L’Italia non c’è più: scandalo nazionale per una “patata bollente”

L’Italia non c’è più: scandalo nazionale per una “patata bollente”

di Christian Francia  –

Patata bollente - prima pagina di Libero su Virginia Raggi 10 feb 2017
La prima pagina del quotidiano “Libero” su Virginia Raggi del 10 febbraio 2017

Che il nostro Paese sia drammaticamente arretrato lo constatiamo ogni giorno. Che il nostro Paese sia stracolmo di analfabeti funzionali, strutturali e di ritorno ce lo dicono sia le statistiche che l’esperienza diretta.

Ma che nel 2017, con i morti di freddo che abbiamo avuto, con un dissesto idrogeologico epocale, con i terremoti, i drammi, la povertà, la disoccupazione e la crisi economica senza fine, che dovessimo subire pure lo strazio di uno scandalo nazionale per colpa di una “patata bollente”, questo davvero era impossibile da immaginare.

Eppure tutti i giornali e le televisioni sono piene dei risvolti di questa vicenda che farebbe assopire se non riguardasse le stesse istituzioni.

Ieri il quotidiano “Libero” diretto da Vittorio Feltri ha titolato in prima pagina “Patata bollente” con riferimento alle vicissitudini del sindaco di Roma Virginia Raggi.

Come è noto, l’espressione “patata bollente” indica sia un problema scottante e sia una femmina dall’intensa vita erotica. Nel caso specifico l’allusione o il doppio senso è del tutto innocente anche se azzeccatissima, dato che la Raggi è risultata beneficiaria (a sua insaputa?) di una polizza da 30.000 euro stipulata da un dipendente del suo staff “per ragioni sentimentali” e “per affetto”, come ha dichiarato il diretto interessato.

E fino a qui saremmo nell’Italia che conosciamo bene: un teatrino dove la politica, la corruzione (o almeno il tentativo corruttivo messo in atto contro la sindaca) e i conflitti di interesse (nel caso la Raggi sapesse e avesse comunque triplicato lo stipendio al dipendente che l’aveva beneficata) sono divenuti un cancro inestirpabile.

Ma purtroppo al peggio non c’è mai fine.

E il peggio è rappresentato dal Presidente della Camera dei Deputati, una donna indegna di nome Laura Boldrini, la quale – con riferimento al titolo di Libero – ha parlato di: “volgarità sessista e di giornalismo spazzatura”.

Il peggio è rappresentato dal Presidente del Senato, un uomo indegno di nome Pietro Grasso, il quale ha dichiarato: “Libero sì, ma non di insultare con allusioni oscene, Feltri chieda scusa a Virginia Raggi”.

Il peggio è rappresentato dal Presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Enzo Iacopino, il quale ha definito la frase di Feltri “disgustosa”, così come parimenti disgustosa l’hanno definita molti esponenti del PD, di Forza Italia, del M5S.

La Raggi ha già annunciato che chiederà un risarcimento, commentando: “c’è chi non accetta un sindaco donna”.

Lo scrivente non è sospettabile di antipatie grilline, ma ho l’impressione che se un sindaco avvocato avvia un’azione giudiziaria per colpa di una patata bollente, quando ad esempio Giulio Andreotti veniva epitetato come “Belzebù”, “assassino”, “boss dei boss”, “criminale di Stato”, senza per questo preoccuparsi minimamente né di chi parlasse contro di lui né di cosa dicesse nei suoi confronti, allora forse siamo scesi al livello più basso nella storia della Repubblica.

E il M5S mi sembra che stia assumendo tutti i difetti del PD e di Forza Italia, perché i giornalisti hanno tutto il diritto di criticarli i cittadini e i lettori, ma non i politici che sono coloro che devono subire l’attività giornalistica, piaccia o non piaccia loro.

E non mi avventuro nemmeno nell’argomento delle famigerate liste di proscrizione redatte da Luigi Di Maio, il quale si dice convinto di un complotto politico-giornalistico ai danni del M5S, come se fosse un Ignazio Marino qualsiasi.

La verità sarebbe molto più utile alla causa grillina ed è la seguente:

1) è vero ed è ovvio che Virginia Raggi sia incompetente per il ruolo che ricopre, ammetterlo sarebbe una dimostrazione di intelligenza;

2) probabilmente è vero che molti grillini sono onesti, ma questo non basta a saper governare;

3) la forza del M5S è che deve essere ancora sperimentato, al contrario del PD e di Forza Italia che hanno già distrutto tutto;

4) non possiamo emettere un giudizio sulle capacità del M5S fino a quando non avranno comandato per un’intera legislatura l’Italia e per un’intera consigliatura la Capitale (se ne è capace).

In ogni caso, i giornalisti sono sacri al pari della libertà di stampa ed hanno tutto il diritto di controllare come si veste e cosa fa Virginia Raggi sin da quando mette piede fuori da casa sua e fino a quando non vi fa rientro.

E ciascuno deve essere libero di criticare, di fare allusioni, di satireggiare come meglio crede senza che si alzino i censori di questo cazzo, pagati lautamente da noi per presiedere istituzioni destituite da tempo di ogni credibilità.

Quanto ai grillini, pensino a lavorare e si facciano fare la rettoscopia senza fiatare, perché questa è la democrazia e chi non ha voglia di farsi fare la rettoscopia ha diritto di restare a casa sua nell’anonimato, ma senza pretendere di occuparsi della Cosa pubblica.

La patata bollente - locandina 1979
La locandina del film “La patata bollente” del 1979

4 Responses to "L’Italia non c’è più: scandalo nazionale per una “patata bollente”"

  1. Leda Santosuosso   11 febbraio 2017 at 15:10

    GRANDEEEEEE
    confesso di essermi fatta una sonora risata quando ho letto il titolo del giornale! un po’ di sana ironia…come donna sono altre le cose che mi indignano!!!!!

  2. Amen   11 febbraio 2017 at 19:26

    Va bene. C’è libertà di stampa. Va bene. Andreotti era un vero signore e lo ammiravo per questo, poi quello che ha fatto non lo so. Ma che da qualche decennio siamo scaduti nella volgarità e nell’oscenità, che per rendere l’eloquio più efficace sembri necessario usare parolacce e basse allusioni, non si può negare. La serietà di un popolo si misura anche da questi comportamenti, seppure marginali rispetto al suo agire in concreto.

  3. Anonimo   12 febbraio 2017 at 14:18

    PICCOLAAAA
    Ma la seconda parte della registrazione l’ha letta?
    Se l’avesse scritta alla mia signora sarei andato a rompegli il …
    Sana ironia una beata fava.

Leave a Reply

Il Fatto Teramano è l'unico sito che ti permette di commentare senza registrazione ed in forma totalmente anonima. Sta a te decidere se includere le tue generalità o meno. Nel momento in cui pubblichi il tuo commento dichiari di aver preso visione del nostro disclaimer e di accettarne le regole. Per inviare il tuo commento aiuta il sito a verificare la tua esistenza trascinando un'icona secondo le indicazioni e clicca su Commento all'articolo.

 

Your email address will not be published.