Vendetta, tremenda vendetta: la “giustizia fai da te” funziona meglio di quella di Stato

2 Responses to "Vendetta, tremenda vendetta: la “giustizia fai da te” funziona meglio di quella di Stato"

  1. ernesto albanello   7 febbraio 2017 at 20:35

    Chi può rimanere estraneo o addirittura indifferente nei confronti del tormento che assale una persona colpita nei suoi affetti più cari? Come può l’istituzione obbligare le guardie carcerarie a vigilare nelle 24 ore il recluso che, preso dal rimorso di aver compiuto un gesto efferato, possa farla finita, mentre quella stessa persona, privata del suo progetto di famiglia che stava con gioia costruendo, abbia le capacità reattive necessarie per non abbattersi e venga lasciata a condurre la vita “nella normalità”? La mia sensazione è che lo Stato ha ristretto i suoi perimetri ed è interessato ad evitare che una vita sia soppressa, se questo mette nei guai il proprio sistema (in questo caso quello penitenziario), mentre se tutto questo accade nei giardini, ad esempio, è solo un caso fortuito! Meditiamo, meditiamo!

  2. Leda Santosuosso   9 febbraio 2017 at 11:18

    ho una banalissima causa civile che dura da 15 anni e che mi ha costretto a rivedere più di una volta i miei programmi di vita…quante volte ho pensato: “se fossi andata a Roma e gli fossi passata sopra con la macchina appena lo stronzo mi ha fatto causa a quest’ora sarei fuori e avreri risolto i miei problemi”.
    Come sempre ribadisco: se la giustizia non funziona la colpa è degli italiani, gli stessi che poi vanno a piangere i morti di turno…
    continuate a votare farabutti e ladri ….per salvare il culo a Berlusconi lo abbiamo salvato a tutti i delinquenti!!
    di che ci sorprendiamo???
    piangete su voi stessi!

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