazione di guerra, furono sanguinosissimi visto che la battaglia si trasformò in una guerriglia e guerra a bande, su un terreno dove era impossibile manovrare (tanto caro al comandante francese); i francesi per non soccombere fecero caricare più volte la cavalleria dell’indomabile maresciallo Murat; per la prima volta fu usata in combattimento la guardia imperiale, ma solo l’arrivo delle truppe di rinforzo del maresciallo Ney ristabilì l’equilibrio.

La mattina del 9 febbraio i russi comandati dal generale Levin August von Bennigsen cercarono di radunarsi per sferrare l’attacco decisivo, arretrando di poco dal fronte.

Napoleone, che conosceva bene la potenza della propaganda (cara agli antichi romani), convocò immediatamente i giornalisti (ordinando loro di inviare messaggi a tutti i loro corrispondenti nelle maggiori città europee) sul campo di battaglia autoproclamandosi vincitore in quanto secondo lui i russi si stavano ritirando, fingendosi anche commosso per il tanto sangue versato.

Per onore della verità i russi avevano perso circa 15.000 uomini mentre i francesi circa 25.000. La natura della disfatta francese, inoltre, risultava essere ancora più sonora vista la superiorità iniziale delle forze in campo: 50.000 russi contro i 65.000 francesi.

Nino Pace

Nino Pace

Napoleone immediatamente scrisse a Maria Walewska: “la battaglia è durata 2 giorni e siamo rimasti padroni del terreno. Il mio cuore è con te. Ed è tanto vero, che io desidero che tu torni a Varsavia. Amami, mia dolce Maria, ed abbi fede in ……Napoleone” (Fonte: Guy Breton; Napoleone Re di Cuori).

Nella storia il corso degli eventi può essere cambiato dalla scaltrezza degli operatori umani e non c’è nulla che il Fato abbia predestinato.

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